Trieste Variètè.

Pagina 10 di 11 Precedente  1, 2, 3 ... , 9, 10, 11  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Apr 2010 - 16:39



Anna Carpi.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Ven 2 Apr 2010 - 13:36

... Già detto che Mussolini balla sull'aia, ma ci siamo dimenticati di dire che è al canto di "Reginella campagnola" di Gorni Kramer, per cui la raccolta nazionale di grano nel 1933 è di 81 milioni di quintali.
Vengono di moda gli spagnoliti. È per la guerra civile di Spagna con di traverso l'asse Roma-Berlino?

Per te, per questo fior, darei la vita
oh Tangolita di Santa Fè.

Il bandolero stanco
scende la sierra misteriosa
sul suo cavallo bianco
spicca la vampa di una rosa...


Al Popolo, Marcella Marcelli, sostituita nella Compagnia Cecchelin da Anna Carpi, ne forma una sua e lancia la commedia musicale triestina, con una trama recitata, canzoni, ballo e comicità.
Via la Marcelli da Cecchelin, se ne va via anche Armando Borisi che forma la Triestinissima n. 2, e debutta al Moderno con Bianca Furani, Gilberto Mariotti, Anita D'Arno e il Furlanetto. La Compagnia di Cecchelin resta composta di tutti letti matrimoniali: i Greni, i Fulvio, i Bartoli e i D'Artena. Fra invidie, ripicche e gelosie, nonché tirate di lesina da parte del principale che, con i forfais familiari, quando è a Trieste ci guadagna su. Una cagnara! Una specie di guerra nel varietà, dunque, prima che scoppi quella vera? E sì che è il periodo di massima fortuna per una compagnia come quella! Anche se al Fenice c'è la Compagnia Schwarz. E anzi, fatto l'accostamento, viene spontanea una domanda: come mai il varietà triestino è rimasto agli anni Venti, quando si è già arrivati all'operetta-rivista, che è una specie di commedia musicale amplificata?

Mi pare un sogno, un'illusion,
averti a me vicin...


Siamo nel 1936 e Galdieri scrive "Marionette che sanzioni", "Il progresso si diverte" e "sì e no padroni del mondo". Le sanzioni non arrestano neanche Cecchelin che, de mulo de Rena che 'l iera, è arrivato alla pompa di girare per le vie della città con una Balilla spider color rosso, e fa la dolce vita in una mansarda di via Montecucco. Ma nella sua Compagnia è entrato Nino D'Artena.
Sempre nel 1936 muore Ettore Petrolini. Sul punto di esalare l'ultimo fiato, da freddurista implacabile, vedendo che gli arriva nella stanza il sacerdote con l'olio santo, borbotta: - Adesso sì che sono fritto. - E quando se ne va: - Che vergogna morire a cinquant'anni, che vergogna!
Nel 1937, al Filodrammatico, passano in avanspettacolo la Compagnia di Nanda Primavera, e quella di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, guitti palermitani che imitano la coppia cinematografica formata da Jerry Lewis e Dean Martin.
Al Fenice si proietta "Biancaneve e i sette nani", primo lungometraggio di cartoni animati di Walt Disney; al Filodrammatico, alla presenza di invitati autorevoli e giornalisti, Delfo, al secolo Eriberto Hlavaty, fa degli esperimenti di divinazione, scienza a cui - dice - è giunto dopo il fachirismo, la suggestione e la trasmissione del pensiero.
Marcella Marcelli, insieme a Carlo Carli, lascia De Rosè per Cecchelin, e Anna Carpi e Menotti Fulvio, per pareggiare il numero, lasciano Cecchelin per De Rosè. De Rosè è inchiodato all'Armonia, gestione La Diana: è stato da Ciapasco, quindi via della Madonnina è per lui come il mare per i pesci, perfino ci abita. Un ordinario avvicendamento, dunque? Nemmeno per sogno. Gli avvenimenti si susseguono in avanti. Borisi scioglie la Triestinissima n. 2 per ritornare a recitare nella n. 1 nella commedia "Benedeta la pase", il duce, dopo l'impennata per Dreifuss non sufficientemente apprezzata dagli Alleati, patrocina la Pace di Monaco, muore quello scavezzacollo di D'Annunzio e la Germania si annette l'Austria. De Rosè vivacchia indisturbato, e Cecchelin invece, contestato come impresario finora indiscusso, reagisce con la flonda de mulo de Citavecia che se la ciapa coi pagneroi. Dopodiché?

Se alza el sipario: xe qua Cecchelin
a portarve el soriso de bon triestin.
Sarè sodisfai? Mi spero de sì,
se sbalio - ve giuro - no son colpa mi.


Se no lu', chi po! El frate che ga perso le zavate e chi le ga trovade no se sa?
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Ven 2 Apr 2010 - 13:38



Delfo, al centro, con alla sua destra Virgilio Masè.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Ven 2 Apr 2010 - 13:39



Menotti Fulvio.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Apr 2010 - 12:22

La guerra seconda

Bravo, veramente bravo questo Mussolini. Né Gabrielli, né tantomeno Delfo, sarebbero riusciti a fare altrettanto. Gabrielli riusciva a far credere agli spettatori in teatro che erano in procinto di annegare intanto che stavano all'asciutto sulla poltrona, mentre lui, più bravo, era capace di far credere che si stava all'asciutto quando si aveva l'acqua alla gola. E una messinscena, per le sue recite! Va bene che aveva un pubblico assicurato per opera di un efficientissimo ufficio stampa e pubbliche relazioni, ma al confronto Moissi come attore, e Angelo Rojati come scenografo, i podeva 'ndar a sconderse. Qualcuno chiederà: non si potrebbe fare a meno di tirare sempre in ballo un politico, in questa che in fondo è solo una storia del varietà? Nossignori. Spettacolare la sua entrata a Tripoli su un cavallo bianco, la sciabola sguainata e l'Islam in pugno.
Macario esordisce nel 1939 come attore di cinema nei films "Imputato alzatevi" e "Lo vedi come sei?", Totò lo farà negli anni Cinquanta con "Vita da cani".
Allo scoppio della guerra, della guerra seconda, il quadro del varietà triestino subisce qualche ritocco per opera di un imbianchino guastafeste e perdipiù tedesco. Gratta, gratta, rispuntano dal fondo i dilettanti, o i quasi tali della prima, gli imperituri Catalan, Fiorello e Verdani, e inoltre i professionisti si mostrano sempre più inquieti, quasi quasi agressivi. E questo, nello stesso tempo in cui Nuto Navarrini dà al Rossetti la rivista "Il ratto delle cubane", soubrette Livia Carini, Ernesto Bonino canta accompagnato da Lelio Luttazzi, e al Tergesteo si inaugura "Il sabato spiritoso" del dopolavoro Stock, con l'orchestra Ceruta, Silvia Roberti, Emanuele Paoli, De Rosè, Anna Carpi, Menotti Fulvio e, in mancanza di Macario 1, Macario 2; negli intervalli, danze. Nello stesso tempo in cui Cecchelin dà al Filodrammatico "Giovanin Spuzafadighe" con la partecipazione della Marcelli nella parte di Filomena Scovazon, e nella trattoria Jerco nasce il Circolo Concordia, con spettacoli di nuovi dilettanti ogni sabato. All'Armonia, piccole Compagnie di fuori Trieste.

Un Circolo allegro a Trieste ghe xe
ciamado Concordia; savè voi perché?
I soci xe nati per rider e scherzar
in sana armonia, per bever e magnar.

No ocori Cecchelin
né Alberto Catalan
basta un de la nostra clapa
che gabi in stomigo
un mezo de teran.


Capo-clapa Giorgio Baldassi, droghier. Nella clapa, la moglie Albina e i suoi due fratelli Leone e Nildo becher. Una famiglia? Il loro padre, già vetturino, a ottantaquattro anni faceva il ragazzo di bottega del figlio macellaio. Inoltre, spunta Uccio Augustini, che nel trentanove aveva fondato un sestetto in cui suonava il contrabbasso a s'cioche. Già. E il complesso "Celo" di Marcello Fragiacomo? E perché no " I gatti selvatici" di Lelio Lutazzi? In partenza dal Ricretorio Pitteri, Lelio andrà su, fino a... Da rimandare a quando si farà vivo il cantante confidenziale Ferruccio Ricordi, in arte Teddy Reno.
Lo scoppio della guerra insomma, porta a Trieste le solite novità di quando ne scoppia una: la rarefazione dei forestieri, e la conseguente riscossa delle forze locali.
Ricompare Catalan al Dopolavoro del Credito e delle Assicurazioni. Col bombardamento della città chiude l'Armonia, e in un magazzino di via S. Francesco resta sotto le macerie Mario Capellan che, alla morte del fratello Cavallini, era andato via al seguito di Wanda Osiris, insieme ad Angelo Rojatti scenografo. Marcella Marcelli, defunto il marito dal quale era separata, si risposa a S. Giusto presente la Triestinissima al gran completo, e Fiorello, in piazza Ponterosso, vende biglietti della lotteria di Merano girando dischi con facezie di Macario e Cecchelin, stornellate di Spadaro e sue barzellette. Al Rossetti, operetta "Principessina" del maestro Ferruccio Apollonio, con Gianni Cavalieri, Menotti, Silvani, Nino Slobez, Carpi, Livio Persini, Lina Lanzi e Maria Pagliar. Segue Odoardo Spadaro in "41 ma non li dimostra", con Lucy D'Albert e le Blue Bells, dette bi-bi coscialunga, che è ritornato in patria dalla Francia, dove si è fatto le ossa, a suo tempo addirittura al Moulin Rouge con Mistinguette e Chevalier.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Apr 2010 - 12:26



Uccio Augustini in una delle sue più spassose canzoni, "Marcellino pan y vino".
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Apr 2010 - 12:30



Ancora Uccio Augustini che canta "Juanita Banana" alla taverna Dreher.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Apr 2010 - 12:36




Aura Grisi nell'unica fotografia che si è potuto reperire.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Apr 2010 - 12:38



Lo sposalizio di Marcella Marcelli a S. Giusto, con qualcuno dei colleghi della Compagnia.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Apr 2010 - 12:45



Pubblicità del Fenice.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Apr 2010 - 12:48



Jole Silvani in una foto dedicata ad Uccio Augustini, nel 1947.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Apr 2010 - 12:49



Giulio Greni in operetta, nel 1910.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 8 Apr 2010 - 11:41

...Greta Garbo si ritira a vita privata, sotto gli occhialoni e un cappellone che le nasconderanno per sempre il viso. Totò inscena "L'Orlando Curioso".
Inoltre, ed è ciò che più preme, mentre De Rosè, in mancanza di un teatro e di una Compagnia, fa coppia con Aura Grisi e recita dove può, Cecchelin, sempre euforico e renitente, trova quel del formaio. Perseguitato politico, o impresario-padrone contestato dai suoi dipendenti? Diciamo uomo di mentalità vecchia maniera, che sarà portato alla fine come attore di Trieste non dai progressisti ma, questo è grottesco, proprio da quei reazionari come lui, sempre da lui avversati a... parole. Luciano Ramo, nella sua "Storia del varietà", pubblicata da Garzanti nel 1956, lo definisce "provocatorio, perseguitato, ribelle padovano (?), inseguito da tutte le squadre del regime". Ma era proprio così? Diceva in palcoscenico le barzellette "anti" con rischio calcolato, ben sapendo che in questura gli sarebbe bastato, per farsi perdonare, o nominare i fascisti fra i quali circolavano e che gliele avevano raccontate, o fare una serata con incasso devoluto a qualche opera del regime. Mentre coi suoi attori si comportava in maniera dispotica. Si era ad esempio intestardito a non voler loro pagare la settimana di tredicesima di nuova istituzione, sostenendo che li pagava anche troppo. E a dire il vero li pagava abbastanza, anche se si faceva la cresta, e versava per loro i contributi assicurativi, cosa in quegli ambienti piuttosto rara. Per cui: vertenza sindacale? Allora non si usava. Una denunzia alla magistratura e processo a Milano. Durante il quale qualcuno tira fuori che, quand'è arrabiato, invece dei santi tira giù qualche mussolini, e perciò patatrac, gli piovono addosso una contravvenzione per inadempienza contrattuale e un anno e mezzo di sospensione da ogni attività in palcoscenico per offese alla... religione. De profundis per il maggior esponente del varietà triestino? Non ancora. Anche se con le vendette non si dovrebbe mai fare storia.
Abbiamo nominato più volte Aura Grisi, senza dire chi era. Male male. Al secolo si chiamava Singer, come le macchine per cucire, suo dovere sarebbe stato nascere in Olanda, ma sua madre aveva voluto che nascesse qui, nella sua città. Ottimamente impostata la sua voce, signorili le sue interpretazioni, aveva avuto l'occasione di essere a Milano nella Compagnia di riviste di Pietro Mazzuccato, senonché, irretita da Cecchelin, eccola nella ganga delle macie, ma poi non nella Triestinissima dove il posto di soubrette era già occupato. Di ripiego, visto che era qui, con De Rosè, per poi butar de novo strambo, entrare nella Compagnia italo-viennese del cav. Maresca, in quella di quei guitti di Riccioli e Primavera e, sempre peggio, nella Gaudiosa. In attesa che qualcuno dei triestini la voglia. Cosa che le succede nel trentotto, e non perché Cecchelin si sia pentito, ma per sostituire la Silvani leggermente indisposta per l'imminente maternità. Per la qual cosa, dopo appena qualche mese, eccola di nuovo all'Armonia e, con la chiusura del teatro, sempre con De Rosè al Dopolavoro Ferroviario. Dio mio come sono caduta in basso! Col suo ingegno. Perché? Amore per Trieste? chi per Trieste gioisce per Trieste patisce. Massima di Mao.
Siamo nel 1941 e La Triestinissima da un anno ha messo radici al Filodrammatico, come nell'altra guerra le aveva messe al Rossetti Angelo Calabrese. Sempre causa la guerra nella Compagnia è entrato il balletto triestino dell'opera - rimasto senza opera - con in testa la vezzosa Enrichetta Vicich, che non tarderà a far carriera come soubrettina, fino a essere a fianco della Wandissima e di personaggi come Gianni Agus, Raimondo Vianello e Carlo Dapporto, uno dei quali ancora oggi sulla breccia, benché con ghignetti anziché risate per non farsi mangiare il viso dalle rughe. Enrichetta era figlia di una tedesca e di un padre suonatore ambulante di chitarra, con cui da bambina andava per le osterie a cantare, ballare e girare con il piattino.
Era nata in una soffitta di via della Scalinata. A 11 anni era stata nella scula di ballo della maestra Alba Vianello, a 14 al Verdi, nel balletto, formato al tempo del passaggio alla Triestinissima, da Liliana Cravagna, Silvana Bontempo, Bianca Barsina, Libera Biondi, Emilietta Zorn, Olga Berzin e Alba Paoletti; a 17 anni era stata nella Compagnia di Vivien D'Arys, e poi con i De Vico (Mario, Dondo e Pietro). Nel 45, dopo Cecchelin e un'altra breve parentesi con Wanda Osiris, finirà la sua Carriera a S. Giusto, nel balletto della maestra Bronzi, per un disturbo alle gambe.
A far processare Cecchelin, e a allontanarlo per un po' dalle scene, sono principalmente due suoi attori: Nino D'Artena e Giulio Greni. Gli altri della Compagnia, non che non ci tenessero alla tredicesima da lui negata, ma insomma il pane assicurato è sempre pane, in questi casi meglio defilarsi. Giulio Greni, con sua moglie Bianchina, era entrato nella Compagnia Cecchelin nel 1931 e ne esce col processo. Non ha problemi finanziari. Era un milanese. Aveva studiato canto a Parma col maestro Antonio Collenzi e debuttato nell'opera lirica, nel 1910 era passato all'operetta e infine, nel 1928, alla rivista. Nino D'Artena, al secolo Giacomo Pellegrina, invece, figlio di un friulano e di una triestina, prima di recitare aveva fatto l'impiegato da Parisi e il giornalista al quotidiano "Il popolo di Trieste". Sì, sì, al quotidiano fascista, perché era un uomo di fede. Anche lui aveva cominciato per passione al Ricreatorio Giglio Padovan e, dopo una parentesi a Zara, aveva continuato come presentatore e comico di Mariotti al Moderno di S. Giacomo, rione della città riservato alla Marcelli e a De Rosè, si può quindi immaginare con quale risultato, visto che era fascista noto: fra fisci, lazzi e una corrente d'aria dal palcoscenico in giù e viceversa, da far venire la cervicale al pubblico e agli attori. Per cui, via lui da altre parti, al Salone Margherita di Roma, con la Lydia Johnson e Gabrielli, in coppia con Richard, e poi al Diana con la Compagnia di Beniamino Maggio. E dunque, anche a suo proposito, perché tornare a Trieste? Solo per infrangere il codice ceccheliniano del varietà? Trieste a tutti i costi per chi è nato a Trieste.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 8 Apr 2010 - 11:44



