Andrej Baron von Čehovin

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Andrej Baron von Čehovin

Messaggio Da guido bighelli il Mar 15 Giu 2010 - 14:22

Mi gavevo sentì parlar o leto sui libri de storia de sto mato. Cucando su "Nuovo Litorale" go trovà la sua storia.
Un mato, torno dir, veramente de grande valor, come del resto tuti i grandi militari austriaci.
Ve la sburto perchè la xe veramente interesante, anche se no'l iera propriamente triestin...

Andrej Čehovin (o Andreas Zhehovini nella grafìa tedesca) nacque nel 1810 a Dolanci, paese situato nell’entroterra Goriziano del fiume Vipacco, oggi in Slovenia, da una famiglia contadina di etnia slovena.
Al giovane Rokčev, così era soprannominato in ambiente familiare il giovane Andrej, venne impartita l’istruzione di base dallo zio, un ecclesiastico che prestava il servizio pastorale a Postumia (slov. Postojna). In seguito frequentò la scuola elementare a Gorizia e poi il ginnasio, in parte a Gorizia ed in parte a Lubiana.
Nel 1831 iniziò il percorso di studi nella scuola militare di Lubiana e in quella di Vienna.
Arruolato nell’artiglieria venne promosso rapidamente ai vari gradi della gerarchia militare e nell’anno 1847 ottenne il grado di Oberfeuerwerker (Maresciallo d’Artiglieria).
Nel periodo tra il 1848 e il 1849 prese parte, distinguendosi per abilità, coraggio e valore, alla guerra tra il Regno di Sardegna e l’Austria nelle file dell’armata comandata dal Feldmaresciallo Radetzky.

La battaglia di Montanara
Il 29 maggio 1848 prese parte alla battaglia di Montanara. Per aver operato con successo dirigendo il fuoco d’artiglieria con precisione nonostante fosse stato ferito, ottenendo la ritirata delle truppe sarde e consentendo il recupero di una grande quantità di equipaggiamento militare abbandonato dal nemico, gli venne conferita la Grande Medaglia d’Argento al Valore.

La battaglia di Custoza (Somma Campagna)
Durante la battaglia di Custoza, negli scontri del 25 luglio 1848, presso Somma Campagna, andò in soccorso di una brigata austriaca che, dopo la morte del proprio comandante, aveva indietreggiato disorientata. Čehovin ne assunse il comando dirigendola contro gli avversari ed ottenendo una vittoria. Per questa azione venne decorato con la Grande Megaglia d’Oro al Valore che gli fu consegnata dallo stesso Radetzky.
Il 26 e 27 luglio 1848 per meriti in battaglia, Radetzky lo elevò al rango di Leutenant (Sottotenente) e gli affidò il comando di una batteria di cannoni.

La battaglia di Mortara
Il 21 marzo 1849 durante la battaglia di Mortara si arrampicò su di un albero per osservare il campo di battaglia. Appena salito, giunsero sotto di lui degli ufficiali del Regno di Sardegna che non si accorsero della sua presenza. Ebbe così modo di ascoltare la loro conversazione per poi riferirne i contenuti ai propri superiori contribuendo alla vittoria austriaca.

La battaglia di Novara
Il 23 marzo 1849, durante la battaglia di Novara con un solo cannone fece fuoco in maniera così efficace verso le fila dell’esercito sardo, da indurlo alla ritirata, facilitando l’azione della fanteria austriaca. Per lo straordinario eroismo dimostrato in questa battaglia ottenne le congratulazioni di Radetzky.


Il 13 giugno 1850 l’Imperatore Francesco Giuseppe lo decorò con la suprema onorificenza militare della Monarchia, la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare di Maria Teresa, con la concessione del titolo di Freiherr (Barone). Al tempo stesso venne promosso al grado di Oberleutenant (Tenente).
Negli anni seguenti partecipò con onore alle guerre che si svolsero nella parte settentrionale della penisola italiana e l’Imperatore Francesco Giuseppe gli conferì il grado di Hauptmann (Capitano). L’Arciduca di Toscana, Leopoldo II gli conferì la Croce di Cavaliere di Terza Classe.
Lo Zar gli conferì la Croce di Cavaliere dell’Ordine di San Giorgio.
Ricevette anche altre decorazioni e fu il primo e l’unico militare dell’esercito austriaco ad ottenere le tre più alte decorazioni asburgiche per il valore (già prima menzionate).
Nel 1855 durante il suo servizio a Mantova, Čehovin si ammalò gravemente. Fu ricoverato in un ottimo ospedale a Baden dove però morì nello stesso anno. A Baden venne sepolto con i più alti onori militari e il Ministro della Guerra, in considerazione della esemplare vita militare, gli dedicò un monumento.
Nell’anno 1898 venne eretto un’altro monumento nei pressi della sua casa natale a Dolanci, nel distretto di Sesana, appartenente alla Contea Principesca di Gorizia e Gradisca.
Il progetto era di Maks Fabiani e venne concretizzato dallo scultore Anton Bitežnik e dallo scalpellino Franc Bitežnik, i quali usarono come materiale il pregiato marmo di Carrara.

In quello stesso anno ricorreva il 50° anniversario di regno dell'Imperatore Francesco Giuseppe I, il quale contribuì con la quota maggiore per l'erezione del monumento al valoroso barone. Contribuirono pure gli ufficiali dei vari reggimenti sparsi nelle varie provincie dell'Impero, nonchè i parenti di Cehovin ed i Comuni della Contea Principesca di Gorizia e Gradisca.
Il monumento, alto oltre 5 metri, raffigura l'eroe in piedi, con le braccia incrociate, in uniforme militare, con la spada al fianco e le spalle coperte da un pesante cappotto militare, mentre sul petto spiccano le decorazioni militari.
Sul basamento si trovano le scritte in tedesco ed in sloveno che testimoniano che tale opera è stata eretta a memoria di Cehovin nell'anniversario del 50° di regno dell'Imperatore. Viene inoltre ricordato quali furono le decorazioni militari ricevute, chi eresse il monumento ed i luoghi dove Cehovin si era distinto in battaglia.
L'inaugurazione avvenne il 14 agosto 1898 alla presenza di centinaia di persone provenienti dai paesi vicini, così come dalle città di Trieste e Gorizia, mentre sventolavano le bandiere imperiali e quelle delle provincie di appartenenza dei partecipanti. Si tenne una breve messa per benedire il monumento, e, dopo i discorsi di rito, sfilarono i veterani di guerra. I festeggiamenti continuarono con un banchetto offerto alla popolazione presso la casa di Cehovin.

Leggi l'articolo apparso sull'Osservatore Triestino del 13 agosto 1898

Repressioni, violenze, umiliazioni e vandalismi di stampo squadrista imperversavano nei territori annessi dall’Italia nel 1921, ed in particolar modo nei territori abitati da sloveni, cosicchè con l'inarrestabile inasprimento della situazione, nel 1926 gli abitanti del paese dove sorgeva il monumento, decisero di smontarlo e lo nascosero in un luogo sicuro, sotterrandolo nel vicino orto. Il segreto venne gelosamente mantenuto e così nel 1987 fu possibile recuperare il monumento, restaurarlo, e ricollocarlo sul luogo originale e celebrare, il 10 settembre 1995, a 140 anni dalla sua morte, una cerimonia solenne.
Andrej Čehovin è stato un chiaro esempio di come all’epoca della Monarchia asburgica la nobile origine e il denaro non erano necessario fondamento per l’ascesa individuale. Con perseveranza coraggio ed ingegno, il ragazzo di umili origini proveniente dal villaggio di Dolanci, riuscì a fare carriera nell’esercito divenendo un ufficiale ed ottenendo il titolo nobiliare di Freiherr (Barone).
Viene ricordato nella storia militare austriaca come uno dei più valorosi soldati nelle guerre dell’Ottocento.
A lui è stata dedicata, il 21 aprile 2006, la caserma dell’Esercito Sloveno sita a Postumia che ha assunto così il nome di “Vojašnica barona Andreja Čehovina”.


E questo xe el monumento che i ghe ga dedicà in Slovenia. No come noi che inveze dei bei monumenti che la Defonta gaveva fato, gavemo solo pensà de distrugerli, farli sparir o farghe far el baleto dele bele statuine...


Il monumento fotografato nel giorno dell'inaugurazione ufficiale per la sua ricollocazione nel 1995
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Re: Andrej Baron von Čehovin

Messaggio Da Fabiana il Mar 15 Giu 2010 - 15:34

Se vedi che i sloveni xe più inteligenti de tanti triestini.

Ciau, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
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