TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Lun 5 Lug 2010 - 18:01




Via Commerciale nuova, aperta nel 1832, che per non essere confusa con quella vecchia - tracciata nel 1779 ai tempi del governatore Zinzendorf - è meglio conosciuta col nome di strada nuova di Opicina. Appiedi del monte a sinistra di questa strada poco prima di giungere alla Barriera (del dazio), trovasi l'ospitale militare innalzato sul fondo che il Comune acquistò nel 1856 dal sig. Francesco Guetta e che cedette gratuitamente al Sovrano Erario. L'edificio iniziato in quello stesso anno divenne agibile nel 1862 e sostituì il primo ospedale militare annesso alla Caserma grande, costruito nel 1790 e prospiciente la via del Coroneo, destinato in seguito alla Scuola dei cadetti.
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 12:01



La passeggiata sul molo San Carlo costituiva per i triestini il naturale prolungamento del classico "Liston" del Corso, attraverso la Piazza Grande. In questa immagine a cavallo del Settecento/Ottocento, si nota una elegante coppia che sfoggia abiti alla moda. Lui, in un completo nero, con spolverino e bombetta; lei, con largo mantello da mezza stagione sull'ampia gonna di seta; i guanti bianchi lunghi e l'enorme cappello, caricato da un vistoso ornamento di penne di struzzo. Sulla sinistra, di spalle, due ragazzine, vestite di grigi abitucci scampanati, collettino bianco, calze nere, stivaletti di cuoio e berretto di lana. In secondo piano, la ciminiera alta di un rimorchiatore è un elemento discriminante del paesaggio.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 12:11



L'aspirazione di Trieste di avere una seconda linea ferroviaria, che la collegasse direttamente con l'Austria Occidentale e con la Baviera, fu esaudita il 19 luglio 1906 con l'apertura al traffico della ferrovia "Transalpina".
Partendo dalla stazione di Sant'Andrea (Campo Marzio) questa aggirava il centro urbano con gallerie e viadotti giungendo ad Opicina. Proseguiva per Gorizia-Montesanto, risaliva le valli dell'Isonzo e del Baccia fino ad Assling. Attraverso la galleria delle Caravanche e la linea dei Tauri raggiungeva l'Austria Occidentale e la Baviera.
Quella di Rozzol era la prima stazioncina sul lungo percorso e aveva principalmente funzioni di parcheggio dei treni in transito.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 12:43




L'apertura di due gallerie sotto i colli della Fornace e di San Vito fu progettata nel 1901 nell'intento di realizzare una grande arteria stradale, che doveva unire la zona di piazza Goldoni con quella di Sant'Andrea e Servola. I lavori per il traforo dell'attuale galleria Sandrinelli furono iniziati il 5 febbraio 1904 ed ebbero termine nel 1907. Nella foto appare la parte terminale della prima galleria, dove numerose "zaie", tirate da robusti cavalli, raccolgono l'imponente materiale di sterro.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 13:25



La via di Tor San Piero, che trae il nome da un'antichissima chiesetta che una volta esisteva lì vicino, scende dalla via Belvedere (oggi via Udine) per congiungersi con la strada per Barcola e Miramar.
Sul muraglione a sinistra corre il prolungamento della via del Belvedere verso la salita di Gretta.
In primo piano uno dei primi tram elettrici a due assi e un gendarme austriaco. A destra due stradini meditano, appoggiati alla scopa...
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 13:37



Via alle Poste, in fondo al Canal Grande, alla confluenza della via della Caserma. Nel basso edifico al centro, con ingresso da quest'ultima, si trovava dal 1816 l'i.r. ufficio della posta, che prima era situato all'inizio del Canale sotto la casa al N. civ. 1 dell'attual via della Stazione.
L'edificio che prima ospitava l'Ufficio Montanistico e di saggiatura dell'oro e dell'argento costruito nel 1795, venne opportunamente ingrandito e restaurato. Il marciapiedi è protetto da una schiera di colonnine di pietra, per la sicurezza dei passanti dalle bizzarie dei cavalli.
L'immagine documenta la modestia degli edifici della città teresiana. Sulla riva del Canale si nota, in primo piano, un vespasiano di forma curiosa.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 13:53



Via di Montuzza nel 1895. La strada che sale fiancheggiata a sinistra da alcune povere case e a destra dall'alto muro di cinta del possedimento Regensdorf, termina in via del Castello, che qui vediamo sboccare a sinistra, in prossimità della Piazza della Cattedrale. In alto alla stessa al suo termine sorge la casa domenicale dei Regensdorf, che ha la particolarità di avere il tetto perfettamente piatto, condizione che fu imposta al sig. Carlo Regensdorf quando la fece costruire nel 1841, perché trovandosi entro il raggio fortificatorio del castello, poteva altrimenti essere di impedimento ad eventuali operazioni di guerra. La casa accanto, più bassa, fu edificata dal Conte Prandi su un belvedere dal quale si godeva di una vista estesissima della città, del mare e dei monti circostanti. La via di Montuzza ebbe questo nome perché fino alla formazione della Piazza della Cattedrale avvenuta negli anni 1841-42 e la costruzione del muro di cinta del possedimento Regensdorf, non presentava che un terreno incolto e montuoso che si stendeva fin dietro il Seminario di S. Saverio. La regolazione di questa via fu iniziata però nel 1837.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 14:29



Costituitasi nel 1890, la Società delle Corse acquistò la collina digradante verso il torrente Settefontane della contessa Teresa della Torre - Hohenlohe, proprietaria della del terreno. Già nell'agosto di due anni dopo l'ippodromo era pronto, con la sua grande pista elittica e le sue tribune lignee costruite da Giuseppe Conte in elegante stile liberty. Il 4 settembre successivo l'impianto venne solennemente inaugurato con una giornata di corse al trotto. Il Premio Trieste di 3.000 franchi oro fu vinto da "Gisella" in 1' e 59". Quattro giorni dopo si disputò la prima competizione internazionale, con un premio di 8.000 franchi oro, vinto da "Walkür" in 1', 29" e 5/10; secondo classificato "Spofford", che sarebbe divenuto in breve il beniamino del pubblico per velocità, eleganza e purezza di linea. L'immagine documenta l'attimo di una manifestazione a cui partecipa un pubblico numeroso ed elegante.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 14:35



La prima corsa automobilistica in salita Trieste - Opicina, fu organizzata dall'Automobile Club Triestino, costituito nel 1907 per iniziativa di grandi nomi della borghesia. La prima competizione ebbe luogo il 4 giugno 1911 con la vittoria di una vettura boema che segnò la fantastica media di "km 72 all'ora". Nell'immagine appare in primo piano una vettura Fiat - Mod. 2, partecipante alla corsa.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 15:05



La collina di Gretta agli inizi del Novecento. La strada che si vede in primo piano è il prolungamento della via Belvedere (oggi via Udine), che prende il nome di Salita di Gretta. La contrada territoriale di Gretta, appartenente in parte alla parrocchia di S. Ermacora di Roiano e in parte alla curazia di Barcola, ebbe un forte incremento edilizio e abitativo dopo la fine del '700. Nel 1804 gli abitanti erano 314 e le case sparse sulle alture erano 73. Ottant'anni dopo gli abitanti erano saliti a quasi 2500 e gli edifici erano quasi quadruplicati. Nei successivi trent'anni ulteriori 1000 persone elessero residenza nella ridente contrada suburbana.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 6 Lug 2010 - 15:17



Molo San Carlo negli ultimi anni dell'Ottocento. Costruito in epoca teresiana sul luogo ove sommerse il 1740 per causa rimasta sempre ignota, una grossa nave da guerra di 70 cannoni, appartenente alla marina austriaca, chiamata San Carlo, [...] sin dalla sua origine era luogo prediletto di passeggio [...].
In primo piano, eretto su una grossa bitta di pietra, svetta imponente uno dei primi fanali elettrici ad arco voltaico, che sono stati inseriti tra i preesistenti fanali a gas, a fiamma libera.
Ormeggiato alla bitta, un "bragozzo" piranese adibito ai trasporti lungo le coste del Litorale, con il "caìcio" a rimorchio.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 20 Lug 2010 - 10:26

(C.V.) S. Andrea

... Tosto dopo la prima rotonada si presentano a sinistra di questo passeggio:

a) Lo Stabilimento Tecnico Triestino per costruzione di macchine e caldaie, fondato dai sig. fratelli Strudthoff nel 1846. Era in origine un lavoratorio meccanico, che progredì continuamente sino a diventare una ben organizzata fabbrica di macchine a vapore ad uso dell'I.R. Marina di guerra.
Nel 1857 questa fabbrica servì di base alla fondazione dello Stabilimento Tecnico Triestino, eretto per azioni e posto sotto l'immediata direzione dei fratelli Strudthoff.
Esso prosperò di maniera che in breve volger d'anni ebbe a costruire oltre 65 macchine a vapore per la marina regia e mercantile, due delle quali della forza di 1000 cavalli. Lo stabilimento costruisce (n.p.: nel 1884) pure ogni altro genere di macchine per molini, fabbriche di paste, cioccolata, aceto, saponi, terraglie, carte da giuoco e da sigaretti, ecc.
Nel 1859 i proprietari fecero erigere a S. Rocco presso Muggia un bel cantiere con officine adatte per calderai, carpentieri e fabbri.
In esso furono costruiti circa 50 navigli in legno per la marina mercantile, tanto a vela che a vapore, molti navigli in ferro e parecchie corazzate e corvette per l'I.R. Marina di guerra, fra cui la Custoza di circa 7000 tonnellate e 3000 cavalli di forza. Nel 1870 s'imprese la costruzione di un bacino a secco (Dry-dock), che venne terminato nel 1876, lungo 114 metri, largo 20 e profondo 8 metri.
Nel cantiere sonvi occupati circa 300 operai sotto la direzione del sig. Edoardo cav. Strudthoff.
Con tali mezzi lo Stabilimento tecnico è in grado di fornire navi di guerra e mercantili a vela e a vapore, completamente allestite. Gli operai delo Stabilimento a S. Andrea, addetti alle varie sezioni sommano a circa 850.

b) La Civica Scuola Popolare, fondata per disposizione testamentaria del sig. Elio, bar. de Morpurgo, defunto nell'agosto del 1876, aperta nel 1878 presso le case operaie, costruite dal fondo Pensioni della Società del Lloyd Austro-Ungarico ad uso abitazioni per artieri.

c)
Il Civico Giardino d'Infanzia, aperto pure nel settembre del del 1878 con sistema Fröbeliano, il quarto di questo genere istituito dal Comune. In origine era destinato ad accogliere fino a cinquanta allievi d'ambo i sessi; viene in oggi frequentato da un numero superiore di bambini, che abitano in quelle adiacenze.

d) L'Usina comunale del Gas, eretta dal Comune nell'anno 1864, quando trovò conveniente di assumere in propria azienda la produzione e fornitura del gas, sì per uso pubblico della città che dei particolari, liberandosi in tal maniera dal monopolio di una Società francese, la prima che venisse a Trieste e che agiva sin dall'anno 1846, creandosi in pari tempo un nuovo cespite di rendita.
Per l'erezione di quest'Usina, il Comune acquistò il 16 marzo 1864, il fondo di tese quadrate 5288.52 (pari a 19.017,52 metri quadrati) a fior. 8.50 la tesa da un consorzio composto dai signori Gossleth, Lutteroth, Revoltella e Morpurgo. L'Usina venne costruita sotto la direzione tecnica dell'ingegnere Rodolfo Kühnell e principiò la sua attività il 1° novembre 1864.
Accresciutosi in breve volger d'anni il consumo del gas sia pubblico che privato, causa le continue fabbriche e l'apertura di nuove vie, sulle quali si formavano di pianta estesi nuovi quartieri, si trovò necessario l'ampliamento dell'Usina, fornendola altresì di nuovi depuratori, ed il 26 maggio 1877, il Comune acquistava a codesto scopo dagli eredi Millanich, che possedevano un fondo limitrofo all'Usina altre tese quadrate 7147.68 (pari a 25.703 metri quadrati) a fior. 8.50 la tesa.
Tutti gli edifizi dell'Usina, compresi gli apparati, macchine, muri di cinta, ampliamenti e modificazioni costarono al Comune a tutto 31 dicembre 1882...........................................fior.>>>831,486.49
La rete della canalizzazione....................................................fior.>>>422,895.24
Il pontile di scarico a S. Andrea compresi i binari ed accessori.......fior.>>>>43,440.38
Prezzo dei fondi....................................................................fior.>>>105,707.70
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>-------------------
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>per cui per un totale di fior.> 1,403,529.81

L'edificio dei forni di cui il braccio più vecchio contiene 12 forni ed il più recente 8, ha il complessivo numero numero di 156 storte.
La condensa si divide in due parti, la vecchia di sei cassoni, la nuova di quattro, posti tutti e due in separati edifici.
L'Usina ha pure un doppio sistema di estrattori con le relative macchine a vapore, atte ad estrarre 31.000 metri cubi in 24 ore, due regolatori di pressione, due contatori di stazione, uno della capacità di 18.000 metri cubi, l'altro di 5.875 metri cubi.
In adatto scompartimento havvi una fabbrica di sale ammoniacale. Annessi all'Usina, oltre ad una casa d'abitazione pel direttore ed una più piccola pel guardiano, vi sono magazzini pel carbone, vaste tettoie, una pesa a ponte, ecc., ecc.
L'esercizio dell'Usina rende in media al Comune fior. 230.000 annui.
L'ingerenza del Consiglio della città si limita alla revisione ed approvazione dei conti preventivi, i bilanci dell'Usina e alla nomina del Consiglio d'amministrazione.
Per l'illuminazione della città ardono 1949 fiamme*.
L'illuminazione della città col gas comunale, cominciò la prima volta la sera del 29 novembre 1864.

e) L'orfanotrofio di S. Giuseppe, nella campagna di proprietà delle RR. MM. Benedettine alla rotonda di Servola, mantenuto da pie elargizioni e diretto dal M. R. Pietro Martelans, parroco di Servola.
(continua)


Ultima modifica di Fabiana il Mar 27 Lug 2010 - 14:17, modificato 1 volta
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Messaggio Da Fabiana il Mar 20 Lug 2010 - 12:29

*L'illuminazione pubblica della città di Trieste data dal 1769. L'intendenza commerciale che aveva in governo la città, attivata l'illuminazione delle vie e delle piazze della città Teresiana per volere ed opera della commissione di polizia e a costo dei proprietari di case. La commissione di polizia solleccitava in tal occasione il Magistrato ad attivarla nella città che dicevano "la vecchia", il Magistrato l'attivò, però non a carico dei proprietari di case, bensì a carico della Cassa civica.
Nel 1775, alla cessazione delle commissioni ed alla restituzione del Comune di Trieste nell'antica condizione, il Magistrato si assumeva il governo ed il costo dell'illuminazione dell'intera città, come servizio pubblico di polizia urbana, ed i privati non vi contribuirono più. L'illuminazione era ad olio.
È interessante sapere, quale curiosità storica, che due secoli prima e precisamente nel settembre del 1551, si posero per la prima volta sei "lumiere" in diversi angoli della città per diradare le folte tenebre in cui era avvolta l'antica Trieste. (Jenner Ms.)
Nel 1818, quando fu costruita a cura del ceto mercantile la lanterna di "Salvore", su progetto del regio ispettore alle fabbriche, Pietro Nobile, fu illuminata a gas come primo esempio in Europa; più tardi si sostituì il gas con l'olio in quanto più economico. La macchina per la produzione del gas era stata costruita da certo Dombeck, ufficiale d'artiglieria nell'arsenale del Lazzaretto S. Carlo. Il carbone per la fabbricazione del gas per Salvore veniva fornito dalle miniere carbonifere d'Albona. In quello stesso anno incominciò la navigazione fra Trieste e Venezia con il vapore nominato "Carolina".
Nel 1844 si decise di applicare il gas all'illuminazione, dando in appalto il tutto. Senonché, mancando a Trieste una simile industria, e non potendo attivarne una in tempi brevi, fu necessario ricorrere al di fuori, ad una società francese di propietà di un mercante di Parigi. Il signor Pietro Prix Franquet fu l'imprenditore dell'illuminazione notturna a gas della città di Trieste ed il Comune stipulò un contratto con la Società francese del gas per una parziale illuminazione della città, della quale Franquet era rappresentante. L'esercizio iniziò il 20 novembre 1846. L'Usina e gli uffici della Società erano in via "Molino grande", dietro il giardino pubblico; l'edificio del gasometro francese esisteva ancora nel 1884. Le prime vie illuminate furono il "Corso" e la "Via Nuova". In seguito l'illuminazione andò mano a mano estendendosi ad altre vie e rioni in sostituzione dei fanali ad olio che ancora esistevano nei quartieri più discosti dalla città, sino agli ultimi anni della Società francese.
I due principali introduttori del gas illuminante per la pubblica illuminazione, furono: Guglielmo Murdoc nato a Londra il 1754 e morto nel 1839, e Filippo Lebon nato a Brachay presso Foinville (Alta Marna) il 29 maggio 1767 e morto a Parigi nel 1831.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 27 Lug 2010 - 15:49

(C.V) S. Andrea

...
A destra

a) Il nuovo bagno di spiaggia Eckhardt, costruito nel 1882.

b) I bagni pubblici.

c) L'antica chiesetta di S. Andrea entro la campagna del sig. Andrea Scandella.

d) Il grandioso arsenale del Lloyd Austro-Ungarico.
Lo sviluppo che prese questa fiorente società, specialmente per ciò che riguarda la sua seconda sezione, cioè la navigazione a vapore, fondata nel 1836, che dopo circa vent'anni d'esercizio contava già 68 piroscafi, la determinarono all'erezione di un proprio e vasto arsenale affine, per poter riattare senza ricorrere all'estero, i propri navigli e costruirne al caso di nuovi, riunendo altresì in un solo corpo le varie officine, che teneva sparse in varie parti della città.
Avendole l' I. R. Governo concesso all'uopo un tratto di spiaggia nella baja di Muggia, nel 1852 si incominciarono i lavori di interramento ed il 31 maggio 1853, S. A. l'Arciduca Ferdinando Massimiliano poneva la prima pietra delle fondamenta del nuovo stabilimento.
Compiuto per quanto riguarda gli edifici nel 1858, andò in attività nel 1860. L'arsenale consta di due parti distinte, di cui l'una è destinata alla costruzione dei navigli, l'altra a quella delle macchine.
Sopra l'ingresso principale si innalza una grande torre con orologio, congiunta a mezzo di un ponte con il fabbricato, a tre piani, dell'amministrazione. In uno dei tre piani vi è (n.p.: si parla sempre del 1884) l'abitazione del vicedirettore, negli altri due vi sono gli uffici di amministrazione, di contabilità, l'archivio, la registratura, la cassa, la direzione tecnica, e le stanze dei costruttori ingegneri meccanici e navali.
Nella sezione delle macchine, che si trova a sinistra , ci sono le officine per i meccanici, che occupano due piani, nonché il locale destinato per la montatura delle macchine, quella della sellai, dei modellisti, dei fabbri da macchina, dei fonditori, dei calderai, dei battirame, dei fabbri da nave, degli alboranti*, dei bottai, dei carrai e dei falegnami da fino.
A questa sezione va aggiunta l'officina destinata alla maselatura** del ferro con due fornaci e due martelli a vapore, che preparano pezzi per uso delle macchine, nonché assi delle timoniere o pezzi di chiglia sino al peso di 400 centinaia metriche.
Nell'altra sezione, dedicata propriamente alla costruzione del corpo dei navigli, ci sono le altre officine in appositi edifici, per la maggior parte collocati ai piedi del muro di cinta, sul passeggio di S. Andrea. Essa comprende i velai, i carpentieri, i bandai, i fabbri da fino, i pittori, gli intagliatori e indoratori, i tappezzieri, i catramasacchi, i marinai e i falegnami da bianco. Qui si trovano pure le grandi seghe a vapore e tutte quelle numerose macchine con le rispettive fornaci, destinate a bucare e tagliare lamierini, torcere, corbe, ecc.
Verso la Porta S. Andrea vi è l'edificio nel quale si trova la grande sala di costruzione navale.
Il cantiere dell'arsenale è capace di contenere contemporaneamente ben quattro navigli di grande portata, esso ha in più due grandiosi bacini a secco (dock), uno dei quali con scalo a rotaie (slip). In questi entrano i bastimenti per venire riattati e puliti; l'acqua dai dock viene estratta per mezzo di una pompa a vapore, una colossale saracinesca preclude negli stessi l'adito al mare. Riattato il naviglio, da certi fori praticati nella saracinesca, si fa uscire l'acqua, finché il naviglio viene a galla, e allora il resto del bacino si riempie da sè e in questa maniera il bastimento si trova pronto alla partenza.
L'anno 1865 segnò un'epoca fortunata per codesto stabilimento essendone stato, in quell'anno, nominato quale direttore tecnico il cav. Federico Petke, alle cui intelligenti cure ed infaticata operosità l'arsenale deve non poche migliorie introdotte.
Il risveglio e l'incremento che ebbero a prendere l'arte e le patrie industrie in questo ramo, è in gran parte è opera del cav. Petke, che facendo condividere le sue "vedute" in proposito al Consiglio d'Amministrazione, ottenne che i navigli del Lloyd venissero costruiti in paese.

(*gli alboranti, dirigevano la costruzione dei remi e degli alberi delle navi)
(**maselatura da "massellare" che significa ridurre un metallo in masselli battendolo con il martello o con il maglio)
(continua)
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Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 13:36



(Collezione Ciana)

Piazza della Stazione poco prima della costruzione del "porto nuovo".
Sulla destra si nota un bel trealberi, attraccato a uno dei numerosi fari d'ormeggio piazzati lungo lo specchio d'acqua antistante la riva. Sulla banchina, a sinistra, si intravede lo sbocco del "torrente grande", che attraverso tre fornici, scarica a mare le acque provenienti da Rozzol e da S. Giovanni (torrenti Settefontane e S. Pelagio). Sullo sfondo si vedono allineati i bei palazzi della piazza. Quello sulla destra è il maestoso palazzo Panfili eretto nel 1879 da Giovanni Berlam.
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Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 13:47



(Collezione Sergio Busdon)

Panorama della città e del porto, intorno al 1890. Dopo i grandi lavori d'interramento della darsena, sono cominciati i lavori di costruzione delle rive e dei moli del "Porto nuovo". Sulla destra, la fiancata della grande stazione della "Ferrovia Meridionale", oltre la quale si intravede il Silos granario.
Tra la stazione e il palazzo Panfili si nota il bel giardinetto da poco piantato, sul quale si erge l'obelisco del monumento della "dedizione". A sinistra in basso appare nettamente delineata la "corte Preinitsch" e, più in alto, il Palazzo delle Poste e la cuspide della Chiesa Evangelica.
Verso Campomarzio si intravedono le ciminiere della "Prima Pilatura del Riso" (Risiera) e, oltre il promontorio, gli interramenti sui quali sorgerà in seguito la nuova Stazione Ferroviaria.
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Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 14:01



(Collezione Alfieri Seri)

Panorama della città intorno al 1876. A sinistra, sopra il massiccio palazzo Ralli, si intravede il rettangolo della "Caserma Grande" e, più oltre, le superstiti case Sinibaldi. Sotto il bastione rotondo è chiaramente distinguibile la terrazza e lo stabile del grande Ristorante Berger. Più sotto, all'inizio di via S. Antonio che prosegue poi con la via della Caserma, spicca il palazzo Hierschel. Al centro la via di Vienna che si congiunge con la strada Commerciale vecchia e sulla destra si può individuare, di scorcio, la facciata della Dogana nuova. In Piazza del Ponterosso è in fase di completamento il palazzo Genel e sulla sinistra, più sopra, l'ex collegio dei Gesuiti ostenta le celate delle carceri criminali. Sull'alto del colle si vedono sia il castello di San Giusto, sia - un po' più a destra - la "Sanza di San Vito", con la torre rotonda, che sarà demolita dopo qualche anno. All'estrema destra del colle, si eleva l'elegante palazzo Gossleth.
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 14:19



(Collezione Ciana)

Rotonda del Boschetto nei primi anni del Novecento, con l'inizio della salita al Cacciatore sulla destra. Il muricciolo in fondo delimita l'inizio del corso sotteraneo del torrente di San Pelagio, che scende lungo l'omonima valle a cielo aperto, incontrando qui il confluente torrente che scorre ai piedi del Farneto. Oltre al muricciolo si intravedono "gli edifici abbandonati della fabbrica di candele steariche di Slocovich, Machlig e Legat".
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 14:25



(Collezione Sergio Busdon)

Le "done del late", le "mlecherze" carsoline, che se ne ritornano a casa dopo aver distribuito il latte delle proprie mucche, casa per casa, agli abituali clienti. La più giovane s'è levata le scarpe; un po' per camminare più spedita, un po' per risparmiare le preziose calzature. La più anziana sonnecchia al dondolante andare dell'asinello e al ciangottio del bidone stagnato, con il capo coperto da un candido fazzoletto di lino,
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 14:32



(Collezione Ciana)

Il passeggio di S. Andrea nei primi anni del Novecento. In primo piano, a destra si notano gli edifici della Stazione ferroviaria di S. Andrea e, a sinistra, due vetture tramviarie, le prime funzionanti a corrente elettrica, che traggono a rimorchio le speciali vetture estive, aperte e ombreggiate da spesse tende di canapa. Un banda pubblicitaria sul tetto pubblicizza la "Cioccolata Lejet" prodotta da uno stabilimento triestino. Sulla destra transita un "legno de casada" con il conducente in cilindro.
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 14:38



(Collezione Sergio Busdon)

Venditori ambulanti in piazzale della Cattedrale. In primo piano un venditore di "caramei": noci e frutta secca infilati in un lungo stecco di legno e coperti di zucchero caramellato. In secondo piano un venditore di "petorai" pere cotte e sciroppate, tenute al caldo nel recipiente lucido di rame, sospeso ad una cinghia a tracolla. Sono entrambi personaggi popolari, noti e graditi, come tutti i "ciarniei" che approdano a Trieste in cerca di un onesto guadagno.
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 14:54



(Collezione Sergio Busdon)

Tratto terminale del Canal Grande a ridosso della Chiesa di S. Antonio Nuovo. A sinistra il vecchio stabile che ospita il "Caffè Stella Polare". Dai "trabacoli" entrati fino in fondo al canale, vengono sbarcate sulla riva migliaia di angurie, assai apprezzate nella stagione calda. Di là dal Ponterosso svettano le alberature eccelse di due brigantini. Il Canal Grande, concepito come "porto-canale" ai tempi di Maria Teresa, assolve ancora la sua funzione di approdo di piccole navi da carico.
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 15:00



(Collezione Sergio Busdon)

Dal bastione ai piedi della Lanterna, costruita all'estremità del Molo Teresiano, la vista spazia sullo specchio di mare fino alla sponda del "Porto Nuovo". Gli ingenti lavori portuali incominciati nel 1867 dalla Società delle ferrovie meridionali, sono parzialmente compiuti. La dàrsena, che sarà tra poco interrata, lascia vedere la lunga fiancata dei magazzini ferroviari e del Silos, davanti al quale è stato piantato il nuovo giardino.
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Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 15:55



(Collezione Sergio Busdon)

Il Molo Giuseppino si estende di fronte all'omonima piazza ove sorge il monumento all'imperatore del Messico Ferdinando Massimiliano d'Austria. Il traffico è molto intenso. Sulla piazza dove stazionano vetture a nolo, transita il tram elettrico che, correndo lungo la riva Grumula, conduce direttamente al Campo Marzio. Il Molo Giuseppino fu costruito nel 1874, in seguito è stato prolungato come si vede nella foto.
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Messaggio Da Fabiana il Ven 30 Lug 2010 - 16:03



(Collezione Sergio Busdon)

Via di Roiano, di fronte alla chiesa. Il "piccolo villaggio" suburbano "è posto in romantica situazione in un'insenatura fra il monte di Scorcola e quello d'Opicina [...]. La sua chiesa dedicata ai Santi Ermacora e Fortunato è in stile gotico e venne consacrata dal vescovo Bartolomeo Legat nel 1862. Fu incominciata a costruire il 1858 sotto la direzione dell'architetto Francesco Catolla".
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