TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Pagina 5 di 13 Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6 ... 11, 12, 13  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Ven 16 Ott 2009 - 15:32

Bon dopopranzo nonapicia, spero che stavolta rivo a inviarte 'stò post prima che me salti denovo la conesion, xe la tersa volta che provo! Twisted Evil
Ultramegabelisime le foto che te gà postà! Me incuriosisi in particolar quela de la via Cimician ciapada de l'alto e andove che se vedi sul sfondo anca el mar: ma andove te se jeri rampigada par scatarla?
'N'altra roba, la cesa de Santa Maria del Guato la se trova par caso de le parti de Campo Marzio? Parchè me par de gaverla vista in t'el istà de'l 2008 (anca prima a onor de'l vero), ma se la xe andove che penso mi, no' la gavevo mai riconosuda come la cesa che la xe cusì tanto nominada in te'i scriti che riguarda Trieste. Rolling Eyes

Grazie de cuor par l'impegno, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da guido bighelli il Ven 16 Ott 2009 - 17:26

Fabiana, me permeto de spiegarte mi "triestin foresto".
Con nome de Santa Maria del Guato i veci triestini gaveva
barezà ironicamente la pescheria central (quela che se vedi
in parte nela foto de nonapicia.) El "campanil" no xe un campanil
ma el sistema escogità dal costrutor per pompar l'acqua
de mar ala pescheria che rimani sula sinistra dela foto.
avatar
guido bighelli
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1630
Località : Bergamo
Occupazione/Hobby : tuto e gnente
Data d'iscrizione : 11.06.09

http://tacomaco40@gmail.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Ven 16 Ott 2009 - 18:49

Grazie de cuor par l'informazion Guido, alora gavevo sbajà tuto! Embarassed
Alora "Santa Maria del Guato" no' la pol trovarse in Campo Marzio, ma in Riva Marina e xe par questo che l'edificio in te la foto jero sicura de gaverlo visto nel'istà del 2008 e anca prima, se capisi, ma comunque sul canton de la via che Campo Marzio la porta al Pedocin (xe 'stò quà el nome del bagno andove i mati e le babe i xe separài? Stago magnando memoria co'l pan! Embarassed) ghe xe un edificio ch'el ghe someja, o almeno cusì me par de ricordar, andove che ghe dovarìa eser anca 'na speze de museo, ma no' me ricordo de cosa.

Grazie ancora, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da guido bighelli il Ven 16 Ott 2009 - 20:12

Fabiana: spuda la memoria e magna el pan.
Scusa se me permeto la ciolta pe'l...
Telegraficamente: In Campo Marzio, la vecia stazion per Viena,
xe diventà el museo dela ferovia e de tuti i tram veci de TS.
El Pedocin (cola maiuscola) istituzion dela defonta e ancora validisima,
el xe un poco più avanti, quasi soto la Lanterna, El bagno se ciama
proprio cussì. I nostri amici del forum saverà tante robe più de mi
e, se i volerà, i te meterà anche tante foto, son sicuro.
avatar
guido bighelli
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1630
Località : Bergamo
Occupazione/Hobby : tuto e gnente
Data d'iscrizione : 11.06.09

http://tacomaco40@gmail.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Sab 17 Ott 2009 - 14:56

guido bighelli ha scritto:Fabiana: spuda la memoria e magna el pan.
Scusa se me permeto la ciolta pe'l...
Telegraficamente: In Campo Marzio, la vecia stazion per Viena,
xe diventà el museo dela ferovia e de tuti i tram veci de TS.
El Pedocin (cola maiuscola) istituzion dela defonta e ancora validisima,
el xe un poco più avanti, quasi soto la Lanterna, El bagno se ciama
proprio cussì. I nostri amici del forum saverà tante robe più de mi
e, se i volerà, i te meterà anche tante foto, son sicuro.


Bon, alora gò spudà la memoria e gò magnà el pan, come che simpaticamente te me gà dito de far ti, te vedi che qualcosa de justo me ricordo 'ncora? Laughing
Grazie par le delucidasioni, Guido.

Ciau, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Mar 20 Ott 2009 - 17:00

Premeto che la descrision de la via che postarò ogi, la farò in dò volte parchè la xe pitosto longa.

(C. N.) Rapicio
(prima parte)


