Tram de Opicina

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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Ven 23 Apr 2010 - 10:35



L'argano attorno il quale scorre la fune.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Ven 23 Apr 2010 - 10:37



Durante la sostituzione della fune.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Ven 23 Apr 2010 - 10:38



Ancora durante la sostituzione della fune.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Ven 23 Apr 2010 - 10:41



Il vecchio elettromotore in attesa in via Romagna.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Ven 23 Apr 2010 - 10:42



Al lume di candela agli inizi del secolo in via Romagna.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Ven 23 Apr 2010 - 10:45

Segui tre vece foto de i primi tranvieri.

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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Ven 23 Apr 2010 - 10:48

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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Ven 23 Apr 2010 - 10:49

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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da guido bighelli il Ven 23 Apr 2010 - 22:04

Bel "servizio" sul tram de Opcina con tante foto inedite, almeno per mi.
Grassie Fabiana per la pazienza de postar tanta documentazion.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da margherita il Sab 24 Apr 2010 - 9:48

Te sa cossa che saria assai bel, che qualchedun riconosessi el proprio avo in una delle tue foto.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Sab 24 Apr 2010 - 10:13

Grazie Guido, e, Margherita: te gà pròpio rajon, chisà che qualchidun no' lo posi far suserio.

Ciau a tuti e dò, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 12:00

Incidenti

Il 10 ottobre 1902, un mese dopo l'inaugurazione della linea, avvenne lo spaventoso incidente che fu immortalato nella famosa canzonetta triestina. Alle 7.03 del mattino la motrice n. 2 in arrivo da Opicina cominciò a frenare, ma la frenatura elettrica a 33 metri da Cologna provocò sulle rotaie, inumidite dalla brina, uno slittamento. Il conduttore manovrò allora il freno manuale e quello a sabbia, ma ormai la motrice si trovava già in pendenza e iniziava la sua folle corsa sfasciandosi, dopo aver abbattuto due pali, contro la casa di Špehar, che si trovava all'altezza dell'incrocio della linea con la via Romagna. Per fortuna quel giorno non c'era nessuno in casa. Quando il tram stava entrando nel tratto a cremagliera l'operaio Fran Orel, il bigliettaio Valentin Schnabl e il frenatore Rudolf Simonič balzarono dal mezzo in corsa mentre l'operaio Anton Sosič riuscì solo a rannicchiarsi sul pavimento tra i sedili. I primi tre si salvarono con lievi ferite, invece il Sosič finì per 18 giorni all'ospedale per la frattura della clavicola destra. Questo è quanto risulta dalla perizia tecnico giudiziaria. Il giornale Edinost in seguito riportò che la commissione investigativa dopo aver affettuato un'accurata ispezione della linea permise la ripresa del servizio il 13 ottobre a condizione che l'azienda impiegasse ancora tre operai nei punti più critici del percorso per il controllo e l'eventuale spargimento della sabbia. Guarda caso, pochi giorni prima dell'incidente l'Edinost invitava i lettori a partecipare in massa il 21 settembre alla tombola di benificienza con ballo di Opicina e di servirsi di qualsiasi mezzo compreso il nuovo tram - "senza paura, non c'è alcun pericolo!".
Nel tratto che collegava la stazione del tram con la stazione ferroviaria di Opicina ci furono due gravi incidenti e precisamente il 23.04.1913 il tram investì vicino alla chiesa il ragazzino dei Furlan, la seconda disgrazia avvenne nei pressi del panificio Sosič in via di Prosecco. Fu investita una bambiana. La data non è nota.
Negli anni Trenta fu investita la bambina Carla Brivonese all'incrocio della via Carsia con la via Nazionale: perse l'avambraccio.
Nel 1935 durante il percorso si verificò la rottura del cavo della funicolare, ma il pronto intervento dei freni impedì qualsiasi danno a persone e cose.
