Una storia per immagini

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Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 10:15

Socialismo, il segno di tempi nuovi

La crescita di un movimento operaio di massa costituisce in tutta Europa uno degli elementi di maggiore rilievo dei primi anni del Novecento. Trieste, zona di grande crescita industriale

(un'immagine della Ferriera)

(La zona industriale di Barcola)
non fa eccezione: a partire dal 1890 è attiva La Società Operaia Triestina, all'interno della quale si formano i futuri dirigenti del movimento, Giovanni Oliva, Carlo Ucekar e Valentino Pittoni. Nel 1895 viene fondato il giornale "Il Lavoratore"; da quel momento la crescita del Partito socialista degli italiani in Austria è esponenziale, attraverso una rete di società mutue, cooperative operaie e strutture culturali. Il 1902 è l'anno dei grandi scontri, a cominciare da quello, sanguinoso, per la vertenza dei fuochisti; ma nel corso dell'anno tutte le categorie prima o poi aprono delle vertenze che portano a miglioramenti contrattuali. Il socialismo triestino ha un carattere fortemente internazionalista, contrario ai movimenti nazionali, considerati uno strumento di divisione delle masse: i polemisti liberalnazionali lo accuseranno di essere "imperialregio socialismo". E tuttavia la convinzione che il successo dell'economia triestina dipenda da un rapporto stretto, anche istituzionale, con l'area danubiana, rappresenterà una costante del socialismo triestino di inizio secolo, anche se non mancherà un'anima "socialista nazionale" rappresentata da Edmondo Puecher. Il carattere internazionalista sarà accentuato dalla presenza di forti e diversi movimenti di immigrazione legati alla crescita industriale, così il socialismo triestino parteciperà convintamente alle tendenze di riforma in senso federale dell'Impero; la sconfitta di tali spinte, e la paralisi istituzionale determinata dall'immobilismo delle élite tedesca e magiara, rappresenteranno una pesante sconfitta del movimento operaio, e del socialismo triestino in particolare. La Grande guerra non sarà altro che la formalizzazione di questa sconfitta: il socialismo triestino rimarrà pacifista, ma dovrà prendere atto che il movimento socialista austriaco è costretto a dividersi, riconoscendo alle varie anime nazionali il diritto a combattere per la propria identità. Segno tragicamente fisico di questa sconfitta, il suicidio allo scoppio della guerra di Angelo Vivante, esponente di una delle grandi famiglie dell'imprenditoria triestina e nello stesso tempo intellettuale di punta del movimento socialista.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 10:24


(Stampa originale, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

I giorni della lotta

Il 1902 è l'anno delle grandi lotte operaie: la "passeggiata dimostrativa", così si chiamava al tempo, del I Maggio (nella foto, durante il passaggio in Corsia Stadion, oggi via Battisti, assume l'aspetto di un grande corteo di massa.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 10:29


(Stampa originale, Istituto Livio Saranz di studi, ricerche e documentazione sul Movimento Sindacale, Trieste)

Nella foto, un gruppo di operai della sezione locomotive della Fabbrica Macchine - Stabilimento Tecnico Triestino: il simbolo al centro, il martello, il sole nascente e il motto "chi non lavora non mangia".
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 10:39


(Stampa originale, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

Dimostrazioni e biblioteche

Nella foto, un'altra "passeggiata dimostrativa", questa volta nel 1903. È la Lega delle donne a sfilare in Corsia Stadion; sulla sinistra si nota un edificio in demolizione. Si tratta dell'isolato sul quale sta per sorgere la nuova Sinagoga e, nel tratto prospiciente l'odierna via Battisti, l'edificio che ospita il "Caffè San Marco". Il percorso della "passeggiata dimostrativa" rispecchiava l'abitudine a camminare: partiva da Montebello, percorreva l'intera via Rossetti, la Corsia Stadion, la via del Torrente, oggi via Carducci, le Rive, il Corso.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 10:43


