che tristeza

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che tristeza

Messaggio Da Giacomin il Sab 28 Ago 2010 - 7:32

da Il Piccolo del 28 agosto 2010

RINVENUTI IN VIA DEI GIARDINI E IN VIA BAIAMONTI. I VICINI HANNNO DATO L’ALLARME A CAUSA DEL FETORE
Morti ”dimenticati” in casa , altri due casi

Un ex dipendente della Ferriera era deceduto da una settimana, l’altro da almeno cinque giorni



di CORRADO BARBACINI


Una serie senza fine: morti di solitudine nel silenzio delle loro case. Due tragedie-fotocopia sono state scoperte l’altra mattina a Trieste. La prima è avvenuta in via dei Giardini 59, nel rione di Servola, attorno alle 10. La vittima si chiama Albino Perossa, era nato nel 1940 e fino a qualche anno fa aveva lavorato alla Ferriera di Servola. Lo stabilimento siderurgico a due passi dalla sua abitazione. Quando l’hanno trovato era morto da almeno una settimana.
La seconda vittima è stata scoperta circa mezz’ora dopo, poco lontano, in via Baiamonti 64, al sesto piano di uno stabile. Luciano Sponza, 76 anni, era morto da almeno cinque giorni. Fino a pochi anni fa aveva un distributore di benzina dalle parti di Valmaura.
A dare l’allarme per Albino Perossa è stato il dirimpettaio, P.D., le sue iniziali. Non lo vedeva da qualche giorno e c’era una tremenda puzza sulle scale e sul pianerottolo. P.D. ha chiamato il 113. Gli agenti della squadra volante si sono insospettiti dal forte odore e così, dopo l’intervento dei vigili del fuoco, hanno avuto la tragica conferma. In camera da letto c’era il corpo in avanzato stato di decomposizione di Perossa: aveva voluto farla finita impiccandosi. Il tragico gesto è stato attuato almeno cinque giorni prima, forse una settimana, così ha ipotizzato il medico del 118 chiamato al momento dell’ingresso nella casa da parte dei pompieri. Nessun messaggio lasciato in casa. Solo tanta solitudine.
«Lo conoscevo da più di vent’anni. L’ultima volta che l’ho visto è stata una settimana fa. Era una brava persona. Aveva lavorato alla Ferriera. Fino a qualche tempo fa era tranquillo e sereno, poi - lo si vedeva tutti i giorni - si era intristito. Diceva a tutti quelli che incontrava che stava male. So che andava dal medico ma mi raccontava che non riusciva a guarire», racconta turbata una vicina di casa che abita al secondo piano dello stabile. E aggiunge: «I parenti, ho saputo poi, in questo periodo erano in ferie in campeggio. Ma nessuno nella casa conosceva il loro numero di telefono e così è stata chiamata la polizia».
La scoperta del corpo di Luciano Sponza nell’appartamento al sesto piano dello stabile di via Baiamonti 64 è stata possibile grazie all’intervento della vicina di casa Argia Vatovec. «Non lo vedevo da diversi giorni. Ho provato a suonare il campanello più volte. Ho anche bussato la porta. Ma nessuno mi ha risposto. Così, preoccupata, ho telefonato alla figlia che è giunta dopo poche ore e ha aperto la porta con le proprie chiavi. Quando lo ha fatto siamo state investite da un’aria dall’odore acre e irrespirabile...».
È successo l’altra mattina attorno alle 10.30. Sul posto sono giunti dopo poco gli investigatori della squadra volante e poi il medico legale Fulvio Costantinides. La morte di Luciano Sponza è stata dovuta a cause naturali, ha spiegato poi. «È avvenuta almeno cinque giorni fa», ha aggiunto. Il corpo di Sponza, hanno constatato gli agenti, era riverso sul letto. E la porta della casa era stata chiusa dall’interno.
Pochi giorni fa c’è stata un’altra tragedia della solitudine. Il corpo senza vita di Maria Cimoli era stato trovato sul pavimento del suo appartamento in via della Geppa 10. Morta da almeno da una settimana. Nessuno l’aveva cercata. Secondo il medico legale Fulvio Constantinides, allertato dagli agenti della squadra volanti, la morte è da attribuire con certezza a cause naturali. La donna, malata da tempo, sarebbe stata stroncata da una crisi cardio-circolatoria rivelatasi fatale.

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Re: che tristeza

Messaggio Da borin il Sab 28 Ago 2010 - 8:19

savè però cossa che ve digo, in sti casi? meo morir in leto proprio che in casa de riposo..
triste pensar sei gaveva una famiglia, che se ga inacorto cussì tardi.
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Re: che tristeza

Messaggio Da Lucio Coceani il Sab 28 Ago 2010 - 9:34

Che casi tristi.

E purtropo, sti casi de persone che mori sole e spesso dimenticade no xe roba che nassi solo la de voi.

Idem qua!
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Re: che tristeza

Messaggio Da dan68 il Lun 30 Ago 2010 - 7:59

Purtropo xè el "scotto" de pagar per la modernità: tuti ga furia, va de corsa, e anca nele case no se se conossi più. Xè tanto se se disi bongiorno e bonasera. E anca questi xè i risultati...

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sempre più soli!...

Messaggio Da cesare il Lun 30 Ago 2010 - 11:23

ha ragione dan68. La vita di oggi, affannata, direi assatanata, non concede più spazio ai rapporti umani. Si muore sempre più soli ed ignorati. Non il conforto di una persona amica (dei parenti, poi, è sempre più raro!).
Deve essere spesso il fetore(che brutta parola!) a muovere le persone! Meno male che nel primo caso citato dall'articolo qualcuno ha suonato il campanello di casa!
E' veramente triste finire così, ignorati da tutto e da tutti! Che almeno Dio abbia misericordia di loro!
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Re: che tristeza

Messaggio Da sum culex il Lun 30 Ago 2010 - 15:37

Ricordemose ancora una volta de quei che xè morti in risiera a Trieste o in campi de centramento senza aver lassà la minima traccia non ostante le ricerche; vedi mìa mama. Con tute le ricerche che ga fato mio papà, mi iero picio, ma me ricordo ancora tute le visite a reduci sopravissudi portando la fotografia senza aver avudo el minimo risultato, senza contar le ricerche in siti uficiai. No un funeral, no una tomba, no gnente, solo la sua mancanza quela volta e che me ga segnà per tuta la vita.
ciao
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Re: che tristeza

Messaggio Da cesare il Lun 30 Ago 2010 - 15:45

Hai ragione, Sum, ti capisco profondamente. Ma il tuo caso rientra in quelli terribili e complicati della guerra, per cui molti scomparsi sono rimasti tali senza la dovuta sepoltura, in seguito al mancato rinvenimento.
Qui siamo in tempo di pace, in cui le cose dovrebbero essere più semplici ed immediate. Ed invece è tutto il contrario! E' questo che dà sgomento. Ti muore uno alla porta accanto, e non te ne accorgi, quando basterebbe interessarsi un po' di più! Indifferenza totale umana!
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Messaggio Da orca il Mer 1 Set 2010 - 16:09

Eser soli xe za una tristeza, morir soli fa adiritura pianzer.

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Re: che tristeza

Messaggio Da borin il Mer 1 Set 2010 - 16:53

Ormai quasi tuti mori soli... pochi ga la "fortuna" de morir con la famiglia vizin, come mia mama che xe morta in leto suo, con mi che ghe tegnivo la man fin al momento che la ga cessado de respirar. Ma la più parte mori in ospedal, e se i mori de notte, come che nassi spesso, no xe nissun vizin.. se no el compagno de camera, che magari ghe fa impression. po prima o dopo se acorzi el infermier de turno.. Per una zia, i me ga ciamado de Cattinara ale 3 de notte : vegnì subito che la xe morta adesso, se la volè saludar e riveder, perchè doman mattina no la sarà più qua.
Po, se i li porta via subito in "frigorifero" o se i resta abbandonai in casa, fa impression a noi che leggemo, ma a lori no ghe fa più gnente.. mi digo sempre che el importante xe quel che ghe femo fin che i xe vivi, no quel che nassi co i xe morti.

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Messaggio Da cesare il Mer 1 Set 2010 - 17:02

Certamente Borin, hai ragione. Le carenze verso le persone sono più importanti quando sono vive. Quando sono morte non provano più nulla. Ma è per noi che siamo in vita il disagio, anche se sorpresa non dovrebbe più essere, viste le mancanze che abbiamo avute nei loro confronti già in vita. Solo che la morte fa sempre impressione, e noi ne rigettiamo troppo spesso il pensiero, senza sapere che anch'essa è un fatto inevitabilmente naturale, e che va accettato.
Dispice non poter spesso tenere la mano di chi parte negli ultimi momenti coscienti prima della dipartita, quando potrebbe avere un estremo conforto. Cosa che per te è stata possibile, nei confronti della tua povera mamma.
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Messaggio Da Giacomin il Mer 1 Set 2010 - 18:26

Condivido pienamente i vostri pensieri.

Da giovani se ga dei comportameni, verso i nostri veci, che solo dopo aver ragiunto una certa età se capisi el sbaglio, anche se fato involontariamente e senza alcuna cativeria....

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Messaggio Da orca il Gio 2 Set 2010 - 17:41

Una roba che no savevo qua a Victoria Canada, xe che l'ospedal magiore ga un ala e un servizio per agevolar e dar conforto a persone con pochi giorni de vita, dove i parenti resta a aiutar in un atmosfera de pase e serenita... roba che considero sai cocola e se possibile estesa a piu gente...

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Messaggio Da borin il Gio 2 Set 2010 - 18:53

La sola roba che me dà pensier de ste morti solitarie no xe che i sia morti de soli, ma che magari i se ga sentido mal e no i ga rivado a ciamar soccorso, che forsi se i iera con qualchedun i gavessi podudo salvarli, ma salvarli per lassarli morir po in un leto de ospedal o in una casa de riposo.. meo morir in leto proprio in vcasa propria, penso.
E semai xe de ringraziar e incrementar quele robe tipo telesoccorso, quele robe che se un ghe ciapa mal basta fracar un boton e vien la guardia medica.
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Messaggio Da cesare il Gio 2 Set 2010 - 19:16

E questa è ancora più grossa! Avvenuta a Trento!...

TRENTO. Un clochard è stato trovato mummificato sotto le lenzuola del letto. Il macabro ritrovamento è avvenuto stamani in una vecchia casa di un sobborgo di Trento, Cadine, alle pendici del Monte Bondone.

Un primo rilievo scientifico ha evidenziato che lo stato di decomposizione di Francesco Vicentini, 83 anni, potrebbe risalire ad un lasso di tempo tra i 10 ed i 20 anni. Nessuno ne aveva denunciato la scomparsa. Il decesso, ha accertato il medico legale, è dovuto a cause naturali. Il fratello aveva dovuto rinunciare a vendere la casa in comproprietà, perché non riusciva a rintracciare il consanguineo. I carabinieri di Trento sono stati allertati da alcuni operai che stavano facendo dei lavori di ristrutturazione del tetto dei fratelli Vicentini.

Il fratello di Francesco Vicentini, abitava nello stesso paese e nella
stessa via. Ha riferito ai carabinieri che in passato Francesco, con il quale non aveva mai avuto rapporti stretti, aveva lavorato come camionista e che successivamente aveva cominciato ad allontanarsi da casa senza fare avere notizie. Per questo in tutti questi anni non si era preoccupato della sua scomparsa. Nessuno in paese lo aveva d'altra parte mai cercato o si era preoccupato per lui. L'uomo è descritto come persona che aveva grossi problemi di relazione e di alcolismo.

Il ritrovamento del cadavere è stato puramente casuale. Nei giorni scorsi era stato notato il cedimento del tetto dell'edificio abbandonato e cadente, per cui il geometra del comune è stato incaricato di fare un sopralluogo. Entrato dalla copertura sfondata, il geometra prima ha notato che la porta d'ingresso era chiusa a chiave, quindi con difficoltà ha raggiunto il piano rialzato, dato che la scala era ceduta, e qui ha fatto la macabra scoperta. Il corpo mummificato dell'uomo era disteso su una branda. Addosso i carabinieri gli hanno trovato una piccola somma in lire, segno del tempo trascorso dalla sua morte. (02 settembre 2010)
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(da "IL TRENTINO")
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