Bianchina Greni.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 8 Apr 2010 - 11:47



Enrichetta Vicich, soubrettina nella Compagnia di Wanda Osiris, nel 1945.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 8 Apr 2010 - 11:54



Uccio Augustini con Lelio Luttazzi.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 8 Apr 2010 - 11:56



Nino D'Artena in una foto... interrogativa.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 8 Apr 2010 - 11:59



D'Artena con Alda e Willy Muerer.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 20 Apr 2010 - 13:37

... Siamo nei primi anni Quaranta, e i mesi di guerra passano fra mille difficoltà: c'è l'oscuramento, ci sono le carte annonarie, Radio Londra per far passare il tempo nel "peccato", ma di vivere si ha sempre voglia, anche se chi dispone non lo ritiene necessario. Dopo la canzone "Vivere" di Schipa, ecco infatti "Voglio vivere così" di Tagliavini e "La mia canzone al vento" di Giuseppe Lugo, col condimento di canzoni altrimenti vitaiole come "Evviva la torre di Pisa", "Il tamburo della banda d'Affori", "Eulalia Torricelli da Forlì" e "I cadetti di Guascogna". Di Trieste, non c'è che "Il giovanotto matto" di Luttazzi.
Del duo De Rege muore la spalla Guido (Bebè), e Giorgio (Ciccio) la sostituisce con Sordi. Non si sa se per questo, dopo un anno muore pure lui.
Al Filodrammatico, la Triestinissima (senza Cecchelin) dà "In zerca de un amor sincero" e Marcella Marcelli, in serata d'onore, concede "Caminita", "Mamma sangiacomina" e "La debuttante". Al Rossetti si esibisce Clely Fiamma, che ogni anno torna qui sperando invano nei cioccolatini di quando aveva undici anni, e poi la Compagnia di Jole Naghel in cui si è infilato De Rosè, disoccupato. De Rosè, anzi - siamo in piena guerra - è riuscito ad avere perfino una particina nel film "La statua di carne" con Camillo Pilotto, Laura Solari e Fosco Giachetti. Al Fenice agisce la Brigata Allegra, in cui c'è D'Artena e Augustini come batterista. Cecchelin, con un diavolo per capello, non aspetta altro che il luglio del '43, anno e mese in cui il finallora duce definito per l'occasione "cavaliere", come Manzotti, Ciapasco, Pittani, Maresca, ecc., e in seguito lo sarà nella sua più fortunata macchietta il milanesissimo Tino Scotti, "il cavaliere sun mi!", rassegna le sue dimissioni al re e viene portato via dal Quirinale in autoambulanza. Ma non facciamo correre gli avvenimenti storici più del varietà, benché anche quelli facciano varietà.
Al Politeama Rossetti si danno spettacoli per le forze armate col Complesso artistico del Comando di Zona, di cui fanno parte, oltre a un'orchestra di 25 elementi, il complesso di fisarmoniche Zacutti (tutte donne), Nino D'Artena, Emanuelita, Novello, Nunzio Rossi, Gianni Cavalieri, Oscar Carboni, Silvana Falli e Renata Dessilia, due soubrettine con le calze corte, e nientemeno che Alberto Sordi qui soldato, e già coprotagonista del film "I tre aquilotti" con Leonardo Cortese e Paolo Minello. Per la regia di Angelo Rojatti, danno riviste dal titolo "La zuppa l'è cotta" e "Le stellette che noi portiamo", con sullo sfondo l'aquila imperiale di un impero che non c'è più.
Nei primi mesi del 1943, al Filodrammatico un'altra Compagnia con De Rosè, Macariolito, Rinaldo Rinaldi, Lilia Carini, Marcella Marcelli, Pino Nelli e il balletto; al Rossetti, "refoli de bora" con Luciana Dani, Laura Barbieri, il comico Nino Rosa e le fantasiste Albina e Maria Pagliar. Mentre Cecchelin è costretto all'inazione, D'Artena incomincia a far sul serio. Al Fenice, in una Compagnia da lui formata, ci sono Alda e Willy Muerer, figlio di quello delle biciclette, Menotti Fulvio, Virgilio Masè e il Duo Sister, cioè la Alda e la Jole Bachiddu, che fanno ridere unicamente perché l'una è magra magra e l'altra grassa grassa. Ma non è tutto. Mentre cade il fascismo e Cecchelin ne approfitta per riprendere in mano la sua Compagnia, tenendosi prudentemente De Rosè, arrivano a mitraglia i tedeschi a fare il Litorale e D'Artena ne approfitta per recitare alla radio e mettere in scena "Ore dieci, lezione di canto", con Anita Orizona recuperata chissà come, Anna Carpi, i Greni, Rina De Franco, Dea Dini, e poi una "Santerellina" tutta sua, riscritta per l'occasione. Siamo al finale della "Cavalleria rusticana" in varietà.
A Firenze, durante un bombardamento, muore Lina Cavalieri. Con lei, va a pezzi anche il ricordo di un'epoca. Due anni dopo, a Roma, muore Nicola Maldacea. Ugo Tognazzi fa il varietà per le truppe. E a Trieste, mentre si sta avvicinando la fine della guerra, si avvicina pure la fine del varietà. Addio spensieratezza, all'inizio del secolo vera e dopo la guerra prima, finta. Il mondo diventa improvvisamente consapevole, qualcuno dice maturo, ma è un eufemismo che si usa per vecchio. Come a dire "Addio giovinezza"? Viva l'incoscienza della gioventù.
Nel 1944 "Cantachiaro", prima rivista di Garinei e Giovannini, con Anna Magnani; segue la seconda, "Che ti sei messo in testa", sempre con la Magnani fioraia al Pincio che canta "Come è bello far l'amore quando è sera".
Nel 1945, al Rossetti, fino a maggio, "Fantasie orientali" col professor Schaffer, aiutante Licia, Bruno Bradaschia, il "Balletto Enigmi", e poi "Viaggio fra le nuvole" e "Mondo di Armonie" con Menotti Fulvio, Gigi Visconti, Lilia Carini, Nino Slobez, Mario Manolia, Dario Gigli e Rossana Quadretti. Al Fenice, Compagnia Muerer in "Teatro, teatro!" e poi in "Capri e cavoli" con Nino D'Artena. Cecchelin è al Filodrammatico. Quasi non stesse dunque per succedere niente. Mentre con lo stesso mese di maggio, via i tedeschi, via il Muerer, spariti in modo drammatico D'Artena e La Diana, ruvido patron del Filodrammatico e dell'Armonia, quando sembrerebbe che si chiuda una parentesi, per cui il varietà può ricominciare daccapo come prima della sua apertura, è invece finito il mondo che faceva da intercapedine fra la belle-époque e la noia dell'impegno, è cioè finito il mondo del varietà come spettacolo teatrale, e delle folle che fanno "oh" quasi per niente. Tanto che, se a Trieste non ci fosse ancora qualche suo spasimo, la storia potrebbe benissimo finire qui. Proteste?

Me scampa la pazienza
no se pol eser santi
se tiro ancora avanti
finisso col s'ciopar.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 20 Apr 2010 - 13:40



Alberto Sordi ventenne, nel 1942, in una foto dedicata ad Uccio Augustini.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 20 Apr 2010 - 13:42



Willy Muerer, ballerino e comico.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 20 Apr 2010 - 13:44



Virgilio Masè.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 20 Apr 2010 - 13:46



Marcella Marcelli elegantissima.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 22 Apr 2010 - 9:32

Gran finale senza galop

Se nessuno dei personaggi di spicco del varietà triestino ha avuto in sorte di andare a far la guerra armato, alla fine è come se ci fosse andato perché, e vinti e vincitori, tutti si trovano ad aver perso la propria identità, in un mondo in cui non c'è più posto privilegiato per i tipi come loro. Ma procediamo con un certo ordine.
Trieste, al passo dell'avanti e indrè delle operazioni militari, nel maggio del 1945 viene brevemente occupata dalle truppe jugoslave. Al Fenice, risorgendo con un balzo dalle proprie ceneri, appare Cecchelin in matinée per presentare "Tarzan e il suo leone Roy", acrobazie alla corda e al bambù, lotta libera fra l'uomo e la belva, e di sera in "Trieste ai triestini", rivista in 12 quadri.
Se ne vanno malvolentieri gli jugoslavi, e arrivano gli anglo-americani, in ritardo sull'orario di visita. Portano con sé le sigarette e i cioccolatini, ma è una delusione perché non sono buoni come quelli della Premiata Ditta Eppingher di una volta, ma made in USA, fatti quasi quasi come quelli autarchici, con pistaci e nosele. Varietà nel varietà, gli Alleati promettono di fondare un "territorio libero, international inc." ma non è che poesia, tanto che Umberto Saba, vittima del proprio fanciullino, ci casca e si propone per governatore. E invece è prosa, e anche poco attendibile. Infatti Cecchelin, de mulo con le antenne fuori e i piedi ben piantati a terra, allestisce una barca-spettacolo patriottica cui dà il titolo di "Trieste mia", e salpa per la penisola facendo piangere al Valle di Roma Alida Valli ed Elsa Merlini, due triestine che da un palco assistono alle 12 repliche del finalissimo al canto di "Le mule di Trieste". Dello spettacolo, rimasto memorabile per chi lo ha visto, la scenetta "Incontro a tre in paradiso", in cui Angelo fa Hitler, Luigi Tasca Mussolini, Carlo Carli Napoleone e Roberto De Rosè S. Pietro. De sganassarse del rider.
Sennonché, siamo già entrati negli anni in cui nasce "L'uomo qualunque", da un'idea e per la regia di un commediografo napoletano Guglielmo Giannini, in cui nasce la SISAL, fabbrica delle illusioni, in cui a Tombolo, fra negri e bianche si fa il cacao al latte con i saltimpanza, e in cui sui palcoscenici si canta "Io t'ho incontrata a Napoli, bella dagli occhioni blù", e si dicono strofette come:

La libertà, venuta qua
ci dà il permesso di spogliare l'umanità.
È notte, c'invita a rubar l'autorità
che non ci sta.