Il 28 luglio 1943 due vetture, durante l'ultima corsa, si scontrarono nei pressi di Cologna causando sedici feriti di cui quattro abbastanza gravi. Tra questi la bigliettaia Ivanka Wilhelm, che si ferì alla testa e per poco non perse un occhio. Il conduttore era Čeleste Sosič.
Durante la seconda guerra i tedeschi si servivano del tram per trasportare truppe e armi dalla città all'altipiano a causa del razionamento della benzina, perciò fu spesso bersaglio di atti di sabotaggio da parte dei partigiani, dei quali naturalmente la stampa non faceva menzione. I ricordi di questi episodi sono dunque solo orali.
Nel 1944 ci furono degli spari contro il tram. La passeggera Mila Sosič fu ferita all'addome, il tranviere Pahor fu colpito di striscio ma rimase incolume.
Nello stesso anno fu collocata una mina vicino alla stazione di Romagna, nel tratto a funicolare. Il cantoniere la scorse in tempo e avvertì la direzione.
Il 3 febbraio 1945, invece, sulla curva Blagonja tra le stazioni di Banne e Conconello il tram transitò su una mina. Bruno Volpi Lisiak ricorda il fatto: "La mina esplose in ritardo squarciando la parte centrale del tram, dove si trovavano i soldati tedeschi. Ci furono feriti e forse anche morti. Mio nonno, di ritorno da Opicina, stava come al solito vicino al conduttore e questo lo salvò. Loro due ne uscirono indenni, purtroppo fu gravemente ferito il bigliettaio Čeleste Sosič che stava vendendo i biglietti nella parte centrale. All'ospedale gli amputarono una gamba. Ricordo ancora la scena quando mio nonno trafelato per la corsa spalancò la porta di casa col viso tutto insaguinato per le schegge di vetro. Alle nostre domande rispose solo: "Una mina, silenzio, spegnete la luce e subito a letto!". Pensava che i tedeschi avrebbero perquisito tutte le case del circondario e cercato anche lui. Durante la notte i tedeschi trasportarono all'ospedale i feriti. La mattina presto la curiosità non ci dava pace, perciò andammo prudentemente a vedere cos'era successo. Sul posto non c'era più nessuno, perciò portammo via la bella bicicletta nera con il marchio Wehrmacht appesa ancora intatta sul retro del tram distrutto. Un altro tranviere, di epoca più recente, ricorda che anni fa, passando alla guida del tram, vide in quel posto una candela accesa.
Nel 1950 ci fu a Scorcola, per fortuna senza grandi danni, uno scontro frontale tra due tram, che si trovarono improvvisamente di fronte a causa di uno sbaglio del cambista.
Il 17 aprile 1962 la polizia arrestò tre giovani di estrema destra per aver minato un traliccio sul tratto tra le fermate Cologna e Conconello.
Il 28 novembre 1975 di mattina presto Franco Citter, Ivan Husu, Ergi Protti e Slavko Škerlavaj stavano facendo il giro di controllo quando a causa del ghiaccio la vettura slittò e deragliando sulla curva Blagonja finì contro l'alto muro del terrapieno. Tutti e quattro gli occupanti furono feriti, il conduttore Franco Citter ed Ergi Protti seriamente. Dopo questo fatto il coro di Opicina aggiunse un'altra strofa alla famosa canzonetta.
Il 4 agosto 1993 l'autobus della linea Slavnik di Capodistria proseguì con il rosso da piazza Dalmazia verso la stazione delle autocorriere proprio mentre stava sopraggiungendo il tram di Opicina, che con tutto il suo peso sfondò il fianco dell'autobus. Per la violenza dell'urto il tram si piegò pericolosamente su un fianco rimanendo incastrato con le ruote nelle rotaie. Il manovratore e tre passeggeri furono leggermente feriti. L'autobus era praticamente distrutto e anche il tram subì danni rilevanti.
Alla vigilia del Natale del 2000 ci fu un altro scontro frontale tra due tram. Di mattina presto il tram in salita non si ferma, come dovrebbe, all'altezza della fermata Conconello e impegna il tratto di binario unico, sul quale sta scendendo il tram dall'altipiano. Diciotto persone ferite lievemente nei due mezzi, di cui undici sono state portate al pronto soccorso e poi subito dimesse. Al manovratore che ha provocato l'incidente è stato immediatamente ritirato il patentino di guida.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 12:02



Il primo incidente del tram di Opicina, avvenuto il 10 ottobre 1902, un mese dopo l'inaugurazione.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 12:05



Una foto delle vetture incidentade il 28 luglio 1943.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 12:09



Il deragliamento sulla curva Blagonja del tram di Opicina, occorso il 28 novembre 1975.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 12:12




Un'immagine dell'incidente occorso al tram di Opicina a causa di un autobus della linea Slavnik di Capodistria, avvenuto il 4 agosto del 1993.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 12:14




Un'altra immagine del medesimo incidente del 4 agosto 1993 (foto Marino Sterle)


Ultima modifica di Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 12:25, modificato 1 volta
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 12:24



Un'immagine dello scontro tra due vetture del tram di Opicina, avvenuto a causa del conduttore il 24 dicembre 2000. (foto Andrea Lasorte)
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da borin il Mar 27 Apr 2010 - 15:17

Fabiana ha scritto:
Il 3 febbraio 1945, invece, sulla curva Blagonja tra le stazioni di Banne e Conconello il tram transitò su una mina. Bruno Volpi Lisiak ricorda il fatto: "La mina esplose in ritardo squarciando la parte centrale del tram, dove si trovavano i soldati tedeschi. Ci furono feriti e forse anche morti.
devi esser stada questa... mia nona materna stava tornando col tram de Opcina de una visita a mia zia che stava a Opcina col fio picio, e tornando ghe xe stado un attentato ( cussì me contava mama). Nona xe restada ferida e i la ga portada in ospedal, gnente de grave, ma dopo i ga ciamado in casa un dotor, scapolo, el doveva gaver za un debole per mia mama, più giovine de lu e libera... e cussì.. da cosa nasce cosa.. i se ga sposado e do anni dopo dopo son rivada mi. Nona rugnava "sti do festeggia come principio del loro amor el giorno che son finida in ospedal Evil or Very Mad ".
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Apr 2010 - 15:29

Bon dopopranzo borin,
de quel che te ne conti se pol squasi dir che... te son nata a causa de un "incidente" del tram de Opcina!

Ciau, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mer 28 Apr 2010 - 13:00


Curiosità

La Società iniziò l'attività con tre tram-aperti estivi e due chiusi per l'inverno. Le vetture divise da una porta avevano due scompartimenti, per fumatori e non fumatori. Vi potevano accedere 44 persone di cui 28 avevano il posto a sedere. Tra il 1922 e il 1924 le vetture furono allungate per poter trasportare più persone. I tram all'inizio erano verdi, dal 1935 con l'arrivo dei nuovi tram il loro colore fu blu.
Il tram portò nel 1902 ad Opicina anche l'elettricità che illuminava la stazione capolinea e le fermate fino all'Obelisco. Quando il tracciato fu prolungato fino alla nuova stazione ferroviaria di Opicina, furono illuminate anche le fermate lungo la via di Prosecco. Più tardi si allacciarono all'elettricità della stazione del tram anche alcuni locali pubblici ed alcune ville. Durante la guerra del 1914-18 si diffuse l'uso della corrente elettrica poiché c'era penuria di petrolio. Nel 1928 costruirono per il paese una nuova centrale, mentre il tram continuò a ricevere la propria corrente dalla città.
Dal 23 luglio 1906 il percorso del tram fu prolungato fino alla stazione ferroviaria in coincidenza con l'arrivo dei treni sia per i passeggeri che per la merce. La tratta fu sospesa nel 1936. L'anno prima la Società rinnovò il parco tranviario acquistando delle nuove motrici che a causa della loro lunghezza e diversa costruzione non potevano compiere la curva che da via di Prosecco portava alla stazione. Per qualche tempo si rimediò adoperando ancora le vecchie vetture, in seguito si eliminò definitivamente la tratta.
Finché nel 1908 non installarono due vetrate nella parte antriore e quella posteriore del tram, il manovratore in caso di pioggia e neve si avvolgeva in una grande mantella impermeabile con la quale copriva anche tutti gli strumenti di guida.
All'inizio del secolo scorso era molto diffuso l'uso, come nei tram cittadini, di dare la mancia, pagando il biglietto, che il conduttore e il bigliettaio si dividevano.
Quando le strade non erano ancora asfaltate si doveva, in certi tratti (come per esempio dalla stazione dei tram a quella ferroviaria di Opicina), pulire costantemente le scanalature dei binari con un attrezzo particolare: alla fine di un lungo bastone c'era una paletta con la punta a beccuccio. Per questo lavoro impiegavano anche le donne.
Durante la prima guerra mondiale la stazione ferroviaria di Opicina era un importante nodo di comunicazione anche per il trasporto di truppe, armi e derrate. Da Opicina si servivano del tram come collegamento con la città. Questo veloce mezzo di trasporto fu di grande utilità specialmente quando il tram veniva adibito al trasporto dei feriti e malati arrivati dal fronte in treno. Molti venivano poi sistemati nell'edificio scolastico di Via Commerciale angolo via Sant'Anastasio, adibito ad ospedale militare.
Con il collegamento tranviario con la città molti cittadini facoltosi si costruirono la villa ad Opicina, dove la famiglia trascorreva tutta l'estate. Anche la scrittrice Fausta Cialente, autrice del romanzo "Le quattro ragazze Wieselberger", villeggiava ad Opicina.
Con i binari fuori uso del tram di Opicina costruirono il famoso ponte di ferro sopra il fiume che scorre impetuoso nella grotta di S. Canziano.
Il tram aveva un rimorchio per trasporto di merci. Di giorno rimaneva sul binario morto davanti all'edicola dei giornali in piazza Scorcola. Questo servizio rimase in funzione fino alla fine degli anni '50.
I tranvieri organizzavano balli di beneficienza per aiutare le vedove e i figli dei colleghi defunti.
Spesso si tenevano da "Micel", al Grand hotel Obelisco, nella sala del cinema, al Prosvetni dom. L'ultimo fu nel cinema di Villa Carsia.
Durante la seconda guerra mondiale la Società assunse anche sei donne come bigliettaie. Era nell'intenzione della direzione di addestrarne una come manovratore. Venne scelta Gigia Hrovatin, che Nando Malalan incominciò ad istruire. Diverse furono le reazioni dei passeggeri. I giovani operai e gli studenti seguirono con malizia e simpatia questa novità, mentre le signore in cappellino che salivano alla fermata di via Carsia storcevano il naso con diffidenza. La direzione in seguito desistette, non si sa perché.
Quando moriva un dipendente del tram, i colleghi portavano in spalla il suo feretro e gli mettevano il berretto da tranviere nella tomba. Questo rito rimase in uso fino al passaggio della proprietà della Società al Comune, estinguendosi definitivamente sotto l'Acegat, quando ormai c'erano pochi opicinesi tra i dipendenti. Ivan Milič fu il primo a non essere sepolto con questa usanza.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mer 28 Apr 2010 - 13:02



La scrittice Fausta Cialente con la famiglia.


Ultima modifica di Fabiana il Mer 28 Apr 2010 - 13:06, modificato 1 volta
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mer 28 Apr 2010 - 13:06



Una vecchia cartolina di Opicina che ha come principale soggetto delle vetture del tram.
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Re: Tram de Opicina

Messaggio Da Fabiana il Mer 28 Apr 2010 - 13:09



Una foto risalente al 1917 con didascalìa in lingua tedesca, dove si può notare una vettura "estiva" del tram.
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Messaggio Da Fabiana il Mer 28 Apr 2010 - 13:12



Ancora una foto di una vettura "estiva" del tram, risalente agll'inizio del secolo scorso.
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