Andrea Rapicio nacque a Trieste nei primi giorni del dicembre 1553 da Domenico Rapicio e fu battezzato l'11 dicembre dello stesso anno dall'arcidiacono Tristano Goina.
La famiglia Rapicio, ed i loro discendenti, quando nacque Andrea era diventata già da molto tempo facente parte della nobiltà triestina; sembra che la loro venuta a Trieste dalla Lombardia risalga già ai primi del 1200.
Sul loro stemma figuravano tre rape, come i Verzeri di Capodistria avevano nel loro stemma una "brassica" o "verza". La prima istruzione Andrea Rapicio la ebbe a Trieste, ed il suo istitutore di latino fu Ambrogio Febeo che poi si trasferì a Capodistria dove fu seguito da Andrea Rapicio.
Ambrogio Febeo morì a Capodistria in seguito alla pestilenza che colpì, dal settembre 1534 all'agosto 1555, sia Capodistria che Trieste.
All'Università di Padova Andrea Rapicio seguì gli studi giuridici e fu laureato nello stesso giorno; 11 settembre 1534, e alla stessa ora in cui stava ritornando a Trieste per la sepoltura di un suo fratello, di nome Tiberio, che lui amava teneramente.
Si interessò di giurisprudenza, ma ancora di più di poesia e ancora maggiormente alla sua patria nella quale avrebbe passato volentieri la vita assieme ai suoi cari negli uffici "decu-rionali". Però, nel frattempo, le condizioni di Trieste erano molto mutate; non furono la sala dei consigli, le stanze dei giudici o la loggia la palestra di Andrea. Su consiglio del padre decise di recarsi a Corte, dove divenne segretario dell'Imperatore Massimiliano II e consigliere aulico dell'Arciduca Carlo-
Andrea Rapicio, nella sua qualità di consulente legale ed avvocato, trattò - in Friuli -dinnazi ai commissari imperiali e veneti la questione della libertà del mare, difendendo le ragioni dell'Austria e di Trieste; il consulente giuridico Dr. Chizola, invece, trattava le ragioni dei veneti. Le arringhe furono stampate dal giornale "L'Istria", V annata, e furono tratte dai manoscritti che si trovavano alla Marciana.
Nel 1568/69 Andrea Rapicio venne incaricato ad intervenire per risolvere le questioni di confine fra l'Austria e Venezia. Le arringhe da lui pronunciate in quell'occasione furono conservate all'inizio dalla sua famiglia e, quindi, donate da un Rapicio all'Imperatore Ferdinando II.
Fu nominato vescovo di Trieste da Ferdinando nel 1565, approvato da papa Pio V nel 1567, anche se non era insignito di ordini sacri. Tutto ciò non dovrebbe creare meraviglia: il disgraziato Pier Paolo Vergerio era vescovo di Capodistria da dodici anni eppure non aveva avuto ancora gli ordini minori; allora gli uffici vescovili si sercitavano mediante vicari in "spiritualibus" ed in "pontificalibus". In occasione dell'assunzione del Rapicio al vescovado, questi ricevette in dono da Massimiliano II una tazza. L'assunzione a vescovo non l'aveva comunque allontanato dalla Corte e, nel 1571, fu ambasciatore dell'Arciduca Carlo di Stiria per ottenere da papa Pio V la dispensa di "impedimento divisato e contratto poi" dall'Arciduca Carlo con Maria duchessa di Baviera.
I tempi del suo governo ecclesiastico furono oltremodo difficili. Gli odi delle fazioni scoppiati nel 1468 duravano in ordine ereditario e a questi si aggiungevano quelli derivati dalla guerra fra il 1508 e il 1523. Si erano accumulati i sospetti religiosi dedotti dall'infrequenza dei sacramenti, gli ordini in proposito rimanevano ineseguiti adducendo al fatto del non poter perdonare. I bandi irritavano, non persuadevano; il popolo era violento e di efferati costumi e il clero risentiva dei costumi generali.
Andrea Rapicio desiderando correggere sia il clero che il popolo fu zelante: per la sua santa causa non risparmiava preghiere, ecc. L'Arciduca Carlo, che conosceva meglio gli umori, lo avvertì del pericolo, consigliandoli di lasciare ogni azione al "capitolo civile".
(continua)


Ciau, sempre con tanta simpatia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da borin il Mar 20 Ott 2009 - 20:26

per el vescovo Rapicio, eccolo in un busto ottocentesco sulla facciata de san Giusto
avatar
borin
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1519
Data d'iscrizione : 10.01.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da guido bighelli il Mar 20 Ott 2009 - 20:33

Un bel omo, senza dubio!
avatar
guido bighelli
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1630
Località : Bergamo
Occupazione/Hobby : tuto e gnente
Data d'iscrizione : 11.06.09

http://tacomaco40@gmail.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Mer 21 Ott 2009 - 6:46

Gà sensaltro rajon Guido, el jera un bel omo.
Grazie ancora a ti borin par jutarme sempre co' le tue foto a render più interesante 'stò topic.

Ciau, sempre con tantisima simptia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da guido bighelli il Mer 21 Ott 2009 - 8:04

I disi anche che el iera pien de babe e che'l xe stà invelenà.
Chi disi "per ragioni di stato", colpa dela fazione filo veneta contro quela filo
asburgica. Cmq iera sempre gelosia de babe in mezo a ste facende!
avatar
guido bighelli
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1630
Località : Bergamo
Occupazione/Hobby : tuto e gnente
Data d'iscrizione : 11.06.09

http://tacomaco40@gmail.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Mer 21 Ott 2009 - 12:07

In te la seconda parte de la "descrision" de la proveniensa de el nome de "via Rapicio" (che zercherò de meter ogi), xe acenado pròpio anca a el fato ch'el xe morto invelenà.

Ciau, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.

PS: grazie Guido par gaver ripristìnà el tuo avatar, cusì almeno me par de "parlar" co' 'na persona reale anca se "virtuale" e no' con un croseta rosa.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da guido bighelli il Mer 21 Ott 2009 - 13:44

Fabiana, mi no go fato niente! Xe opera del Spirito santo (o del Diavolo)!
avatar
guido bighelli
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1630
Località : Bergamo
Occupazione/Hobby : tuto e gnente
Data d'iscrizione : 11.06.09

http://tacomaco40@gmail.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Mer 21 Ott 2009 - 18:06

Ohhhhh!
Comunque, de chiunque sìa l'opera, torno a dir che xe 'sai, ma pròpio 'sai, mejo cusì.

Ciau, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da borin il Gio 22 Ott 2009 - 16:12

stago riordinando, ancora via Procureria de notte
avatar
borin
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1519
Data d'iscrizione : 10.01.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Gio 22 Ott 2009 - 16:55

Belisima foto borin, no finirò mai de ringraziarte par tute le bele foto che te posti: le xe 'na delisia par i oci!!!

Ciau, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Gio 22 Ott 2009 - 17:47

(C. N.) Rapicio
(seconda parte)


Il vescovo Andrea Rapicio morì improvvisamente il 21 dicembre 1573, e molti scrittori credono che sia morto avvelenato da un veleno che gli fu propinato in occasione di un banchetto di pace fra i partiti nemici i quali, dietro insistenza del vescovo, simularono conciliazione.
Altri dicono che fu a causa di un equivoco che fu porto al vescovo del vino avvelenato che, in verità, era destinato a qualcun altro.
Il banchetto di pace si tenne nella casa privata di un dignitario. Quello che si sa di certo e che a quei tempi non fu fatto cenno ad alcun atto criminale nei confronti di Andrea Rapicio e che la morte del vescovo non fu "segnata nel necrologio capitolare", inoltre non fu posto alcun segno, monumento o scritta sulla lapide della sua tomba, che ricordasse di lui, dei suoi rari meriti, delle doti peregrine della sua mente e di quelle sublimi della sua bella anima.
Erano molto infelici i tempi nei quali visse il coltissimo e grandissimo amatore della patria Rapicio.
I Rapicio avevano la loro tomba nel convento di San Francesco in "Piazza Lipsia" e sembra che il vescovo fu sepolto in quella chiesa e non nel Duomo.
Il Rapicio coltivò con successo le lettere latine. Delle sue opere che consistevano in molte bellissime poesie per l'impeto dell'affetto e la elevatezza delle immagini, lettere, vite dei vescovi di Trieste, ecc.; di tutto ciò ci rimane solamente il poemetto latino l'"Istria" di 405 versi esametri, stampato a Vienna nel 1557, che, rinvenuto dal Kandler nella biblioteca imperiale, fu tradotto in italiano da suo suocero, il Dr. Matteo Cerutti e stampato a Trieste nel 1826 nella stamperia dei Weiss. Cinque odi stampate a Vienna nel 1556; una dissertazione di diritto civile e un volume di epigrammi latini stampato a Venezia nel 1552.
Nei primi anni dell'800 alcuni manoscritti del Rapicio erano custoditi da un suo parente, tale Martino Rapicio di Pisino, fra i quali c'era una lettera manoscritta di San Carlo Borromeo, al quale Andrea Rapicio era molto vicino.
La famiglia Ravizza o Rapicio aveva dato alla patria già, in un precedente secolo, un vescovo.
A questa "nuova" via che si formò nel 1878 con la costruzione di nuovi caseggiati, che furono eretti sulla brulla landa che si chiamava "la campagnetta" fu dato il nome di questo illustre vescovo triestino, che "cantava" della sua paria amatissima nel poemetto l'"Istria": "Salve o patria terra, chiara per armi e meritevoli onori".
La via Rapicio si staccava dall'Acquedotto prolungato ed è la terza via dopo quella del Piccolomini.


Ciau, sempre con tanta simpatia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da borin il Gio 22 Ott 2009 - 18:02

Fabiana ha scritto:I Rapicio avevano la loro tomba nel convento di San Francesco in "Piazza Lipsia" e sembra che il vescovo fu sepolto in quella chiesa e non nel Duomo.
che saria come dir che el podessi esser stado sepolto a s Antonio vecio.
avatar
borin
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1519
Data d'iscrizione : 10.01.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Lun 3 Mag 2010 - 12:40

Me par che sia ora de riprender 'stò argomento che par tanto tempo gò lasà de parte. A qualchidun el ghe interesava e alora vado 'vanti; anzi, riscuminzio e prima de pasar ai "Cenni storici" ve vojo contar cosa che diseva Ettore Generini, nel 1884, in t'el presentar l'opera, tignindo conto ch'el 'talian doprado el xe quel de la fine del Otocento...

"L'idea dell'opera presente non è originale. Nel 1808 Antonio Cratey, patrizio triestino, pubblicava pel primo, coi tipi di Gaspare Weiss, un suo lavoro sullo stesso argomento e cioè in quei primi anni del secolo in cui la nuova Trieste era in via di formazione e incominciava, per così dire ad abbozzarsi nei suoi tratti principali.
È superfluo accennare allo sviluppo e alla trasformazione che ebbe ad operarsi nella città nostra da quell'epoca ai nostri giorni.
Nel riflettere alle tante memorie di luoghi, edifici, ecc. che sarebbero caduti nell'eterno oblio per mancanza di chi ne narrasse la storia e le vicende, mi nacque il pensiero di continuar l'opera del benemerito patrizio, migliorandola e ampliandola pure per quanto in me si potesse.
Ardua però ne vidi tosto l'impresa e male avrebbero forse corrisposto le forze al proponimento, se non avessi trovato nel signor Giuseppe Sindici, archivista e direttore degli Uffici d'ordine presso il Civico Magistrato, un collaboratore pieno di zelo e volontà, che cercò di appianarmi la via mettendo a mia disposizione bel numero d'opere, opuscoli e pubblicazioni d'ogni genere riguardanti le patrie istorie, da lui raccolti nei lunghi anni della sua modesta e laboriosa esistenza, interessandomi pure alla ricerca di notizie e di dati che mi facean duopo nel corso del lavoro.
Egli si è dunque in granparte mercè sua se l'opera presente potè essere portata a compimento.
E dopo il sullodato, sento pur l'obbligo di rendere pubbliche grazie ai signori Giovanni Velicogna e Ferdinando Tomiz, Ufficiali presso il Civico Ufficio Statistico Anangrafico; al signor Andrea Ferletich, archivista presso il Civico Ufficio edile, nonché a tutti quegli altri distinti impiegati del Comune, dei quali fo' cenno a suo luogo, che vollero contribuire con pregevoli notizie a rendere questa opera più interessante e compiuta.
...Omissis...
Che se è tanto l'interesse che ci desta ogni particolare topografico di quelle città che giacevano da lunghi secoli sepolti; se mossi da affettuosa curiosità andiamo a visitare la casa ove nacquero e i luoghi prediletti da alcuni di quei grandi che arricchirono l'umano scibile dei loro capolavori immortali, non potrà non riuscirti di qualche interesse il conoscere il come e il quando andò formandosi la città nella quale ti destasti alla vita o divenisti cittadino per elezione, l'origine dei nomi delle sue vie; il sapere alcunché della antica Trieste, così diversa dalla presente, e nella quale pare si riflettano ancora le idee, lo spirito dei tempi e le abitudini di coloro che ci precedettero nella carriera della vita.
Vivi felice."
- Trieste, 8 marzo 1884.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Lun 3 Mag 2010 - 13:49

Cenni Storici
(prima parte)

I più antichi abitanti di questi ultimi scoscendimenti delle Alpi Giulie dei quali ci sia pervenuta memoria erano Celti o Galli e propriamente di quel popolo ch'ebbe nome di Carni. Da Strabone si apprende che nella sua origine Trieste si chiamasse Pago Garnico. Dei fasti di questo popolo tace la storia, nè avanzarono monumenti in testimonianza del loro grado di civiltà.
In epoca non bene precisabile, ma presumibilmente circa 700 anni innanzi l'E. V., un popolo Trace cacciato a quanto sembra dalle sue sedi alle foci dell'Istro, risalì il Danubio e la Sava, si ripiegò sulle Alpi presso Lubiana e venne a stabilirsi sulle rive dell'Adriatico.
Egli respinse e sottomise gli abitanti Celti del paese e gittò lungo la costa, le fondamenta di parecchie città, tra le quali Trieste.
Gli Istri erano navigatori arditi ed intraprendenti, dediti alla pirateria. Quando i romani cominciarono a dirigere le loro spedizioni verso il Nord, temendo questi vicini risoluti e turbolenti costruirono un piazza forte contr'essi fra il Tagliamento e l'Isonzo, cioè l'antica città di Aquileia.
Epulo re dell'Istria volle distruggere questa colonia, ma tutti i suoi sforzi riuscirono vani. La superiorità e la strategia dei romani ebbero il sopravvento sul valore brutale ed indisciplinato di questi popoli. Epulo, non potendo sopravvivere alla sua disfatta, si suicidò, e Roma che avea tremato un momento, trionfò alfine anche di questo avversario.
Il console Claudio soggiogò il paese, 178 anni avanti l'era volgare. Trieste e Pola divennero colonie romane appartenenti al grande impero.
Nonpertanto dei nuovi nemici minacciarono ben tosto questi possedimenti male assicurati; orde feroci di Gepidi facevano di tratto in tratto delle irruzioni nel paese.
I romani si videro obbligati di levare un baluardo contro di essi, stendendosi da Oberlaibach a Fiume; ma non bastò alla difesa di Trieste. Questa città nascente fu per due volte devastata dai Gepidi.
Alfine Ottaviano Augusto vinse questi barbari ed estese più verso il nord i confini dell'Impero.
La città di Trieste fu rifabbricata da soldati romani in congedo; Augusto la provvide di due acquedotti; l'uno dalla valle di Mocò conduceva l'acqua in città dalla distanza di 7 leghe (vedi via sette Fontane), l'altro dalla vallata di Temignano presso Longera, scendeva pel colle del Farneto, (vedi via Ferneto). Dippiù fece costruire parecchie strade, tra le quali vanno ricordate le tre principali: quella che passando presso il castello di Moncolano a pochi passi da Contovello, la congiungeva con Aquileia. L'altra che usciva da porta Parentina (dove la via della Madonnina fa angolo con la via di San Giusto) e correndo lungo la costa Istriana, menava alle colonie di Parenzo e Pola, la terza che superava i gioghi delle vena presso il monte spaccato e metteva alle fortificazioni e alle castella della Carsia.
Si fu a quell'epoca che Trieste acquistò una certa importanza; essa era il capoluogo del governo dei Carni e raggiunse dall'epoca d'Augusto e quella di Trajano uno stato discreto di prosperità.
L'Adriatico divenne veicolo di relazioni commerciali fra le province meridionali dell'Impero romano e quelle del Danubio, e quantunque Aquilea fosse il principal centro di movimento commerciale, la città di Trieste si ebbe nondimeno la sua parte ed approfittò pure della navigazione animata che si stabilì lungo la costa dell'Istria e della Dalmazia.
Ai tempi di Trajano, Trieste occupava la collina ove si trova attualmente la città vecchia, l'altipiano di San Michele, i dintorni di Riborgo e le alture della Madonnina.
La colonia, propriamente detta, occupava il versante a mare del monte Tiber e si aggruppava intorno al campidoglio, edificio irregolare munito di bastioni e di torri che ne occupava la vetta.
Entro il campidoglio, nella parte destinata ad uso religioso si trovava il tempio delle deità Capitoline, Giove, Giunone e Minerva (vedi Piazza Cattedrale). Il foro era ai piedi del campidoglio dal lato che guarda la valle di San Michele, ornato pur questo, di edifici e statue; ai piedi del colle a levante c'era il teatro che alcuni storici assicurano fosse stato costruito ai tempi di Augusto e ristabilito ai tempi di Trajano (vedi via di Rena).
Nella valle di San Michele verso Cavana stava la città soggetta, la città plebea e l'emporio. Nel sito ove oggi (ricordate che siamo alla fine dell'Ottocento - n.p.)s'innalza il palazzo, sede dell'I. R. Tribunale Provinciale, nella via S. Martiri, la necropoli; dinnanzi a questo, sull'odierna piazza Lipsia (c.s.), il campo delle giustizie.
Alcuni avanzi di antica muraglia della rena o meglio teatro romano, si scorgono ancora oggidì nel vicolo di Pozzacchera e dietro l'Androna della Scala, laterale a Riborgo. Nel magazzino sotto la casa n. 288 di Pozzacchera scorgesi tuttora un corridoio a volto che già sosteneva la gradinata del teatro.
Intorno al nome Tergeste varie e molteplici ne sono le opinioni. La più probabile delle quali sarebbe che le provenga da i Traci i quali essendo di grecanica lingua e nazione, volevano forse nel loro linguaggio indicare la città del montone come Capodistria (l'Egida degli antichi dal nome greco Cararia) dissero la città della Capra.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da borin il Lun 3 Mag 2010 - 14:38

Fabiana ha scritto: Da Strabone si apprende che nella sua origine Trieste si chiamasse Pago Garnico.
visto che sta frase la copia tutti quei che parla dela storia de Trieste, forsi xe meo far qualche osservazion:
sior Strabone no xe vissudo per gnente al tempo dele origini de Trieste, ma el iera un scrittor grego vissudo in piena epoca romana, più o meno intorno alla nascita de Cristo. El ga scritto un libro de geografia e el accenna a Tergeste come "pago carnico" ma no xe el nome, pagus vol dir un villaggio e el vol dir che prima che arivassi i romani iera za un villaggetto carnico che se ciamava Tergeste, anche se sti Carni no se sa ben chi che i iera. Gavevo trovado su Wikipedia el passo esatto in grego, ma po lo go perso..
avatar
borin
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1519
Data d'iscrizione : 10.01.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Mar 4 Mag 2010 - 13:56

Cenni storici
(seconda parte)

...Qualche altro storico vuole che il nome le derivi dalla triplice sua riedificazione, cioè: Tergestum adducendo in appoggio i versi di Fazio degli Uberti che nel suo "Dittamondo", cantò:

"Vidi Trieste con la sua pendice
E questo nome udì che gli era detto
Perché tre volte à tratto la radice"


A titolo di curiosità facciamo seguire a questi cenni alcune derivazioni del nome Tergeste da diversi linguaggi: Pomponio Mela, celebre geografo arabo, che fiorì 43 anni innanzi Cristo, parla della nostra città, che egli però chiama Tergestum.
La prima menzione un po' circostanziata di Tergeste si riscontra nei "Commentari" di Giulio Cesare allorquando ricorda nel 702 di Roma (51 a.C.) l'inopinata depredazione patita dai coloni triestini che erano stati sorpresi dai Gepidi, depredazione rinnovatasi nel 718 (35 a.C.).
La città ai tempi di Trajano contava 12.000 abitanti in circa e possedeva due piccoli porti (vedi Piazza Grande), faceva parte dell'Istria la quale assieme alla Venezia formava una provincia romana di cui Aquileja era la capitale.
Sembra fosse stato costruito ai tempi di questo imperatore un terzo acquedotto che conduceva l'acqua in città dalla valle di San Giovanni, acquedotto ripristinato nel passato secolo da Maria Teresa (vedi Guardiella ed Acquedotto)
Trieste e Aquileja furono crudelmente maltrattate dal torrente dell'emigrazione dei popoli. Aquileja fu distrutta dagli Unni nel V secolo dell'Era Volgare, e Trieste venne occupata dai Goti.
Belisario, illustre capitano bizantino, strappò loro questa preda, e l'Istria con Trieste venne incorporata al grande Esarcato di Ravenna.
Ma i popoli si respingevano e sospingevano gli uni sugli altri sopraffacendosi di volta in volta in quelle epoche disastrose: guerre succedevano a guerre, sterminio a sterminio.
Alboino re dei Longobardi, invase nel 568 dopo Cristo, il Friuli e rovinò Trieste. I bizantini riedificarono un'altra volta la città, ma nel 588 i Longobardi la minacciarono di bel nuovo. Essa dovette sottrarsi alla distruzione pagando un grosso tributo. Gli Slavi d'Oriente vennero a loro volta a desolarla: essi devastarono l'Istria e si stabilirono nella parte superiore di questa provincia.
All'epoca dell'Esarcato, l'Istria fu amministrata da un comandante militare subordinato al capo veneto. Nel 697 questo capo fu eletto per la prima volta dai rappresentanti del popolo ed ebbe il titolo di Doge. È da quel tempo che incomincia a svilupparsi la potenza di Venezia, la rivalità della quale ha costantemente ingelosito e ritardato di molti secoli il movimento progressivo di Trieste.
Nel 782, Astolfo re dei Longobardi, pose fine all'Esarcato, conquistò l'Istria e ne fece un Ducato, ma il suo regno durò poco.
Trieste, troppo debole per riconquistare e mantenere la sua indipendenza, era d'altra parte troppo seducente bottino per non solleticare la velleità di conquista di questo o quel condottiero.
La dominazione dei Longobardi diede luogo a quella dei Franchi. Nel 789 Carlo Magno occupò Trieste e la unì al suo impero; la diede poi in feudo al Duca del Friuli.
Finalmente l'imperatore Lotario I, figlio di Lodovico il Pio, alli 8 agosto 848 ne fece un dono al vescovo Giovanni II.
A quest'epoca la forza dominatrice e la supremazia di Venezia si facevano sentire sulle città dell'Istria, che furono forzate a pagarle un tributo per la manutenzione della flotta.
Nel 1202 i Veneziani accamparono novelle pretese. Il doge Dandolo visitò con una squadra i porti dell'Istria ed estorse agli abitanti il giuramento di fedeltà.
I Patriarchi a loro volta, volendo accattivarsi l'animo dei cittadini largheggiarono loro novelle libertà municipali, dimodoché Trieste nel 1216 potè avere un proprio podestà, sebbene più di nome che di fatto. Pertanto i vescovi di Trieste, grandi baroni, avevano diritto di baronia maggiore - aumentata per la cosidetta pace di Costanza - coniavano monete, avevano armati, uscivano in campo, possedevano l'alta giurisdizione penale e civile, l'alto reggimento della città, dogane e balzelli.
Essi dipendevano dal patriarca che a sua volta era vassallo del re o imperatore.
Debole spesso per incapacità alle armi il governo dei vescovi, Trieste che per necessità di difesa contro le venete invasioni e per l'esempio degli altri comuni aspirava a municipale libertà, approfittando di ristrettezze finanziarie del vescovo, seppe un po' per volta affrancarsene totalmente.
Nel 948, con istromento 21 febbraio, il vescovo Giovanni III cedeva alla città tutte le sue ragioni giuridiszionali sulla medesima per 517 marche d'oro onde estinguere un debito contratto per difendere i beni della chiesa dall'invasioni nemiche, con certo Daniele Davide, israelita, tintore di Trieste.
Nel 1253 il vescovo Volrico vendeva a sua volta alla città per 800 marche il diritto di dettare leggi penali, di eleggere i consoli, di giudicare in appellazione, di esigere le multe, di accordare l'esercizio d'arte.
Nel 1295 il vescovo Brissa de Toppo alienava anche il diritto di giudicare dei delitti, di nominare il gastaldo e riservava a sè quelli di coniare monete che da lì a poco pure cessava, e di percepire un unico leggiero balzello che più tardi veniva ceduto. Il dominio dei vescovi durò a Trieste circa 400 anni.
Dai tempi del loro domini temporale è a noi pervenuta una serie di monete argentee con l'effige dei vescovi Givardo, Volrico, Arlongo, Ridolfo, Corrado e Leonardo, e con l'impronta di Trieste, le quali dall'anno 1206 vanno fino al 1303, dentro il qual periodo essi ebbero la loro zecca in questa città.
L'interessante collezione di queste monete formata dal nobile Andrea Bonomo Stettner, patrizio triestino e da esso illustrata con dissertazione dedicata all'inclito Magistrato di Trieste *) divenne proprietà della nobile patrizia famiglia de Costanzi, che a sua volta la cedette poi al patrio Museo di antichità.
*) Tipografia Colletti 1778.
(continua)
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da borin il Mar 4 Mag 2010 - 16:30

Fabiana ha scritto: Tergestum adducendo in appoggio i versi di Fazio degli Uberti che nel suo "Dittamondo", cantò:
ter- gestum, tre volte el gesto, xe una etimologia scherzosa anche co se disi che i triestini a qualchedun che voleve conquistarli ghe ga fatto tre volte el gesto ( de dove che se tien l'ombrela)
Nei libri e nei vocabolari el nome originario xe Tergeste, ma par che nel medioevo, per farlo più latin, i lo ga modificado in Tergestum, cola desinenza in -um.

