Canal de Ponterosso

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Canal de Ponterosso

Messaggio Da Giacomin il Dom 8 Feb 2009 - 15:45



«Nuova passerella, male l’estetica ma servirà a rilanciare la zona»

Ponte sul canale, commenti più negativi che positivi da parte dei passanti. L’apprezzamento per l’utilità dell’opera è però unanime. E i negozianti sperano nella rivitalizzazione del commercio

Sondaggio sul sito del Piccolo, i sì sfiorano il 60 per cento




Piace, non piace? Piace abbastanza, almeno sul web. Il sondaggio attivato sul sito del nostro giornale (www.ilpiccolo.it) riportava alle 21 di ieri in numero di 1.293 le persone che avevano risposto alla domanda “Vi piace il nuovo ponte?”: sì il 59%, no il 41%. I commenti apparsi invece sulla pagina Facebook del Piccolo non vanno nella stessa direzione. «Inutile, orribile e costoso – scrive Marco Schiavon - spero che la prossima amministrazione lo tolga». «Abbiamo cose più urgenti,– aggiunge Rosanna Sever - due passi in più fanno solo che bene a tutti». Le fa eco Debora Maier : «Abbiamo le scuole che cadono a pezzi e spendiamo i soldi per un ponte?». «Io penso che se tutti avessero contrastato le innovazioni, oggi vivremo nelle caverne», valuta invece Sonia Caldi. Sempre su Facebook ieri è stata creata una nuova pagina intitolata “No alla passerella sul canale Ponterosso di Trieste”.
di Laura Tonero «Un insulto alla bellezza del canale». «Un intervento intelligente». E ancora, «Venezia ha quello progettato da Calatrava e noi abbiamo questo obbrobrio». Il giorno dopo la posa del nuovo ponte sul canale di Ponterosso, molti triestini hanno fatto una capatina in zona per vedere la nuova passerella e capire, a colpo d’occhio, l’effetto che fa quella struttura arrivando dalle Rive, da piazza Sant’Antonio o sostando sul tratto di via Roma che attraversa il canale. I giudizi, in generale, non sono dalla parte di chi l’ha progettato. Apprezzato invece l’intento di collegare via Cassa di Risparmio e via Trento. «Commercialmente per noi è un intervento che si rivelerà utile, - valuta Licio Bossi, titolare di un negozio di souvenir sul canale – ma dal punto di vista architettonico non mi sembra si intoni allo stile dei palazzi che si affacciano su Ponterosso». Il commerciante osserva che forse sarebbe stato più consono un progetto che prevedesse l’uso del ferro battuto e si si ispirasse a linee neoclassiche. Chi passava da quelle parti ieri lanciava un’occhiata. Si avvicinava alla struttura per esaminarne i dettagli e poi commentava. «Lo trovo veramente brutto, la parte sottostante sembra arrugginita, - dichiara Eugenia Fuchs, residente in via Trento – pensavo fosse solo lo scheletro della struttura invece mi hanno detto che resterà così. Hanno rovinato la prospettiva di questa parte di Trieste, soggetto di milioni di fotografie». «La comodità sarà impagabile, non vedo l’ora di attraversarlo in bici», afferma invece Enrica Luzzato, studentessa ventenne che ieri ha scattato al nuovo ponte una trentina di foto. Contro quella passerella in passato era sorto un comitato anti-terzo ponte sul canale, formato da semplici cittadini, ma anche da addetti ai lavori, come architetti e progettisti, con tanto di raccolta firme. I commercianti e i residenti della zona auspicano comunque che l’opera serva a riqualificare e animare anche commercialmente via Trento, lo stesso canale e via Machiavelli. «Prima di giudicarlo esteticamente lo voglio vedere finito, pulito e illuminato a dovere, – commenta Fabrizio Stolfa, titolare del Centro Ottico – dal punto di vista invece dell’utilità credo sia stato uno degli interventi più importanti degli ultimi anni». «La zona da questa parte del ponte – aggiunge Stolfa riferendosi alla sponda sinistra del canale - è abbandonata da anni. Qui dietro non funziona nulla e con il ponte ora si aprono delle possibilità». «Esteticamente non è un granché – valuta Mauro Parmisano di Assolutamente Bar di via Rossini – ma era fondamentale realizzarlo». La nuova passerella è frutto del lavoro di squadra degli architetti del Comune Laura Visintin, Moreno Suzzi e Marina Cassin. Quest’ultima spiega che la realizzazione e la posa del ponte non avrebbero potuto avvenire prima. «È un’opera piccola – precisa - ma molto complessa che ha previsto tempi molto lunghi. Basti pensare all’iter che abbiamo dovuto affrontare con la Soprintendenza – ricorda – e il ricorso al Tar della ditta arrivata seconda alla gara per l’appalto dei lavori».

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mah, bel no'l xè, speremo che el servi come che i disi
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