(Cartolina originale, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

L'attenzione del movimento operaio alla cultura faceva parte della domanda di promozione culturale presente in tutti gli strati della società. Nell'immagine, la sala di lettura del "Circolo di Studi sociali", sede di frequenti conferenze e di una notevole biblioteca.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 10:54


(Cartolina originale disegnata su base fotografica, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

Le case del popolo

Le case del popolo erano il centro di tutte le attività del movimento socialista e sorgevano anche nei centri più piccoli: gli aderenti ne andavano così fieri da farsi fotografare in gruppo, per realizzare delle cartoline da usare nelle situazioni più diverse.
Nell'immagine si può vedere la casa del popolo di Isola: questa rete, sopravvissuta all'arrivo dell'Italia, venne demolita durante gli anni del fascismo.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 11:21


(Cartolina originale, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

Il movimento operaio di inizio secolo offriva agli aderenti attività di ogni tipo: la banda, in un'immagine del 1912, utile per ogni tipo di intrattenimento, apparteneva al Circolo Filarmonico Socialista.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 11:27


(Cartolina originale, foto L. Mioni, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

La passione per le cartoline, giustificata dal fatto che prima della diffusione capillare del telefono le poste erano il veicolo per ogni tipo di comunicazione, coinvolgeva anche gli scioperi: oggi appare curioso vedere degli scioperanti in posa celebrativa, ma il nuovo orgoglio di classe prevedeva anche questo.
Gli scioperanti dell'immagine sono gli operai delle miniere di carbone di Carpano, in Val d'Arsia, durante la vertenza del 1904.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 11:31


(Cartolina originale, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

Nuova casa a Trieste

Le Sedi Riunite delle organizzazioni operaie trovano una nuova sede in via Madonnina. Nell'immagine, un momento della cerimonia inaugurale.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 11:35


(Stampa originale, foto Luigi Boncinelli, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

I funerali delle vittime del 1902, nella foto, sono uno dei primi momenti di grande compartecipazione popolare.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 11:38


(Stampa originale, collezione privata, Trieste)

Le condizioni di lavoro restano ovunque dure, basate sulla fatica fisica, come nella Cava Milloch di San Bartolomeo, nella foto.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Sab 15 Mag 2010 - 11:42


(Cartolina originale, foto Emilia Ceregato, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

Il 1° Maggio è anche un momento di festa, come nel caso degli operai del San Rocco di Muggia, nella foto.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 13:15





Il risveglio degli sloveni

La presenza slovena attorno a Trieste è un dato storico. Perché negli ultimi anni dell'Ottocento questa presenza diventa fonte di contesa e di angoscia per molti esponenti della comunità italiana? I motivi sono più d'uno, ma si possono riassumere con la frase: crescita della coscienza nazionale. Gli sloveni della cintura agricola sono sempre stati il complemento della vita urbana. Da loro, nel momento in cui si urbanizzavano, i triestini si aspettavano l'integrazione nel tessuto maggioritario, processo naturale per tutti gli immigrati, da qualunque parte provenissero. Nel momento in cui i movimenti nazionali slavi suscitano la rinascita di una coscienza linguistica e culturale, questo processo non è più possibile. Gli sloveni diventano la parte "non integrabile" della società e a dimostrazione di ciò cominciano ad avere una propria borghesia, propri istituti di credito, partecipazioni in aziende anche di notevoli dimensioni. In più, creano poli d'attrazione per quella parte di immigrazione di origini slave che arriva da lontano, non dall'immediato circondario. Trieste nel 1910 rivaleggia con Lubiana per la consistente presenza slovena (anche se il censimento viene contestato da parte italiana): questo elemento fa nascere un progetto di un polo triestino di aggregazione politica e culturale per tutti gli slavi del Sud dell'Impero, nell'ipotesi di un "terzo Stato" slavo della monarchia, a fianco di quelli austro-tedesco e magiaro, ipotesi vista con favore dall'erede al trono Francesco Ferdinando (detestato, non a caso, dagli ungheresi). Ma accanto all'attrazione jugoslava (che prevede un legame forte con i croati e con i serbi della Slavonia) agisce sugli sloveni triestini anche l'influenza della componente più combattiva degli slavi presenti nei territori della Corona, quella ceca: è stata l'influenza di Praga ad aiutare la nascita degli istituti di credito sloveni, a Lubiana prima e a Trieste poi; ed è di origine boema il movimento dei Sokol, le società di ginnastica a cui si aderisce per motivi di appartenenza etnica. Simbolo di questa crescita diventa il Narodni Dom, la grande sede delle organizzazioni slovene in piazza della Caserma. Costruito nel 1904 su progetto di Max Fabiani, riunisce nella sua gestione gli esponenti più importanti del mondo politico sloveno, come il presidente dell'Edinost Matko Mandić, il deputato Otokar Rybar e i consiglieri Edvard Slavik e Gustav Gregorin.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 13:26



(Foto originale, Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, Trieste)

La "casa nazionale"

Il Narodni Dom in costruzione (nella foto) da parte della ditta Martelanc di Trieste. Il grande edificio ospitava un bar, un ristorante, un albergo, l'Hotel Balkan, ma anche la tipografia Edinost, la scuola di musica, una filodrammatica con una sala teatrale, la palestra della società Sokol, una biblioteca con sala di lettura; ed era anche la sede della Tražaška Posojilnica in Hranilnica, la Cassa triestina di mututi e risparmio, vero cuore economico dell'iniziativa.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 13:32



(Foto originale, Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, Trieste)

L'edificio era nato anche per contrastare l'influsso dell'iniziativa socialista e sindacale sul mondo sloveno: le attività culturali portavano un segno molto più marcato di integrazione borghese rispetto a quelle di marca socialista.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 13:41



(Foto Ceregato, stampa originale, collezione Filip Fischer,Trieste)



(Foto Lanhans, Praga, stampa originale, collezione Filip Fischer, Trieste)

Le divise del Sokol

Il movimento dei Sokol, associazioni sportive a sfondo etnico, si sviluppa tra le popolazioni slave dell'area centroeuropea e pure a Trieste:nelle foto due aderenti al Sokol di Trieste con le loro divise.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 13:46



(Foto originale, Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, Trieste)

Una fitta rete associativa

La forza degli istituti di credito sloveni era basata su una fittissima rete di Casse mutue, che raccoglievano i risparmi di paesi ma anche di piccole frazioni del circondario triestino e del Carso, come quella di una frazione di San Giovanni (nella foto).
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Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 13:51



(fotografia originale, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

L'associazionismo si estese ad altre attività, come quelle musicali: L'immagine ci mostra il coro Adrija di Barcola, radunato sotto i piloni della Ferrovia Meridionale nel 1914, in occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione, avvenuta nel 1889.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 13:59



(Cartolina originale, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

Pranzo in cooperativa

La rete associazionalistica slovena di inizio secolo copre anche le cooperative di consumo: quella di Roiano si dota di una trattoria con pergolato (nell'immagine).
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Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 14:05



(Foto Arturo Giacomelli, stampa moderna da negativo originale, collezione privata, Trieste)

Le venditrici di prodotti agricoli, latte e pane del circondario sono una presenza abituale nei molti mercati triestini. Nella foto quattro venditrici di latte in costume tradizionale, il "vestito buono" per eccellenza, si riposano al termine del mercato nei giardinetti di Piazza Grande.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 15:16



(Cartolina originale, collezione privata, Trieste)

Il progetto Grignano

Nell'immagine, la baia di Grignano all'inizio del Novecento. A partire dal 1911, una società a capitale sloveno capitanata dalla Jadranska banka acquisì gli alberghi e gli stabilimenti balneari di Grignano, suscitando grande allarme nella borghesia italiana. Tra gli investimenti legati alla Jadranska ci furono anche la Birreria Adria di Senosecchia, la casa di spedizioni Balkan e una partecipazione nella compagnia di navigazione Dalmatia.
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Re: Una storia per immagini

Messaggio Da Fabiana il Mar 18 Mag 2010 - 15:20



(Diapositiva stereoscopica in bianco e nero, collezione privata, Trieste)

Nell'immagine, due venditrici di latte tornano a casa: le scarpe usate al mercato sono preziose e vengono tenute in mano perché non si rovinino.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 20 Mag 2010 - 13:28



I tormenti della Chiesa

Difensore della fede la Corona d'Austria si era sempre sentita, ma questo non impedì nel 1885 di arrivare al concordato con la Santa Sede dopo una trattativa dura e complessa. Il cattolicesimo rimaneva religione di Stato nell'Impero, ma nello stesso tempo la nomina dei vescovi spettava alla Corona, lasciando al Papa la sola investitura canonica. I vescovi finivano per essere i difensori dell'ortodossia religiosa, ma anche della fedeltà alle istituzioni: ciò portò a Trieste una lunga serie di vescovi sloveni, anche perché il circondario cattolico e fedele all'Imperatore finiva per pesare più di una quieta città laica percorsa da fremiti massonici. La serie di vescovi sloveni che durava dal 1831 fu interrotta nel 1902 dalla nomina di un austriaco, Francesco Saverio Nagl, con il mandato di operare in modo che la Chiesa locale non potesse essere strumento delle contese nazionali, divenute ormai esplosive. La Chiesa "sopra le parti" alla quale aspirava Nagl finì per scontentare inevitabilmente qualcuno e il vescovo venne criticato aspramente dal quotidiano di lingua slovena Edinost per le norme restrittive sull'impiego delle lingue slave. Nel 1910 Nagl fu chiamato a Vienna come coadiutore dell'arcivescovo; gli succedette Andrea Karlin, un lubianese di studi tedeschi, che si trovò a gestire tempi calamitosi come quelli della Grande guerra. Prudente, equidistante, Karlin non potè evitare una certa legittimazione dello sforzo bellico austriaco.
Dovette concludere anticipatamente il mandato nel 1919, sotto la pressione delle autorità italiane subentrate. Il legame Chiesa-monarchia continuerà a pesare a lungo sulla società triestina, con una notevole partecipazione religiosa popolare, ma anche con una tendenza della borghesia a un agnosticismo distante dalle tematiche religiose. Un fenomeno accentuato dalle norme austriache sui matrimoni misti, che prevedevano il matrimonio civile in cambio di una dichiarazione di agnosticismo da parte degli sposi membri di comunità religiose diverse, un fenomeno abbastanza comune a Trieste (altrettanto comune era la "conversione di comodo", ispirata tutto sommato alla medesima filosofia).
Questo spiega anche l'assenza fino alla seconda guerra mondiale di un movimento politico dei cattolici: le connotazioni antisemite dei popolari austriaci furono avversate da tutte le forze politiche triestine, mentre una spinta all'impegno politico dei cattolici fu presente in condizione minoritaria solamente all'interno della comunità slovena.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 20 Mag 2010 - 13:40



(Cartolina originale, archivio Marina Rossi - Sergio Ranchi, Trieste)

I ragazzi dell'oratorio

Nel 1911 viene inaugurato l'oratorio salesiano Don Bosco di San Giacomo (nell'immagine), un punto d'aggregazione per i ragazzi che, a quasi un secolo di distanza, mantiene intatta la sua capacità di richiamo. Una presenza religiosa nell'educazione infantile viene vista con timore dalle autorità comunali, pervase dall'anticlericalismo che contraddistingue le forze di ispirazione risorgimentale: così un nuovo ricreatorio affidato alla Lega Nazionale viene inaugurato in un luogo non distante, in via San Marco.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 20 Mag 2010 - 13:43



(Stampa originale, Civici Musei di Storia e Arte, Trieste)

Nella foto Francesco Saverio Nagl, vescovo dal 1902 al 1910.
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