Trieste Variètè.

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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Lun 29 Mar 2010 - 15:22



Lilia Carini, in prosa Lia Corradi, in una foto del 1938.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Lun 29 Mar 2010 - 15:25



Jole Silvani in scena, elegantissima.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da borin il Lun 29 Mar 2010 - 15:31

Fabiana ha scritto:

Lilia Carini, in prosa Lia Corradi, in una foto del 1938.
Lia Corradi, un dei nomi che iera nel vecio Campanon: Lia Corradi, Liana Darbi...

La Silvani cola compagnia , ma no più Cecchelin, son rivada a vederli una volta nei ultimi anni 50, lu iera a Torin ma qualche spettacoli i fazeva ancora.. po la Silvani se la ga anche vista in television.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da guido bighelli il Lun 29 Mar 2010 - 16:15

Marcella Battelini in arte Lola Salvi.
Go aprofondì la storia de sta mula triestina che xe 'rivada fin a Hollywood e go trovà questo:

A CENT'ANNI DALLA NASCITA UNA MOSTRA E UNA RETROSPETTIVA IN AUTUNNO
Piccola star del cinema muto
Trieste al sogno di Hollywood
ritorna la favola dell'attrice Lola Salvi

Marcella Battelini, morta dimenticata nel '94, era stata anche un'appassionata speleologa.

TRIESTE Dal buio delle grotte del Carso triestino alle luci dei riflettori di Hollywood, dalla Trieste fascista al mondo dorato del cinema internazionale e poi, di ritorno, dai fasti della notorietà ai palcoscenici italiani del varietà. È una storia curiosa, e in buona parte ancora da scrivere, quella della triestina Marcella Battelini, in arte Lola Salvi, piccola star del cinema muto degli anni Venti morta praticamente dimenticata a Nizza nel 1994. Quest'anno ricorrono i cento anni della nascita di Marcella Battelini, e il Club alpinistico triestino - sodalizio con una solida tradizione di esplorazioni speleologiche ma da sempre attento anche alla divulgazione culturale della storia del territorio di Trieste - si appresta a ricordarla con una mostra il prossimo autunno nei sotterranei della Kleine Berlin di via Fabio Severo (dal 25 settembre al 31 ottobre) a cura di Maurizio Radacich (che firma anche il libro-catalogo). In contemporanea il festival i Milleocchi organizzerà una preziosa retrospettiva dei suoi film a cura del critico Sergio Grmek-Germani.
Marcella Pasqua Margherita Battelini nasce a Trieste il 31 gennaio 1909 da Rodolfo Battelini e Anna Mosettig. Il padre lavora come impiegato in un?importante azienda locale, e coltiva una grande passione: la speleologia. Iscritto alla Società Alpina delle Giulie, dopo la prima guerra mondiale Rodolfo Battelini coinvolge nelle discese negli abissi la moglie Anna e la figlia Marcella, alla quale dedica - nel 1923 - una grotta scoperta dalle parti di Gabrovizza, appunto la Grotta Marcella (ancora oggi frequentata dagli speleologi). La ragazza in breve diventa una provetta esploratrice del mondo sotterraneo, guadagnandosi titoli e articoli sul giornale. Ma Marcella non è solo coraggiosa, è anche molto bella. E ambiziosa.
Nel 1926 muore Rodolfo Valentino e la Fox Film Corporation indice un concorso internazionale per trovare un suo degno sostituto. In Italia partecipano alla gara quarantamila uomini e trentamila donne. Dopo le selezioni regionali e la finale a Roma, risultano vincitori per gli uomini il milanese Alberto Rabagliati e per le donne proprio lei, la triestina Marcella Battelini. Lanciati verso il sogno del grande cinema, i due vincitori sbarcano in America il 28 giugno 1927. Marcella, ancora minorenne, è accompagnata dalla mamma. Le viene offerto un contratto triennale e le viene imposto il nome di Lola Salvi. Inizia la sua carriera cibematografica con brevi comparsate in «La danza rossa a Mosca» (con Dolores Del Rio) e «Sporting Girl» (con Magde Bellamy). Nel maggio del 1928 ottiene una parte nel film «Plastered in Paris» (Nell?aria di Parigi) del regista Benjamin Stoloff dove sostiene la parte di Marcelle. Quindi partecipa al film «Thrue Differents Eyes» (in Italia con il titolo «I volti della verità») dove veste i panni della cameriera Julie.

L?avvio del sonoro trova Marcella ancora davanti le cineprese, con il film «In Old Arizona», dove ottiene una piccola parte. Le interpretazioni della Battelini, per la sua pronuncia italo-americana definita «lievemente esotica», sono accolte con curiosità e favore dalla stampa americana e dal pubblico. Nel 1929 le viene proposto di realizzare il suo primo film da protagonista. Ma a quel punto qualcosa va storto, i produttori non vogliono una italiana fra le stelle e allo scadere del contratto finisce anche l'avventura hollywoodiana di Lola Salvi.
Il 7 luglio 1929 Marcella Battelini rientra a Trieste, ma la sua parabola artistica non è finita. Sul transatlantico Vulcania, diretto a Trieste, Marcella ha incontrato il musicista e attore Alfredo Polacci, in arte Franco Dossena, che suona nell'orchestra di bordo. Fra i due è subito grande amore. Appena mette piede a Trieste Marcella, che gode ancora del favore della stampa, viene scritturata per uno spettacolo di varietà al cine-teatro Fenice. Dopo alcuni spettacoli nella sua città, nel 1930 Marcella sposa Dossena, e inizia con lui una lunga tournée nei vari teatri italiani di rivista e avanspettacolo. Alfredo Polacci oltre ad essere un valido musicista è anche un bravo sceneggiatore, scriverà musiche e canzoni per le riviste di Marcella e per altri attori tra cui Renato Rascel e Carlo Dapporto. Nel 1931 va in scena l'ultimo spettacolo di Marcella di cui si abbia notizia, a Trieste, al teatro Eden con il varietà «Musetto».

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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Lun 29 Mar 2010 - 18:24

Caro Guido, te ringrazio sempre de cuor par el tuo impegno a contribuir a 'stò forum.
Me piaserìa 'sai che anca altri fasesi isteso, come - anca se in picio - gà contribuì borin, che anca ringrazio.

Ciau, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da guido bighelli il Lun 29 Mar 2010 - 18:40

Grassie, grasssie a ti che te ga pazienza de scriver.
Lo fazo volentieri perchè me piasi saver sempre un poco de più
sule robe che legio e me interesa.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da guido bighelli il Lun 29 Mar 2010 - 18:47

E a proposito de Lilia Carini go trovà questo:

Livio Cecchelin è nato a Chioggia. Figlio del celebre attore e autore Angelo Cecchelin e dell'attrice Lilia Carini, si è avvicinato al mondo artistico sin da giovane in qualità di musicista.
Ha iniziato a fare musica a Trieste durante l'occupazione alleata, specializzandosi - come molti musicisti della sua generazione - nel repertorio della canzone americana.
In seguito, assieme a diverse orchestrine, compie tournée in Italia e in svariati paesi europei, collabora con cantanti francesi quali Josephine Baker e Jaques Brel, si esibisce in alcuni paesi del Medio Oriente come Tunisia e Iran...
e po' la storia continua. Però come che xe picio el mondo...
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da guido bighelli il Lun 29 Mar 2010 - 19:50

Un altro personagio importante, che ga lassà segno in campo artistico oltre che per la sua grande beleza, xe questa altra triestina:



Laura Solari, nome d'arte di Laura Camaur (Trieste, 5 gennaio 1913 – Bellinzona, 13 settembre 1984), è stata un'attrice italialiana. Figlia dello scultore Camaur, tenta di seguire l'attività del padre frequentando l'Accademia di Belle Arti di Milano, ma dopo il diploma si avvicina al mondo del cinema partecipando al cortometraggio È arrivato quel signore , ed a una pellicola sul mondo del Teatro della Scala di Milano e i suoi spettatori Regina della Scala.
Nel 1937, partecipa ad un concorso per nuove attrici della Casa di produzione Era Film, di Roma, arrivando seconda, già notata da Camillo Mastrocinque , con cui girerà ben 10 pellicole, inizia la sua lunga attività nel mondo della celluloide.
La Solari sia per il suo aspetto di giovane aristocratica, simpatica e colta, molto vicina ad alcune star americane, riesce in poco tempo a diventare una delle dive più acclamate, non solo in Italia. La conoscenza delle lingue le apre anche la porta del cinema in Germania, dove negli anni 40 gira alcune pellicole.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 30 Mar 2010 - 7:10

Grazie Guido,
interessantisime le notizie che te gà trovà e riportado quà.

Grazie ancora de cuor, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 30 Mar 2010 - 13:43

Anni Trenta e Quaranta

Trieste italiana è, come città di confine, oggetto di particolari coccole da parte del regime, e si abbandona alle piacevolezze dei palcoscenici su cui arrivano i Gilberto Govi da Genova, i Raffaele Viviani da Napoli, i Renato Rascel e i Petrolini da Roma. Risate con tremolii di ventre e di bargigli, a labbra strette per non compromettersi troppo. La Triestinissima è la Compagnia di Cecchelin, la Stratrieste quella di De Rosè. Le due Trieste? Diciamo la Trieste medio-piccola, che i due comici interpretano a meraviglia non perché sono in grado culturalmente di interpretarla, ma perché, portando se stessi genuinamente in palcoscenico, fanno da specchio riflettente dei vari umori, anche di quelli nascosti. Tutto qui. Ed ecco perché sono personaggi dello spettacolo che fanno storia entro le mura della propria città, mentre fuori di essa fanno poco o niente. Angelo Cecchelin fa interpretare alla Silvani macchiette come quella di "Tonza, donna del latte" per assecondare i gusti nazionalistici, e a se stesso riserva il ruolo di fustigatore del periodo politico per assecondare certi tiepidi fremiti liberali, e perché intuisce che la trasgressione è liberatoria. Mentre De Rosè e compagni tirano a campare e basta, in quanto per loro la politica xe roba de siori, sempre meio recitar stupidezi che lavorar a San Marco o in Feriera.
Giovanni Mosca, direttore del "Bertoldo", fa la satira della corte imperante e dei suoi cortigiani, e nelle scuole superiori nostrane va in circolazione una tragedia in versi di autore anonimo, accolta dalla gioventù studiosa molto meglio del "Saul" dell'Alfieri, in cui il coro, naturalmente greco, commenta:

Noi siamo felici, noi siamo contenti
le ch***pe del c**o porgiam riverenti.


Sul "Bertoldo", foglio umoristico dei nostri padri, "Il gagà aveva detto agli amici" e il Colonippo Filello: "lo sai che pisa non lo sappo?"
Wanda Osiris, imitando Mistinguette, scende per la prima volta le scale. Non ha voce, non ha "balcone", non sa ballare, ma le sue riviste sono sfarzose, riempiono gli occhi di lustrini.
Viene bandito il lei, c'è l'autarchia e si italianizza l'italiano: il frac non si chiama più frac ma battich***pe.
A Milano debutta "Bertoldissimo" con Ermanno Roveri e, per la prima volta, compaiono in palcoscenico i fratelli De Rege. Il duo dell'apparente scemo e della spalla che lo stuzzica va sempre bene. Vedi i films di Stan Laurel e Oliver Hardy.
A Napoli, al Teatro Apollo, Aldo Fabrizi fa la macchietta di "Decio" e balla il tango; Alberto Sordi fa il suo primo numeretto e vince il concorso della Metro per il doppiaggio di Oliver.
A Città del Messico muore Trotzschy, assassinato. Si dirà di un muggesano implicato nell'operazione, ma chissà se è vero.
A Trieste, Egidio Sain, fischiatissimo, canta:

El tenentin
sul bu**lin
el ziga alt
me tien de far pi***n,
e 'l general
sull'orinal
co la pistola cariga de sal...


Era tanto buono, Sain, e tanto sfortunato. Nato orfano all'Istituto dei Poveri, da una delle statue dell'atrio, aveva imparato musica e suonava bene il clarinetto. E perché allora, perché, appena uscito dall'Istituto si era messo in testa di fare il comico di varietà? Perché Cecchelin iera suo santolo de cresima. El iera un poco tartaia, faceva del suo meglio, ma nei teatrini di S. Giacomo, dove soltanto poteva trovare un po' di spazio, la gente non gliele mandava a dire.

- Signorina, mi sposi: ho centomila lire al mese.
- Oh, non mi ci pulisco meanche il naso.
- Signorina, che mocolosa che la xe!


E la gente, cattiva, a schernirlo senza remissione. Al Familiare, quello di via dell'Istria, aveva messo su Compagnia con Spartaco, Mario Marzan, Piero Carboner, la Marinella, ch'era sua cognata, e Pino Nelli. Ma era stato un fiasco. Più tardi, poco più in giù, al Popolo, aveva scritturato anche Riccardo Luganiga e sua moglie, ma niente da fare perché il pubblico è così, quando se la prende con qualcuno sono guai. Eppure tutti sapevano quant'era buono! Il suo repertorio era quello di Cecchelin, che glielo lasciava usare senza farsi dare una lira. Ora, doveva esser proprio buono, sfortunato e senza nessuna possibilità di fare concorrenza, per muovere Cecchelin a tanto!
Cecchelin gli lasciava anche qualche labile possibilità di scendere in centro. Ecco ad esempio un programma estivo della sua compagnia al Giardino Pubblico:

I parte:
- Orchestra
- Mariuccia, divetta
- Ines Bruna, eccentrica
- Mimì Cavaliere, dicitore
- Troupe Ivanoff, danze russe
- Sain, il popolarissimo comico triestino
- Trio Emas, danze nazionali
- Nella Mary, soubrette.

II parte:
"El marì geloso e conseguenze", un atto di grande ilarità del cav. Pittani.


E poi? Eppoi finì come doveva finire: al frenocomio di S. Giovanni, ridotto a uno straccio, unico rimasto vivo di ottanta rifugiati in un bunker, durante un bombardamento sulla Germania, dov'era andato a lavorare in una fabbrica di munizioni. Requiem per Egidio Sain.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 30 Mar 2010 - 13:46



Egidio Sain in un duetto con Nella Mary (Marinella).
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 30 Mar 2010 - 13:51



Il prgramma di Sain al Teatro all'aperto del Giardino Pubblico.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Giacomin il Mar 30 Mar 2010 - 14:03

No go mai savudo che in giardin publico i fazeva teatro Shocked ....va ben che mi quela volta no iero nianche in "preventivo" Very Happy ma me ricordo del cine che un per de volte i miei me ga portà Very Happy

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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mar 30 Mar 2010 - 15:15

Giacomin ha scritto:No go mai savudo che in giardin publico i fazeva teatro Shocked ....va ben che mi quela volta no iero nianche in "preventivo" Very Happy ma me ricordo del cine che un per de volte i miei me ga portà Very Happy

Anca mi me ricordo del cine Giacomin, con tute quele sedie pieghevoli. El iera in te la parte alta del giardin, andando verso San Giovanni, andove che ghe jera anca qualche (o una sola) giostra. Mi penso che anca el Teatro i lo fazesi là: in fin de'i conti xe el spazio più largo che ghe jera (no' sò se xe ancora) del "Giardin Pubblico".
Forsi qualchidun savarà dirne qualcosa de più, speremo almeno.

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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Mer 31 Mar 2010 - 15:40

... Accanto alla Triestinissima e alla Stratrieste, in quegli anni c'era pure la Trieste di Verdani e Fiorello. Ma come definirla: l'eterna illusione?

Il sogno di una notte di mezza estate
de far una compania de prosa dialetale
... in zavate.


All'Eden, ribattezzato Supercinema, Compagnia La Novissima di Verdani, con "Triestinopoli", "Soluzione araba", "Il padrone sono me", "Gigi s'cinca". Vi prendono parte Lilia Carini, Cornelia Orelli, Aura Grisi, Rosetta Saverio, Gemma Visconi, Anna Zanchi, Giordano Rabis e le "4 Eden girls". Segue, sempre al Supercinema, la Compagnia di Fiorello con la rivista "Nel cuor de Trieste", musica di Antonio Illesberg, e le commedie "Cocolona", El ribalton" e "Afari de chebe".
Al regina altra formazione del Verdani, La brigata allegra, che presenta "Canzoni e canzoni", interpretato da Lilia Carini e dal tenore Canova: dirige l'orchestra Mario Capellan. Dal Regina, la Compagnia passerà al moderno - nel frattempo nato in via dell'Istria - e ad essa subentrerà Carlo Fiorello con "Una magnifica giornata" e varietà: numero di grande attrazione la esilarante Troupe comica Furlai-Faraboni.
Insomma, personaggi che hanno il teatro nel sangue e fra i quali non va dimenticato Alberto Catalan, l'eterno dopolavorista, al Nazionale in avanspettacolo con Verdani, testi di Giobatta Simoncini.
Cecchelin va di qua e di là, e finisce per installarsi al Regina, togliendo spazio di manovra agli altri. Annio Mariotti che, dopo la morte di Cavallini, ha rifatto Compagnia col duo Saroclè-Rosandri, Vera Serena e G.B. Croci, si è fermato, riducendo ulteriormente lo spazio, all'Armonia, il teatrino che dopo la sparizione di Ciapasco, si avvia ad essere la sede permanente della De Rosè-Marcelli. Gianni Brunello inaugura il varietà all'Iris, ex Stella, in Cavana, ma durerà poco. Clely Fiamma ritorna a Trieste e va a fotografarsi in via Silvio Pellico da Braulin, mago dell'obiettivo psicanalitico.
Non c'è palcoscenico, insomma, che non dia i numeri. Al Fenice compare Grock, già acrobata funambolo, orologiaio, pianista, torero, schermitore e più grande clown del mondo, che ora, vecchissimo, suona il violino e riesce ancora a fare lo sketch della sedia, e in via dell'Istria, sullo spiazzo in cui sorgerà la caserma dei carabinieri, arriva il Circo Fischer. I muli, per entrar gratis, i ghe porta gati (povari) de darghe de magnar a le bestie feroci. In via Pascoli, si inaugura il Cirillino, teatrino di avanspettacolo e cinema all'aperto. Il cinema Aurora, di via Madonna del Mare, diventa anche teatrino di varietà; idem il Vittoria, di via delle Settefontane. Alla Società Ginnastica si dà l'operetta "Dove canta l'allodola", regia di Angelo Calabrese, e Emilio Hinsenkamp, direttore d'orchestra, riceve una medaglia da Lehàr in persona per la bella esecuzione.
Sono sulla bocca di tutti le canzoni "Chitarra romana", "La romanina", "Ma le gambe", "La strada nel bosco", "Vivere", cantata da Tito Schipa nel fil omonimo, "Parlami d'amore Mariù", cantata da De Sica nel film "Gli uomini che mascalzoni", "Portami tante rose", "Violino Tzigano" e "Signora illusione".
Alla Radio, Dina Galli lancia il concorso "5000 lire per un sorriso"; nell'edizione 1941, fra migliaia di concorrenti, Silvia Balbi, al secolo Legisa, che sarà della Triestinissima di Cecchelin, si piazzerà al diciasettesimo posto.
Nel 1930, in Cittavecchia, arriva la luce elettrica. Era ora! Il podestà l'accende fra il giubilo della popolazione e Cecchelin commenta:

In 'sti tempi
de progresso
Citavecia i la fa rifiorir
ma però, xe pecà
xe pecà che i la vol demolir.


A Napoli, rivista "Strade" con Lucy D'Albert, Tecla Scarano e Vincenzo Scarpetta.
All'Eden di Milano, Wanda Osiris in "Tutto dipende da quello" e "Italia senza sole". Allude?
A Roma, "Mani in tasca e naso al vento" con Paola Borboni. Il governo organizza "La sagra degli sposi", con in premio ai partecipanti, nella speranza di invogliarli a fare molti figli, 500 lire e una polizza di assicurazioni.
A Milano, compaiono in scena le sorelle Nava: Diana è la grassa, Lisetta balla il tip-tap e Pinuccia è la più spiritosa. Sono le figlie del comico Brugnoletto, proprio quello che si era fatto sostituire al Fenice da Cecchelin, comico che faceva le imitazioni, parlava tutti i dialetti, e aveva esordito con una marcia di pernacchie accompagnate con la chitarra.
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Messaggio Da Fabiana il Mer 31 Mar 2010 - 15:43



Emilio Hinsenkamp.
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Messaggio Da Fabiana il Mer 31 Mar 2010 - 15:45



Silvia Balbi.
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Messaggio Da Fabiana il Mer 31 Mar 2010 - 15:47



Diploma a Silvia Balbi, diciasettesima al concorso nazionale "5000 per un sorriso".
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Messaggio Da Fabiana il Mer 31 Mar 2010 - 15:50



Dalla "Rivista Columbia" del maggio 1935: dischi fino ad allora incisi da Cecchelin.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Apr 2010 - 16:19

... Ma è soprattutto Trieste che fa storia. Al Rossetti, esplode Josephine Baker.

Oh yes, I have not bananas,
bananas I have not for you.


Frenetica, scattante, ossessiva pure lei, come la Orizona, e in più... nuda. Viaggiava con una tigre, due scimmie, cinque cani e sei gatti. Questo, prima di adottare 11 bambini di tutte le razze e non poter mantenere neanche un canarino. A Vienna, si era fatta notare su un veicolo trainato da uno struzzo. In palcoscenico, con indosso soltanto una minigonna di banane. Al suo arrivo, le soubrette locali si agitano: - Si dà tante arie perché è una mulatta e può. Lasciassero che ci presentiamo al pubblico come lei, vedresti come abbasserebbe le ali!
Al Rossetti, Josephine Baker balla, canta e recita perfino una scenetta drammatica in italiano: "Ho due amori".

J'ai deux amours,
mon pays est Paris...


Centinaia di persone in strada ad attenderla, prima e dopo la rappresentazione, e un tutto esaurito che di più non potrebbe essere.
Dicono che la folla di ammiratori cercasse di staccarle i cavalli per non lasciarla partire, come a suo tempo alla Giuditta Pasta, ma dev'essere una diceria. Come avrebbero potuto, se viaggiava in automobile? Forse togliendole... le fasce elastiche.
Cecchelin, dopo un mese al Regina, dove recita fra l'altro la commedia "Chi la dura la vince", parte per la prima volta in tournée per l'Italia e a Milano incide i primi due dischi. Al ritorno, reduce dei trionfi, si guadagna il Fenice, dove dà "Vita triestina", scena zacconiana nel cui finale si suicida prendendo in giro Pirandello, seguita dagli sketches "Portorose", "El tramonto del cucer", "Quando sona la tromba de le scovaze" e "La bela spagnolitas". Al Moderno, presentatore Nino D'Arena, Magda Thelma, Vera Serena e altri. De Rosè, dapprima al familiare e poi al Popolo, sempre capocomico Borioli, recita "Giacometo", "In tribunal", "Le metamorfosi de Tunina" e "Scassinador de casse". Con lui sono Novello (ex piccolo Caruso), Emanuelita, Lucio Luciani, Angioletta Oleari, Carlo Carli (ancora fine dicitore), Michele e Jole. In questa fase, per De Rosè e Cecchelin si stanno già delineando le zone cittadine d'influenza. Quindi basterà che inizino le beghe interne alle compagnie perché, coi passaggi degli artisti dall'una all'altra, si parli di volta in volta di promozione e messa a castigo. Il castigo, e cioè la zona De Rosè, tocca a chi ha osato contrariare Cecchelin (n.m.: el me 'stà scuminziando a deventar antipatico 'stò Cecchelin!), e la promozione è semplicemente uno scambio a condizioni. Sono gli anni in cui sul fondo Ciapasco, ridotto a campagneta, si piazzano gli zoo e le carozete, in cui all'Aurora prosperano Battistino e Pirolin, in cui sorgono e tramontano stelle come il comico Moresi e Anna Winter, in cui Latilla, col suo "Teatro della canzone", imita "il colonello" e fa le sceneggiate, in cui vanno e vengono personaggi come Cley Fiamma, ormai cresciutella, Vanni e Romigioli, e Macario che, con le riviste scritte da Bel-ami e Silvestri, è ancora in avanspettacolo. Sugli schermi, films come "Rubacuori" con Armando Falconi, e altri simili con Nino Besozzi, Elsa Merlini, Enrico Viarisio, Umberto Melnati e Dina Galli (telefoni bianchi anche nelle toitettes), la quale ultima fisicamente non fa certo una bella figura accanto alla prosperosa Paola Borboni.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Apr 2010 - 16:21



Carlo Carli ancora fine dicitore, nel 1931.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Apr 2010 - 16:26



Josephine Baker a Trieste (Trieste, Civico Museo Teatrale "C. Schmidl").
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Apr 2010 - 16:28



Foto ricordo di tutta la Compagnia di Cecchelin, mariti, mogli e qualche "single" (Anna Carpi)
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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Apr 2010 - 16:35





Foto di scena della Compagnia di Cecchelin.
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Re: Trieste Variètè.

Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Apr 2010 - 16:37



Nino D'Artena in veste di presentatore al Moderno.
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