A Trieste, la banda municipale, dopo aver suonato con gli alamari tedeschi, le stelle rosse e le alabardette, sempre suonando s'infila nella buca di un'orchestra e dà fiato agli spettacoli organizzati al Fenice dal Comando militare di turno. In palcoscenico Ugo Tognazzi, Elena Giusti, Renato Maddalena, i fratelli De Vico e il Quartetto Cetra, nato nel 1941. Da far pensare, insomma, che con tanto spiegamento di forze, sia resuscitato il varietà vecchia maniera, quando a crederlo, sul serio, a proposito di quello domestico, sono solo Cecchelin, Marcella Marcelli e De Rosè. In Italia, stanno addirittura per finire le riviste dal lusso sempre più sfrenato, per lasciar posto a commedie musicali come "Giove in doppiopetto" con Carlo Dapporto, "Attanasio cavallo vanesio" con Rascel, e la "Bisarca" con Billi e Riva.

Andreotti fa piazzare le ultime foglie
così certe voglie le miss
per seguire gli ordini del capoccion
non le avran.


D'altra parte, in quegli anni, il varietà a Trieste più che in palcoscenico si fa al Sergent Club di via Boccaccio, al Gatto Nero di Bàrcola, al Sugar Ball di piazza dell'Unità e al Caffè Stella Polare, dove cioè, a camionate, vanno le mule de Trieste a ballare coi militari alleati il "Valzer delle candele" e il boogie-woogie acrobatico, a base di dondolii di anche e gambe all'aria. Lelio Luttazzi s'incontra con Teddy Reno, che ha lo zio all'Arrigoni e lo convince a seguirlo per l'Italia, per accompagnare le sue canzoni con il pianoforte. Finito, come per tutti, il loro periodo d'oro, il musicista farà degli shows televisivi e il compositore di colonne sonore per films, e il cantante il talent-scout per il Festival delle voci nuove di Castrocaro.
È nata un'altra epoca, quella dei festivals canori, delle miss future dive cinematografiche, della comicità chiacchierata e intelligente alla Walter Chiari e alla Dario Fò, ma Cecchelin e compagni, forse a causa dell'età che hanno, non si rassegnano. Restano all'avanspettacolo con una farsa in un atto e varietà, stile anni Trenta, convinti che se ha dato loro tanto successo, il successo si rinnoverà. E fossero i soli! Al grido di "Trieste ai triestini", Verdani s'imboreza, reclama i suoi diritti sul Verdi e li ottiene, fonda una nuova Compagnia che chiama Città di Trieste, e per l'ennesima volta ripropone la farsa "L'avocato difensor", con appendice di cantanti lirici nostrani, come Rina Pellegrini, Mario Carlin, Silvio Maionica e Rita Ratissa. Lui, con la formula, è rimasto addirittura a prima della prima guerra mondiale.
Fiorello, più rassegnato, rispolvera il teatro dei burattini, e non ha torto. E Delfo? Delfo, reduce di una tournée a Sesana, annunzia alla stampa di aver scoperto in trance il luogo dov'è sepolto il teschio della Dama bianca del Castello di Duino. Poi risulterà, per sua stessa confessione, che si tratta solo di quello di una certa Angela la Fattucchiera, ma intanto fa sensazione.
Angelo Cecchelin, Angela Ippoviz, Angelo Capellan, Angelo Rojatti, Angioletta Oleari, Angelo Calabrese, Angela la Fattucchiera, ecc. Sembra di essere in paradiso, non a Trieste. Comunque, se quelli che abbiamo nominato non sono stati angeli, sono stati buzolai.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 22 Apr 2010 - 9:35



La Triestinissima nel revival rimasto famoso del Café-Chantant "Alle Gatte".
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 10 di 11 Precedente  1, 2, 3 ... , 9, 10, 11  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum