Una storia per immagini

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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mar 4 Mag 2010 - 16:10




(Riproduzione moderna di fotografia originale, collezione Claudio Ernè, Trieste)

Il deposito locomotive della stazione di Campo Marzio. In uscita da Trieste la linea tocca una punta di pendenza del 27/31 per mille, con la necessità quindi di poter usufruire di locomotive potenti adatte a percorsi montani. Secondo le accuse degli ambienti filoitaliani di Trieste, il percorso era stato scelto anche per far affluire rapidamente truppe verso l'Isonzo in caso di conflitto tra la Duplice monarchia e l'Italia.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mar 4 Mag 2010 - 16:15




(Cartolina originale, collezione privata, Trieste)

La stazione di Nabresina (oggi Aurisina), la più bella e grande del tratto carsico Meridionale, svolgeva ruolo di stazione di coincidenza con le linee per l'Italia: aveva un ristorante interno e un altro nel piazzale. Durante la seconda guerra mondiale Nebresina sarà a lungo una stazione di prima linea.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mar 4 Mag 2010 - 16:26




(Foto di Arturo Giacomelli, stampa moderna da negativo originale, collezione privata, Trieste)

Navi e Vaporetti

I viaggi verso le località della costa offrivano l'unica alternativa al treno, i vaporetti. L'introduzione di imbarcazioni veloci e comode faceva confluire a Trieste una fitta rete di linee che collegavano il porto con le città costiere dell'Istria.
I vaporetti attraccavano alla riva di fronte a Piazza Grande e consentivano tra l'altro un traffico costante di agricoltori che portavano i prodotti istriani al mercato triestino: spesso la vendita avveniva sulla banchina stessa, o nelle immediate vicinanze. Il servizio era gestito da varie società, come la Società di navigazione Istria-Trieste, dalla Navigazione Litoranea di Francesco Vidulich, dalla Cittadina di navigazione di Capodistria; la Dalmatia aveva servizi postali settimanali verso i porti dalmati, mentre delle piccole compagnie gestivano le linee verso Grignano/Miramare, Monfalcone e Muggia.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mar 4 Mag 2010 - 16:31




(Stampa originale, collezione privata, Trieste)

Piroscafi più grandi e veloci assicuravano il servizio con i porti maggiori: il Lloyd Austriaco collegava Trieste con Spalato e Lussino, mentre il Venezia della Tripcovich (nella foto) assicurava il servizio fra Trieste e Venezia, la rotta più tradizionale dell'Alto Adriatico.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 15:07

Una complessa rete di identità

Nei primi anni del Novecento, Trieste conservava l'aspetto di città composita che l'aveva caratterizzata sin dalle origini dell'emporio, nel Settecento. La crescita demografica, dovuta quasi interamente all'immigrazione, si era nutrita di inurbati delle terre vicine, il Friuli, la Carniola e l'Istria, in quello che era un tipico processo di spostamento dalle campagne alle città. Ma la crescita aveva indotto anche altri tipi di immigrazione: tecnici qualificati per la crescente industria, burocrati e militari da ogni parte dell'Impero, ma anche commercianti dalla Dalmazia o dalla Grecia e semplici curiosi ansiosi di vivere in quello che si prospettava come uno dei punti nodali della modernità, come un irlandese di nome James Joyce che sbarcò in un giorno del 1904. Tante anime trovavano una lingua comune in quel dialetto triestino, nato con il porto, così vicino per vocabolario e struttura sintattica al veneziano commerciale che era ancora noto a tutte le popolazioni delle coste del Mediterraneo orientale. La capacità di penetrazione di quella parlata era così forte da italianizzare anche immigrati da terre lontane, fino a farli confluire nei ranghi dell'irredentismo. Quella lingua era la questione centrale in tutto l'Impero: l'amministrazione austriaca al proprio interno funzionava in tedesco (anche la Marina da guerra),

(Militare della Marina da guerra austriaca.)
ma la Costituzione del 1867 garantiva la tutela, l'insegnamento e l'uso pubblico delle lingue abituali (landesűblich). Ma quali lingue erano davvero landesűblich nelle zone miste? Per gli irredentisti di Trieste solamente l'italiano; per il nascente movimento slavo anche lo sloveno; per la minoranza germanofona anche il tedesco. La questione era resa drammatica da una struttura politica dominata da due nazionalità, quella austro-tedesca e quella magiara, che si trovavano ad amministrare popolazioni diverse avviate all'inquieta riscoperta della propria identità. E poi né la componente austro-tedesca, né quella ungherese erano davvero maggioritarie: il gruppo più numeroso di abitanti dell'Impero era quello slavo, sia pure diviso tra popolazioni diverse e geograficamente separate; mentre gli italiani del Litorale e del Trentino temevano di venir schiacciati dallo scontro tra le etnie più numerose. In questo clima di sospetti reciproci finiva coinvolta anche la vita quotidiana: l'iscrizione ad un'associazione sportiva come la Ginnastica Triestina,

(Un gruppo di atleti della Ginnastica Triestina.)
la frequenza scolastica dei figli, l'iscrizione ad un circolo culturale finivano per avere un significato di dichiarazione di appartenenza, e società come la Ginnastica diventavano il fulcro della passione politica.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 15:29




(Cartolina originale, collezione Filip Fischer, Trieste)

La scuola tema centrale

Lingua, insegnamento, scuola: erano erano questi i temi sui quali i gruppi nazionali si dividevano. La richiesta di una università italiana rappresentava il tema centrale delle proteste, a Trento come a Trieste: tanto che la manifestazione seguita ad un comizio su questo tema al Politeama Rossetti il 15 dicembre 1901 veniva riprodotta in una cartolina celebrativa. Gli italiani dell'Impero avevano perduto la "loro" università nel 1866, con il passaggio di Padova al Regno d'Italia: gli studenti triestini si iscrivevano a Graz o a Vienna, mentre quelli trentini seguivano i corsi a Innsbruck, ma non mancavano gli scontri con gli estremisti pangermanici. Le scuole di ciascun gruppo, specie nelle zone mistilingui, erano sostenute da associazioni specializzate: la Lega Nazionale promuoveva le scuole italiane, la Società Cirillo e Metodio quelle slovene nel centro di Trieste, mentre le scuole di lingua tedesca erano sostenute dalla Deutscher Schulverein, attiva soprattutto nelle zone della Boemia, della Stiria e della Carinzia nelle quali la presenza tedesca era minoritaria. Il susseguirsi di manifestazioni, prese di posizione, scontri di piazza manteneva alta la tensione.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 15:37




(Cartolina originale, collezione privata)

Chiese di ogni culto

L'Ottocento ha lasciato in eredità a Trieste templi di culto per tutte le comunità: chiese ortodosse di rito greco e serbo ("Chiesa russa" si legge curiosamente sulla cartolina di inizio secolo), sinagoghe, templi protestanti. Un panorama mutevole, dato che qualche tempio segue l'andamento delle relative comunità: la chiesa armena posta sul colle di San Vito viene venduta ai cattolici di rito tedesco a metà Ottocento, nel momento in cui la comunità armena, un tempo piuttosto numerosa, diviene troppo piccola per giustificare il mantenimento del culto.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 15:47




(Foto Arturo Giacomelli, stampa moderna da negativo originale, collezione privata, Trieste)

Verdi, il grande simbolo

La morte di Giuseppe Verdi viene accolta con sgomento dagli appassionati triestini. Il grande compositore simboleggia insieme l'amore per la musica, l'identità nazionale italiana, lo spirito risorgimentale. La raccolta di fondi per un monumento è rapidissima, e Trieste è la prima città a dedicare al compositore una grande statua, opera del milanese Laforêt. Scolpita in marmo, verrà danneggiata nel 1915, nei disordini seguiti alla proclamazione di guerra dell'Italia, e ricreata dallo stesso Laforêt, questa volta con il bronzo dei cannoni austriaci, dopo la fine della Grande guerra, nella versione che vediamo oggi.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 15:57




(Foto studio Lichtdruck, stampa dell'epoca, archivio Il Piccolo, Trieste)

Simboli della contesa

Monumenti ed edifici sembrano contenere un'inesauribile valenza simbolica. Così, negli ultimi giorni dell'Ottocento, il Comune, amministrato dalle forze liberalnazionali italiane, apprende che la Luogotenenza intende dedicare a Francesco Giuseppe un monumento in Piazza della Posta. In brevissimo tempo viene deliberata, finanziata e realizzata la fontana dei Tritoni, realizzata dallo scultore Francesco Schranz e inaugurata nel 1898. La statua di Francesco Giuseppe dovrà accontentarsi di avere come sede i saloni della Posta fino al 1919.
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Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 16:07


]

Il giorno di inaugurazione della Narodni Dom.
(Riproduzione moderna di stampa originale, collezione Claudio Ernè, Trieste)

Ancora più carico di simboli il Narodni Dom - il palazzo al centro nella foto - la casa delle istituzioni culturali ed economiche slovene inaugurata nel centro della città il 20 novembre 1911. È il segno della crescita di importanza economica e culturale della comunità slovena, e nello stesso tempo della presa di coscienza della stessa comunità, fatti entrambi visti come un pericolo immediato da parte degli esponenti dell'irredentismo italiano. Alla nascita del fascismo, questo edificio rappresenterà uno dei primi obiettivi dell'estremismo nazionalista.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 16:21




Gli allievi della IV A del 1902 del Ginnasio superiore comunale, destinato a diventare il Liceo Dante, già allora fulcro della cultura italiana.
(Stampa originale, Civici Musei di Storia ed Arte, Trieste)



Una classe dell'Imperial Regio Ginnasio superiore dello Stato, con lingua di insegnamento tedesca e sede in Piazza Lipsia, oggi Piazza Hortis.
(Foto studio Circovich, stampa originale, collezione Claudio Ernè, Trieste)

La chiave del futuro

Gli istituti scolastici superiori nel sistema asburgico erano il luogo di formazione della cultura e delle coscienze. Tutte le testimonianze concordano nell'attestare l'altissimo livello di preparazione del corpo docente: gli insegnanti non solo erano qualificati, ma spesso erano dei veri e propri maestri di vita, una tradizione che gli istituti superiori triestini seppero mantenere a lungo anche nel sistema scolastico italiano.
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Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 16:28




(Foto Arturo Giacomelli, stampa moderna da negativo originale, collezione privata, Trieste)

Presenze curiose

Crocevia di traffici, meta di curiosi, luogo di confine fra mondi diversi, agli inizi del Novecento Trieste accoglieva presenze di ogni tipo. Sbarcavano dai treni e dalle navi, sostavano in attesa di raggiungere altre località dell'Impero, passeggiavano lungo le rive tra nobili, borghesi scaricatori e venditori ambulanti, come sembrano fare i quattro Morlacchi, pastori dell'entroterra dalmato, sul molo San Carlo, oggi molo Audace.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mer 5 Mag 2010 - 16:33




L'arrivo di Re Nicola di Montenegro.
(Stampa originale, collezione Claudio Rrnè, Trieste)

Curiosità anche per gli ospiti "speciali", i membri di famiglie reali o principesche; il più schivo degli arciduchi, Lodovico Salvatore, passava regolarmente le estati nella sua tenuta di Zindis presso Muggia; mentre sostava talvolta a Trieste Re Nicola di Montenegro.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 15:58

Industrie nate dal mare

All'inizio del Novecento il fulcro dell'industria pesante triestina è costituito dalla cantieristica e dalle imprese collegate. L'impresa più importante è lo Stabilimento Tecnico Triestino, un gruppo che attraverso la

Fabbrica Macchine (nella foto), il Cantiere San Marco, rilevato dopo un ventennio di chiusura, e il San Rocco di Muggia, domina il mercato della motoristica navale e delle costruzioni in ferro, al punto che il contiguo Arsenale del Lloyd si sta trasformando in un cantiere di manutenzione. Vicino, sotto il colle di Servola, è sorta nel 1898 la Ferriera, fondata dalla Krainische Industrie già proprietaria delle acciaierie di Jesenice. Incastrata tra Servola e il mare, la Ferriera è la dimostrazione del problema principale che l'industria è costretta ad affrontare a Trieste: la scarsità di aree e la difficile coesistenza tra tessuto urbano e attività industriali, che indurrà molti imprenditori, nel periodo 1905-1912, a fondare nuovi stabilimenti nel Monfalconese e nell'Isontino. Sparse per la città operano tuttavia molte piccole e medie aziende, la

Fabbrica di cioccolato Lejet (nella foto), la Birreria Dreher, che nel 1866 è stata la prima grande "fabbrica di città", la Tostatura Triestina di caffé fondata dagli Hausbrandt nel 1892, il Colorificio Veneziani, la fabbrica dei suoceri di Italo Svevo. In città ci sono due veri e propri poli industriali: uno nel tratto Via Rossetti e Largo Barriera, il cosidetto "pra' dei Conti" (dal nome della famiglia proprietaria dei terreni) dove a fianco della Modiano, grande azienda tipografica e cartotecnica, operano le fonderie Holt, Osvaldella e Metlicoviz; e l'altro a Barcola, nell'ansa tra il ponte della Ferrovia Meridionale e il mare, dove oltre alla distilleria Camis&Stock lavorano lo stabilimento della Farmacia Serravallo e quello di estratti della Janoušek. Dall'altra parte del Golfo, oltre la Ferriera, indica il futuro la Raffineria Oli Minerali, sotto il Monte San Pantaleone: riceve il greggio dai pozzi di Drohobycz in Galizia, la maggior risorsa petrolifera dell'Impero. Sono anche anni di continuo progresso tecnologico: nel 1898 l'ingegnere navale Ludwig Obry brevetta a Trieste la prima applicazione del giroscopio, che sarà usata dal silurificio Whitehead di Fiume per raggiungere il monopolio europeo nel mercato dei siluri; l'industriale-inventore Luigi Chiozza mette a punto un processo per l'estrazione dell'amido da riso e mais; ma sono numerose le piccole innovazioni che le aziende medio-piccole conservano al proprio interno come "segreti del mestiere".
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Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 16:18




(Stampa originale, collezione Claudio Ernè, Trieste)

Le emozioni dei vari

Il varo rappresenta il momento di coagulo per tutta la società triestina: migliaia di persone accorrono a vedere la discesa in mare degli scafi dal San Marco, come quello ripreso nella foto, nel 1902.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 16:23




(Riproduzione di stampa originale, collezione privata, Trieste)

Una foto di gruppo per la carpenteria della Fabbrica Macchine di Trieste
, appartenente come il San Marco alla compagine azionaria dello Stabilimento Tecnico Triestino. Nei primi anni del secolo la Fabbrica Macchine rappresenta uno dei maggiori datori di lavoro del Litorale.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 16:33





(Stampa fotolitografica da originale fotografico, Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, Trieste)

Ricerca degli spazi

A inizio secolo quello degli spazi è il problema principale dell'industria triestina. Molti stabilimenti sono immersi nel tessuto urbano, con continue contese tra gli abitanti e i titolari delle aziende per questioni di rumore e di emissioni. La piana delle Noghere è ancora paludosa e inutilizzabile; nel 1898 la Ferriera di Servola (nell'immagine divisa in due per questione di spazio n.p.) viene incastrata in uno spazio strappato al mare sotto la collina di Servola, una soluzione vantaggiosa per la facilità di arrivo del carbone via nave, ma problematica nel caso di eventuali espansioni.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 16:38




(Stampa originale, Civici Musei di Storia e Arte, Trieste)


Una piccola zona industriale (nella foto) sorge presso Barcola, sotto il ponte della Ferrovia Meridionale; l'azienda più rappresentativa della zona è la Distilleria a Vapore Camis&Stock.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 16:42




(Stampa originale, collezione Claudio Ernè, Trieste)

Per tutte le industrie diventa vitale il problema dell'energia: le macchine della produzione di serie, con le loro prese di forza al soffitto, cominciano ad essere la norma.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 16:51




(Riproduzione di stampa originale, collezione privata, Trieste)


Fabbriche in periferia

Alla ricerca di nuovi spazi, le fabbriche si sviluppano fuori dal tessuto urbano, ma la crescita demografica di Trieste impone un ritmo di espansione edilizia che ingloba nel giro di pochi anni i borghi del contado. Così la Corderia Angeli (nella foto) si trasferisce negli ultimi anni del secolo nella zona di via Baiamonti, ancora area agricola; nello stesso periodo stabilimenti si insediano a San Sabba, in Via Cologna e nelle zone meno paludose di Zaule.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 16:59



(Riproduzione di stampa originale, archivio F.lli Cosulich, Trieste)

Callisto Cosulich (nella foto), capostipite lussignano della famiglia che avrà per più di mezzo secolo un ruolo centrale nell'industria giuliana. Sua sarà l'intuizione di un'integrazione verticale tra marineria e cantieri: dopo aver fondato a Trieste l'Austro-Americana, una compagnia di navigazione capace di inserirsi nel ricco mercato del trasporto di emigranti verso le Americhe, i Cosulich sceglieranno, a partire dal 1907, di costruire lo scalo, il Cantiere Navale Triestino di Monfalcone, destinato ad essere il più grande e moderno del Mediterraneo.
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Messaggio Da Fabiana il Ven 7 Mag 2010 - 16:22





1902, i giorni dello scontro

Febbraio 1902, Trieste conosce il primo grande scontro sociale. Protagonisti i fuochisti del Lloyd Austriaco, che chiedono la modifica di norme antiquate e pesanti, come il lavoro a disposizione del comandante anche fuori dal turno, l'assenza del pagamento degli straordinari e l'obbligo di rimanere di guardia sulla nave anche quando lo scalo è a Trieste, il che impedisce di riunirsi ai propri cari. La compagnia respinge le richieste, i fuochisti scendono in sciopero. Il Lloyd Austriaco cerca di ingaggiare sostituti ovunque nel Mediterraneo, ma questi, quando arrivano a Trieste e scoprono di dover svolgere il ruolo di crumiri, rifiutano l'ingaggio. Ai fuochisti si aggiungono ben presto altre categorie e l'arresto di alcuni scioperanti trasforma la vertenza del Lloyd nel primo grande sciopero generale della città. Il luogotenente Leopold Graf von Goëss vuole a tutti i costi mantenere l'ordine, e chiede al comandante della piazza, il generale Franz Conrad von Hötzendorf, di intervenire. Conrad è contrario, perché sa che l'intervento dell'esercito non può che trasformarsi in una carneficina, però deve obbedire. Il 15 febbraio, dopo un comizio al Politeama Rossetti, una folla pacifica scende il Corso per dimostrare in Piazza Grande sotto la sede del Lloyd. Le truppe hanno l'ordine di fermare i dimostranti in Piazza della Borsa, e qui i soldati caricano a colpi di sciabola e baionetta. È una strage: nei disordini perdono la vita tredici cittadini ed un poliziotto.
La sera del 15 febbraio von Goëss proclama lo stato d'assedio, il giorno dopo Trieste viene sottoposta a "giudizio statario", il che significa la sospensione di tutti i diritti civili per i cittadini. Paradossalmente il Collegio arbitrale nominato per risolvere la vertenza darà ragione alle richieste dei fuochisti, gettando sugli eventi del febbraio 1902 una luce assurda. Il risultato sarà rappresentato da una continua espansione del movimento operaio, che continuerà fino alle lacerazioni e alle crisi provocate dalla Grande guerra.
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Messaggio Da Fabiana il Ven 7 Mag 2010 - 16:48




(Stampa originale, collezione Claudio Ernè, Trieste)

La coscienza operaia

I tragici fatti del febbraio 1902 coincidono con un periodo di grande espansione del movimento operaio in tutti i distretti operai dell'Impero. Le difficili condizioni, i lunghi orari di lavoro, la presenza diffusa di lavoro minorile rendono esplosivo il confronto sociale, generando grandi consensi attorno al Partito socialista, grazie anche alla rete di societa di mutuo soccorso che i sindacati creano a sostegno delle categorie di lavoratori.
Pochi mesi dopo la strage di febbraio, il corteo del Primo Maggio è imponente, nella foto lo vediamo passare in Piazza Nuova (oggi Piazza della Repubblica) davanti alla sede della Società operaia triestina, il palazzo sostituito pochi anni dopo dalla sede della banca Credit Anstalt di Vienna e che oggi è occupata da Intesa BCI.
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Messaggio Da Fabiana il Sab 8 Mag 2010 - 12:12




(Stampa originale, Staatsarchiv, Vienna)

Nella foto il generale Franz Conrad von Hötzendorf, comandante delle truppe di Trieste nel 1902: dal 1914 al 1917 sarà il comandante supremo dell'esercito austro-ungarico, dopo aver a lungo caldeggiato una guerra preventiva contro l'Italia e la Serbia, considerati da lui irriducibili nemici storici degli Asburgo. Nel 1902 fino all'ultimo cercò di convincere il lugotenente a evitare l'intervento delle truppe contro i cittadini.
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Storia de Trieste

Messaggio Da Coce il Dom 9 Mag 2010 - 10:06

Fabiana , te mando el mio piu caloroso tributo per el meraviglioso lavor che te fa su questo sito, te dimostri una conoscenza straordinaria dela storia passada dela nostra citta' che la xe stada sconta a noi tuti questi ani.
Penso che te ga una mente acutissima, e una capacita' e persistenza senza pari nel far le tue ricerche che so che le devi esser necessarie per compilar tuto sto lavor. De sicuro te son piu de un'aspirante capitano de coperta.
Brava!!! E xe con gratitudine che te fazo i mii ossequi. Ciao Coce
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