Fabiana ha scritto: A titolo di curiosità facciamo seguire a questi cenni alcune derivazioni del nome Tergeste da diversi linguaggi: Pomponio Mela, celebre geografo arabo, che fiorì 43 anni innanzi Cristo, parla della nostra città, che egli però chiama Tergestum.
beh, se el se ciamava Pomponio Mela e el iera nel 43 a C ( ma altri disi 43 d C) el iera roman e arabo miga po tanto. vero xe che el iera nato in Spagna. I arabi no iera ancora arivai de quele parti e no saria arivai per ancor 6. 7 secoli. Sto sior le scrivi un poco legermente, no stemolo ciapar tanto per bon

Fabiana ha scritto: La prima menzione un po' circostanziata di Tergeste si riscontra nei "Commentari" di Giulio Cesare allorquando ricorda nel 702 di Roma (51 a.C.) l'inopinata depredazione patita dai coloni triestini che erano stati sorpresi dai Gepidi, depredazione rinnovatasi nel 718 (35 a.C.).
questa son andada a legermela ben nel testo original e quanto al circostanziado... beh, el se limita a dir che i tergestini iera assediai dei.. beh, qua xe un mistero, perchè le edizioni latine.. cambia! alcuni parla de misteriosi "Illiri" altri de generici "barbari"
qua ( fracar su qua) xe tuta la discussion che go za portado, dopo gaver anche consultado el NG de cultura classica:
cussì disi el mio testo latin
Tergestini "qui repentino latrocinio atque impetu Illyriorum erant oppressi.."
I Triestini iera oppressi dele ruberie e dei attacchi dei Illiri

ma le versioni più usuali disi
Tergestini "qui repentino latrocinio atque impetu illorum erant oppressi.."
I Triestini iera oppressi dele ruberie e dei attacchi de lori (i barbari che imperversava in Gallia Cisalpina de altre parti- e Cesare manda truppe contro sti barbari.
Tuto qua, per Trieste
avatar
borin
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1519
Data d'iscrizione : 10.01.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da borin il Mar 4 Mag 2010 - 16:38

Fabiana ha scritto:
Dai tempi del loro domini temporale è a noi pervenuta una serie di monete argentee con l'effige dei vescovi Givardo, Volrico, Arlongo, Ridolfo, Corrado e Leonardo, e con l'impronta di Trieste, le quali dall'anno 1206 vanno fino al 1303, dentro il qual periodo essi ebbero la loro zecca in questa città.
L'interessante collezione di queste monete formata dal nobile Andrea Bonomo Stettner, patrizio triestino e da esso illustrata con dissertazione dedicata all'inclito Magistrato di Trieste *) divenne proprietà della nobile patrizia famiglia de Costanzi, che a sua volta la cedette poi al patrio Museo di antichità.
*) Tipografia Colletti 1778.

queste monete iera esposte nella mostra sul trecento a Trieste e go becado un per de foto.. de foto, cioè go fotografado una proiezion de diapositive! no xe un capolavoro, ma dà un'idea del tipo de moneda

avatar
borin
aspirante capitano de coperta

Numero di messaggi : 1519
Data d'iscrizione : 10.01.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Mar 4 Mag 2010 - 16:43

Grazie infinite borin, par le tue graditisime precisazioni.
Probabilmente, visto che se trata de robe capitade millenni fa, ghe pol eser diverse interpretazioni su tuto e vatelapesca quala che xe quela justa, se mai ghe ne fosi una justa; purtropo se và solo par "supposizioni" più o meno fondade e/o provade..
Par quel che riguarda "Pomponio Mela" anca mi gò pensà che el nome el gaveva 'sai poco de arabo, ma cusì gà scrito "Ettore Generini" e cusì mi gò riportà, po' ognidun che se fazi l'idea ch'el vol, mediando fra quel che scrivi lu' e che mi riporto e i "accenni vari" che te porti ti da altre fonti.

Grazie ancora e no' stancarte de dar el tuo contributo par favor, sempre con tantisima simpatia, Fabiana.
avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Gio 6 Mag 2010 - 14:05

Cenni storici
(terza parte)

Nel 1313 scoppiò la cosidetta congiura dei Ranfi che aveva per scopo di far ritornare il paese sotto l’antico dominio vescovile, ma fallito questo tentativo, Marco Ranfo, capo di quella trama, venne ucciso non si sa se per sommovimento di popolo o per sentenza di Tribunale; i suoi figli furono tutti condannati a morte ed uccisi per mano di sicari, le figlie dannate all’infamia, una sola giovanetta di quella famiglia ebbe grazia.
La casa domenicale dei Ranfi era sita ove ora sta lo stabile recante il n. 207 di Via S. Sebastiano; rasa al suolo e sparsovi su quel fondo il sale, venne decretato espresso divieto di mai più alzarvi sopra edifico.
Marco Ranfo era nobile milite, vassallo vescovile e uomo facoltoso; più volte ebbe a coprir cariche importanti nella magistratura.
I veneziani intanto non smettevano di molestare Trieste sotto frivoli pretesti, sicché questa si vedeva costretta a sollecitare ora la protezione dei patriarchi d’Aquileja, ora dei marchesi d’Istria. Tormentata senza posa dai suoi vicini, molto più forti di lei, essa riconobbe la necessità di un valido appoggio e si lusingava di averlo trovato negli imperatori d’Alemagna.
Nel 1354 rese omaggio a Carlo IV, che conferì a suo fratello Nicolò, patriarca d’Aquileja, il titolo di Vicario di Trieste. Ma gli imperatori d’Alemagna, costantemente occupati altrove, non difesero Trieste contro le aggressioni dei veneziani che la conquistarono parecchie volte (vedi Via Castello). I genovesi, questi arditi rivali di Venezia, ne la liberarono in due riprese.
Con la pace di Torino segnata il 24 agosto del 1381, per intromissione di Amedeo VI di Savoja, Trieste divenne affatto libera, cioè padrona di se stessa, e affatto indipendente sia dai patriarchi, dai vescovi o imperatori, e questo è il più solenne momento nella sua storia. Ma appunto questa sua nuova posizione la rese titubante e sentì bisogno di porsi sotto l’egida di un possente protettore; le inquietudini e preoccupazioni del suo avvenire le facevano vedere al Nord la sua salute e nel 1382 essa risolvette di ricorrere alla protezione di Leopoldo il lodevole, duca d’Austria.
Furono inviati a tal fine Adelmo dei Petazzi, Antonio de Dominici e Nicolò Picca al predetto duca, con l’offerta della città onde assisterla e difenderla colla sua potenza contro ogni tentativo di conquista da parte della repubblica veneta.
Il duca Leopoldo accettò volentieri l’offerta e con l’assistenza dei precitati ambasciatori, venne stipulato il 20 settembre di qull’anno il relativo istromento in Graz.
Per tale dedizione il suo commercio prese un indirizzo più sicuro, malgrado i gravi ostacoli che i veneziani frapponevano al suo sviluppo. La principale tattica di questi ultimi era di far transitare le mercanzie che dalla Germania venivano mandate in Italia, per Capodistria, che apparteneva a Venezia, rimanendone esclusa Trieste.
Aveva bensì Federico V ordinato che i mercanti del Cranio, Carso ed altri luoghi spettanti all’Impero, dovessero direttamente andare a Trieste, ma trovando questi il loro tornaconto di portarsi per il passo di Mocò* a Capodistria, non ascoltarono affatto tali ordini. Ricorsi i triestini un’altra volta all’imperatore, ordinò questi espressamente un’altra volta ai propri sudditi, che tralasciate le altre città non appartenenti ai suoi stati, dovessero dirigersi con le mercanzie a Trieste. Il Magistrato di Trieste, onde far eseguire gli ordini imperiali, mandò alquanti cittadini armati alla villa di Corniale ed altri luoghi per impedire il passo ai disubbidienti. Risaputa tosto la cosa da quei di Capodistria, temendo essi di piombare per mancanza dei consueti traffici, nella più squallida miseria, spedirono senz’indugio ambasciatori a Venezia, acciocché procurasse quel Senato, con efficcaci mezzi d’impedire tal fatto. Tentò in su le prime il governo della repubblica, con bei modi, di indurre Trieste a desistere dallo stornare le merci viaggianti dalla via dell’Istria, ma riuscite inutili tali pratiche, Venezia ricorse alle armi e ne susseguì quella terribile guerra ed assedio, che nel 1463 ridusse Trieste agli estremi.
Rinnovarono i veneti con tal ferocia gli assalti, che atterrate dal cannone spietatamente le mura, ridussero a stato miserando i suoi cittadini, costanti più che mai alla difesa, sicché per mancanza di viveri, costretti dalla fame, dopo mangiati i cavalli, gatti e persino altri animali immondi, si ridussero a molificare nell’acqua anche le pelli dei buoi ritrovate nella città, e dopo cucinate, mangiarle.
A difesa delle mura della patria città, vi perì allora il fiore della gioventù triestina; il cittadino Antonio Burlo, che diede prove di un eroismo e di un valore degno d’epopea nella difesa delle mura e Porta Cavana, ma non potendo più reggersi in piedi causa le numerose ferite riportate, veniva ricoverato nel convento di S. Francesco che sorgeva sull’attuale Piazza Lipsia, ove poco poi rendeva al Creatore la sua grand’anima.
Il cittadino Domenico Burlo, che dimorava alla corte di Papa Pio II, già vescovo di Trieste, venuto a conoscenza del miserevole stato della sua amata città, indusse il pontefice a maneggiare la pace, che venne infatti conclusa con la repubblica veneta il 17 dicembre di quell’anno.
(continua)

*(Mocò = luogo presso Zaule)








avatar
Fabiana
comandante

Numero di messaggi : 3354
Località : Tirano
Occupazione/Hobby : un po' di tutto
Data d'iscrizione : 10.04.09

Tornare in alto Andare in basso

Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 5 di 13 Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6 ... 11, 12, 13  Seguente

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum