TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

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Messaggio Da Fabiana il Dom 27 Set 2009 - 16:08

Bonasera a tute/i, volarìa scuminziar 'stò novo topic sdula storia e l'origine del vie, ecc., ecc., chiedendoghe, lozicamente par favor, ai nostri maghi dela fotografia Sum, nonapicia e borin, de integrarle - sempre se gaverè voia e tempo - co' le vostro belisime foto.
Scuminzio con:

(C. V.) dell'Ospedale.
(prima parte)


Quando nel 1785 il civico nosocomio veniva collocato nell'antico episcopio, era questa l'unica via che più agevolmente vi conducesse e che durò tale fino al 1841/42, quando si diede mano all'altra al Castello, sulla quale vi prospetta la facciata principale dell'edificio e se ne trova l'ingresso (L'Imperatore Giuseppe II in occasione di una sua visita fatta alla città di Trieste nel 1784, con sovrano autografo di data 18 marzo dello stesso anno diretto al Governatore Conte Pompeo de Brigido, assegnava ad uso d'ospedale l'antico palazzo di residenza vescovile). Mostrandosi però la casa dell'ex vescovado insufficiente sino dai primi momenti ad accogliere alle varie sezioni d'infermi, il Cumune acquistava come succursale alla stessa, nel 1787, la casa con orto dei fratelli Antonio e Girolamo Marenzi a N. T. 360, civ. 2 di questa via, nella quale vi collocava i "venerei" e gli "schifosi". E, poco appresso, acquistava pure allo stesso scopo lo stabile dall'altro lato di questa via, che venne poi incorporato alla casa del Monte di Pietà, quando questa fu ampliata nel 1855.
Un ponte aereo, del quale se ne vedevano per lunghi anni le tracce su una finestra dell'ex vescovado, prima che questo venisse restaurato, univa quest'ultimo stabile all'ospizio. Trasferito nel 1841 il pio stabilimento nel grandioso edificio costruito all'uopo in Chiadino, si destinò l'ex vescovado ad ospedale degli alienati, e nella casa già dei Marenzi, il Comune fondava nell'aprile 1842 a proprie spese, una scuola d'agraria, onde insegnare ai ragazzi di campagna l'agricoltura teorico-pratica.
Il 24 agosto 1852 vi entrò in questo stabile il seminario dei chierici istituti a cura del compianto vescovo Bartolomeo Legat, il quale non appena assunto alla cattedra triestina diede opera indefessa per il ristabilimento, se non de seminario nel 1773 (in via del Seminario), almeno dell'ultima classe di teologia, affinché gli alunni potessero compiere sotto la sua sorveglianza lo studio teologico e prepararsi ad entrare nella cura delle anime.
Il Comune contribuì spontaneamente all'istituzione e si obbligò a fornire gratuitamente per vent'anni l'uso di quel civico edificio.
Il seminario uscì di là il 24 agosto 1872, quando il consiglio in difetto di locali e di fondi su cui erigere una scuola magistrale femminile, della quale aveva riconosciuta la convenienza, si rifiutò di prolungare l'impegno a quello stabile ad uso di seminario e decise di collocare provvisoriamente nello stesso l'istituto magistrale femminile con annessa scuola di pratica, adattandolo convenientemente allo scopo. La riduzione dello stabile costò fior. 4113, l'ammobigliamento fior. 3125 e la provvista di oggetti didattici fior. 600, per un totale di fior.7838.
La scuola magistrale rimase in quell'edificio fino al 1874 quando passò in un edificio appositamente adattato di via Madonna del mare.
Nei locali abbandonati dall'istituto magistrale, il Comune aperse una scuola civica femminile di quattro classi.
Sul frontone della porta d'ingresso della casa, che il comune acquistò dai Marenzi e che in breve volgere di tempo ospitò le differenti istituzioni, si legge: "1643 - A. D. SCHENEGG XLIII".
Quella tenuta apparteneva, appunto, alla sopracitata famiglia patrizia, e si chiamava Schenegg, uno dei titoli nobiliari dei Marenzi; infatti Ferdinando III in riconoscimento dei servigi prestati da Antonio Marenzi, inviato imperiale alla corte pontificia, elevò questa famiglia allo stato baronale con diploma datato Praga 15 settembre 1654, con il predicato di Marensfeld e Schenegg.
Procedendo innanzi per questa via verso quella del Castello, si trovava a sinistra il civico Monte di Pietà, che il Comune ha fondato nel 1846 a beneficio della classe povera. È questo il secondo istituto di tal genere, che era stato fondato a Trieste. Il primo Monte di Pietà era stato aperto il 2 maggio 1642 nella sacrestia della chiesa del Rosario ad opera del vescovo Pompeo Coronini, che ne compilò pure gli istituti approvati dall'Imperatore Ferdinando II; infatti le prime suppliche per erigere un Monte di Pietà furono presentate all'Imperatore Ferdinando II dal vescovo Pompeo Coronini il 16 novembre 1634 e il 26 agosto 1636 rimise all'Imperatore i capitali per l'erezione.

(continua)

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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Lun 28 Set 2009 - 12:08

(C. V.) dell'Ospedale
(seconda e ultima parte)


... Si pensò di rinnovarlo, ma i progetti corsero per ben 76 anni e non ebbero compimento che nel 1846 ad opera precipua dell'allora Governatore Conte Stadion e del benemerito preside Muzio de Tommasini, poi podestà di Trieste.
Il Monte attuale venne aperto solennemente il lunedì 21 dicembre 1846, e a suo primo direttore fu nominato il Dr. Carlo Nobile, che durò in tal carica fino al 1864. Affatto indipendente nella sua amministrazione interna, le paghe degli impiegati e le spese di tutta questa azienda, sono sopportate dai redditi dello Stabilimento stesso, non avendovi ingerenza alcuna nè la civica tesoreria, nè la civica contabilità.
Il Municipio non vi prende altra ingerenza che quella della sorveglianza superiore mediante suoi delegati nella nomina e nel trattamento degli impiegati o per la modificazione dello statuto e del regolamento che regge l'istituzione.
Sino dal suo primo impianto il Comune vi tine impiegato un capitale di fior. 105.000, per il quale il Monte paga il 5%, il che se è un vantaggio per quella azienda, per il Comune è un reddito mancato, perchè potrebbe ricavare un frutto ben maggiore da quel capitale; come pure dallo stabile civico in cui è collocato il Monte, il Comune non percepisce che la modesta cifra di fior. 1425, la quale resta invariata per non aumentare le spese del Monte a danno dello scopo a cui tende. La casa del Monte venne innalzata di un piano nel 1855.
Questa pigione fu stabilita nel 1846 in ragione del prezzo d'acquisto dello stabile con le spese d'ammobigliamento, che il Comune si assunse e che complessivamente fu di fior. 36000 circa.
L'operosità del Monte di Pietà crebbe di molto con gli anni, dimodoché mentre nel suo primo trienno d'esistenza furono recati in preziosi 50.000 pegni per l'elevata somma di fior. 700.000, e 97.000 in oggetti comuni con l'elevata somma di fior. 284.000, le impegante di presiosi durante l'anno 1879 ammontarono a 122.958 con la sovvenzione di fior. 1.386.166; nel 1880 a 128.913 con la sovvenzione di fior. 1.405.669. E quelle dei non preziosi: nel 1879 a 190.519 con fior. 380.679 di sovvenzione; nel 1880 a 197.100 con fior. 404.149 di sovvenzione; nel 1881 a 182.914 con fior. 370.275 di sovvenzione.
Questa via, che prima si chiamava del Vescovado, parte da quella delle Monache vicino all'ingresso della chiesa di San Cipriano, e salendo per breve tratto, gira a destra e va a sboccare in quella al Castello vicino al manicomio.

PS: mi sono scordata - cosa molto importante, e ve ne chiedo scusa - di precisare che le informazioni qui riportate risalgono all'ultimo scorcio del XIX secolo.
Le stesse sono un documento vivo sulla formazione ed espansione della città, dopo l'esplosione delle fortune emporiali e soprattutto su quella Cittàvecchia quasi totalmente scomparsa negli anni '30.

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Messaggio Da Fabiana il Lun 28 Set 2009 - 12:22

(C. N.) Paduina


Il terreno sul quale, nel 1828, andò formandosi questa via, aveva fatto parte di una bella tenuta, che aveva qui la nobile famiglia dei Padovini, una delle tredici famiglie patrizie, estintasi intorno alla metà del passato secolo, della quale l'ultimo rampollo aveva donato questo possedimento ai PP. Gesuiti.
La via Paduina si stacca dal viale dell'Acquedotto e va a terminare in via Chiozza.
Da molti anni esiste il progetto di prolungare la via Paduina fino a quella del Boschetto di fianco al civico nosocomio e sembra che solo privati interessi abbiano impedito fino ad ora l'esecuzione del progetto, giacchè non si tratterebbe che di demolire il recinto di un fondo sgombro di fabbricati che le sta di fronte.


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Messaggio Da Fabiana il Lun 28 Set 2009 - 12:51



Il viale dell'Acquedotto (oggi viale XX settembre) questo ameno passeggio, fraquentatissimo nella bella stagione, deve il nome ad un canale di pietra sostenuto da pilastri e da archi che avevano fatto costruire i romani, il quale dalle radici del Monte Spaccato attraverso la valle di San Giovanni, passando per questa via, conduceva sino "all'Arena". Il viale, voluto da Domenico Rossetti, fu iniziato nel 1807 e finito l'anno successivo.
Giungeva fino al "giardino Rossetti", sull'area del quale doveva poi sorgere il Politeama.
Nell'anno 1872-1873 il passeggio venne prolungato fino alla via Kandler e negli anni 1879-1880 fino alla via Margherita.
Nella foto si vede la parte terminale che confluisce in via Bonomo, attraverso un'elegante scalinata di pietra bianca.
Al centro alcuni bambini vestono "alla marinara". A sinistra, la "Villa Orientale", un edificio piuttosto noto in città.

(collezione Sergio Busdon)

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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Lun 28 Set 2009 - 13:06



La Riva del Mandracchio, durante una delle consuete visite della squadra navale austriaca.
Alla radice del Molo San Carlo, e sulla riva una piccola folla osserva incuriosita le prime lance a motore prodotte dal cantiere San Marco e dalla Fabbrica Macchine di Sant'Andrea.
Hanno portato a terra qualche alto personaggio diretto al vicino Palazzo Governatoriale.
È stata approntata a tale scopo la scaletta di legno.
La sponda murata di questa riva venne costruita nel 1865 e allargata nel 1906.
(Collezione Sergio Busdon)


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Messaggio Da Fabiana il Lun 28 Set 2009 - 13:28

(C. V.) dei Pallini


Questa via deve il nome ad una fabbrica di pallini, che venne fondata nel 1883 al capo superiore della via, e che naturalmente non esiste più.
La via stessa venne aperta e regolata sino in alto all'Androna Pondares nel 1835.
Alla sua destra, salendo, si trovava l'edificio della conceria di pellami del sig. Federico Deseppi.
La via dei Pallini si staccava dalla via del Bosco, attraversava quella della Madonnina e terminava salendo in prossimità dell'Androna Pondares.


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Messaggio Da Fabiana il Lun 28 Set 2009 - 13:35

(C. N.) Palladio


È Una breve via sulle alture di Chiadino, che andò formandosi nel 1878 con i nuovi caseggiati costruiti intorno quell'anno su questa parte del colle.
Parte della via Canòva, attraversa la via Rossetti e va a terminare in via Petrarca.
Andrea Palladio, celebre architetto, nacque a Venezia il 1518 e vi morì nel 1580.
Venezia e Vicenza sono adorne delle sue opere migliori.


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Messaggio Da Fabiana il Mar 29 Set 2009 - 14:26

Me rendo perfetamente conto che le foto che meto, oltra che vece le xe arcinote, ma queste gò e queste meto.
Rinovo, intanto, l'invito ai nostri bravi fotografi de contribuir a 'stò topic con le loro foto belisime e atuali: i me e i ne farìa un grandisimo favor.



Barcola forma "in riva al mare sulla sponda destra del golfo Triestino, una specie di villaggetto noto, tempi addietro, come San Bartolomeo, a causa della chiesa dedicata a questo santo. L'amenità del sito vi richiama in tutte le stagioni dell'anno un buon numero di cittadini che vanno a respirare l'aria vivificante impregnata dai salsi effluvi della marina"
I primi alberelli sono stati piantati sulla stupenda riviera nel 1882, che, come si nota nella foto, era ancora con il fondo in terra battuta.
Un ronzino grigio sonnecchia tra le stanghe di un brum: la carrozza era l'unico mezzo pubblico per raggiungere la località.
Sulla destra la "casa de le zivole", l'elegante villino costruito da un ammiratore dell'architettura russa.
Sulla sinistra in fondo, fin dove giungeva a quei tempi la "nuova strada" si intravede la sagoma del Castello di Miramare.

(Collezione Sergio Busdon)


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Messaggio Da Fabiana il Mar 29 Set 2009 - 14:39



Piazza Barriera Vecchia.


Lo spiazzo è oramai interamente lastricato, ma gli alberi sono quelli piantati nel 1835, quando il torrente grande, detto Klutz, che scorreva - sulla destra - a cielo aperto, venne coperto.
Al centro la fontana costruita con la piazza. Il puttino in fastigio è munito d'una tromba di piombo, che ripetutamente sarà fatta segno delle... attenzioni della "mularìa sangiacomina".
Si vedono anche i quattro originali fanali a gas collocati nel 1861, però non sono più "ad una fiamma" ma dotati di una doppia retina Auer.
Più dietro, il casello del funzionario comunale addetto al controllo del mercato della verdura, che si svolge ogni mattina sulla popolare piazza.

(Collezione Sergio Busdon)
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Messaggio Da Fabiana il Mar 29 Set 2009 - 14:52

(C. V.) del Pane


Anticamente era questo il luogo in cui alle donne di Servola era concesso la vendita del pane.
Si stacca da quella delle Beccherie e va a teminare in via Malcanton vicino a Piazza Vecchia.

(C. N.) Pauliana


Questa via trasse il nome dal possidente sig. Paolo Preinitsch, che aperse questa ed altre vie sui propri fondi a beneficio del Comune.
La via venne aperta nel 1838. Parte dal lato destro del Piazzale della Stazione e, attraversate le vie Belvedere e Rossini immette salendo sulla vecchia strada d'Opcina nella contrada territoriale di Scorcola.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 29 Set 2009 - 15:22

(C. N.) della Pesa


Una bilancia istituita a comodo del pubblico, nei primi anni dell'Ottocento, nell'edificio della Dogana, sulla parte dello stesso propiciente questa via, le lasciò il nome (le pese pubbliche ad uso del commercio furono istutuite a Trieste nel 1730). In origine essa non giungeva che sino alla Piazza dei Carradori, limitata - com'era - più in la dallo squero Panfilli.
Si staccava dalla Piazza della Caserma, correva lungo quella della Dogana e attraversate le vie dei Carradori e al Ginnasio andava a terminare in quella della Stazione.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 29 Set 2009 - 15:30

(C. V.) dei Pescatori (Riva)


Era su questa riva che i pescatori triestini rammendavano ed asciugavano le loro reti.
Si staccava dal capo di via Porporella sulla parte retrostante l'edificio "dell'I. R. Governo marittimo" e andava a terminare in Piazza Giuseppina.


(C. V.) del Pesce


In questo luogo, in tempi andati, veniva depositato, visitato e pesato tutto il pesce prima di esporlo alla pubblica vendita.
Si staccava dalla Piazzetta del Sale o Cavana e andava a terminare in via della Pescheria.
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Messaggio Da Fabiana il Mar 29 Set 2009 - 15:45

(C. V.) della Pescheria


Si chiamava così perché guidava al mercato del pesce, che si trovava sul largo di questa via, fra quella del Pesce e quella della Sanità, mercato che venne trasportato nel 1806 vicino a Piazza Granda o dell'Unità, sul luogo dove venne costruito il grandioso edificio del Lloyd Austro-Ungarico.
Nel 1878 questo mercato fu trasferito nell'apposito edificio in quella che allora si chiamava via della Stazione.
Partiva dalla Piazzetta dello Squero Vecchio, dietro Piazza Grande e usciva in quella dai Fornelli.
Nel 1788 venne demolita la Porta di Pescheria, che si trovava vicina a via Porporella, fra le due case ai Nr. T. 572 Civ. 13 e T. 560 Civ. 11.
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Messaggio Da guido bighelli il Mer 30 Set 2009 - 20:45

Bel Fabiana: sai interesanti ste notizie. Se impara sempre qualcossa
a sentir i altri! Saria bel veder qualche foto atual dele singole vie.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Ott 2009 - 10:14

Grazie de cuor Guido, mi le gò mese prèròpio parché pensavo de xe robe che podesi interesar e anca mi come ti gaverìa piazer de gaver foto atuali de le vie zitade e par questo gò invità i nostri sublimi fotografi a darme 'na man.
Fina a deso, probabilmente, no'i gavarà 'vù tempo o voja, ma mi spero sempre: vignirìa senz'altro fora un bel argomento se el sarìa integrà de foto del zorno d'ogi.

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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Ott 2009 - 11:34

(C. N.) Pettinello


Questa via deve il nome all'essere stata aperta sui fondi già appartenenti alla famiglia Pettinello, tuttora esistente, che in questo luogo aveva diverse possedimenti.
Questa via suburbana di Cologna da quella del Molin Grande e va a terminare sulla via Giulia.

(C. N.) Petrarca


Questa via si stacca dall'alto di quella di Farneto dietro la Palestra dell'Unione Ginnastica, corre parallela alla via Rossetti, e andava a terminare in un viottolo di campagna in continuazione con la via della Pietà.
Francesco Petrarca, uno dei quattro poeti maggiori che vanti l'Italia, nacque ad Arezzo il 20 luglio 1304 e morì ad Arquà sui colli Euganei il 18 luglio 1374. Si rese immortale con le sue opere e fu uno dei padri della nostra lingua. Fra le sue opere latine si distingue un poema intitolato Africa; cantò anche, in dolcissime rime, il suo amore per la bella Laura de Noves.
Una presiosa raccolta di tutte le edizioni delle opere di questo celebre poeta furono legate in morte alla città, dal benemerito Dr. Domenico Rossetti, e si trovano nella civica biblioteca in un'apposita sezione che prende il nome proprio dal grande poeta chiamandosi Petrarchesca,
Il chiarissimo Dr. Attilio Hortis, che ne fu bibliotecario, illustrò la vita e le opere di questo genio d'Italia.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Ott 2009 - 12:46

(C. N.) Petronio


Questa via che si stacca da quella delle Sette Fontane a Rozzol, parallela a quella che un tempo si chiamava via Media, venne aperta attraverso i fondi di proprietà Casolo e Consorti. Fu nominata così in memoria del Dr. Prospero Petronio, diligente raccoglitore di patrie memorie - che si credono smarrite - e che viveva a Trieste nel secolo XVII.

(C. V.) di Piazza Piccola.


Ad onor del vero non ho la più pallida idea se questa via sia tutt'ora esistente, per cui anche qui sarebbe molto utile avere notizie da quei forumisti che abitano a Trieste; comunque venne chiamata così perchè si stacca/va da Piazzetta di Pozzo del Mare, immette/va dietro la Loggia all'inizio di Piazza Piccola. Neppure queste altre piazze so se esistono ancora e se hanno conservato lo stesso nome o meno, ed anche in questo caso mi permetto di chiedere cortesemente, se possibile, il vostro aiuto.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Ott 2009 - 13:05

(C. V.) di Piazza Vecchia


Si chiama/va in tal modo, perché staccandosi dalla via Malcanton immette/va in Piazza Vecchia, vulgo del Rosario.

(C. N.) Piccardi


Superiore e parallela alla via Conti si staccava dal lato destro della via dell'Istituto e termina al principio di via Porta, in faccia a quella dell'Eremo.
Questo nome le fu imposto in memoria dell'antichissima famiglia Piccardi, del quale il più conosciuto soggetto fu Mon. Aldrago, di cui si fa cenno parlando dell'Androna che porta/va il suo nome di battesimo.
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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Ott 2009 - 13:17



Campo Belvedere, in una nota e folcloristica fotografia del 1905, con donne alla fontanella pubblica e il carretto di un arrotino ambulante (el gùa).
La piazzetta prende il nome da una famosa villa patrizia dei dell'Argento, che sorgeva nei pressi, anteriormente alla costruzione della ferrovia.
Dallo sterro del monte è, quindi, sorta la traccia del prolungamento della strada che nel primo tratto giungeva a questo "largo" con il nome di via del Belvedere (oggi via Udine).
La fisionomia del sito non ha subito mutamenti.
(Collezione Sergio Busdon)


PS: a destra della fotografia, in secondo piano, si può notare un edificio con, al livello stradale, un'insegna di panetteria. Quando io abitavo a Trieste quella era ancora e sempre rimasta una pannetteria e, credo di ricordare dalle mie ultime visite a Trieste, che lo sia tutt'ora.


Ultima modifica di Fabiana il Gio 1 Ott 2009 - 13:37, modificato 1 volta
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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Ott 2009 - 13:32



Riva dei pescatori, tra la via della Porporella(?) e la piazza Giuseppina, nei primi anni del 1900.
Allora il mare giungeva a qualche decina di metri dalle case, realizzate su un terreno di interramento della spiaggia e di delimitazione della sponda murata, su attuazione del piano urbanistico del "Borgo Giuseppino".
Sulla riva si può notare un gruppetto di ragazzini alla caccia di seppie con la "gramparela".
Dietro, transitano numerose "zaie" trainate da quadrupedi equini e bovini.
(Collezione Sergio Busdon)
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Messaggio Da Fabiana il Gio 1 Ott 2009 - 13:55



Panoramica del "villaggetto" di Barcola, che all'inizio del 1800 contava appena 70 case e 248 abitanti e alla fine del secolo 229 case e 1400 abitanti.
La bellissima strada in riva al mare (Corsia Miramar), venne costruita nel 1859 per iniziativa del dell'allora podestà di Trieste, Muzio cav. de Tommasini.
Vi si andava prima per un'antichissima strada di Gretta (quella che oggi scende sulla sinistra passando sotto gli archi del viadotto, visibile in primo piano).
Nella foto s'intravede sulla sinistra lo squero; più avanti il porticciolo; a monte, la ciminiera della prima distilleria Stock & Camus e, dietro, la chiesetta di San Bartolomeo, costruita nel 1785 sul luogo di un'altra più piccola che esisteva già nel 1642.
(Collezione Sergio Busdon)
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da guido bighelli il Gio 1 Ott 2009 - 16:01

Belle ste foto e sopratuto interesanti le info!
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Dom 4 Ott 2009 - 18:13

(C. N.) della Pietà


Questa via si trova al lato destro dell'Ospedale Maggiore. Parte dalla ex "Piazza dell'Ospitale" e va a sboccare in via Rossetti.
Venne chiamata in questo modo perché a fianco dell'Ospedale, che forma per un tratto uno dei lati di questa via, si trovava fino al 1875 la "ruota degli esposti", soppressa in quell'anno dal Comune per economia.
Nel luogo dove stava quella ruota, esiste ancora la lapide con l'iscrizione:

Perché il padre mio e la madre mia mi hanno abbandonato?
Ma il Signore si è preso cura di me.

Salmo XXIV, v. 10.

(C. V. Piranella)


Il nome della via deriva da una giovane avvenente, oriunda di Pirano e "venderigola" di mestiere, la quale abitava in quel luogo in una casetta di sua proprietà.
Parte/partiva dalla sinistra salendo l'ex via della Cattedrale e va/andava a finire in quella dei Colombi dietro la chiesa di S. Maria Maggiore, conosciuta come la chiesa dei Gesuiti.
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da Fabiana il Dom 4 Ott 2009 - 18:40

(C. V.) Pondares


Sembra che il nome di questa via derivi da un ponte detto nell'antico dialetto triestino Pondaresso, almeno così diceva l'Ireneo. Il nome Pondares è molto antico, e comprendeva un intero borgo, che si stendeva da questo luogo fino alle alture della Madonnina, sotto il castello.
L'Ireneo opina che in questo borgo doveva esser esistita un'antica chiesa, dedicata a San Ponziano.
L'acqua che passava per Pondares era un ramo del grandioso acquedotto romano proveniente dal castello di Moccò vicino a Bagnoli, sette miglia lontano da Trieste e diretto nell'antico borgo di San Lorenzo.
Nel libro dei "Consigli della città", datato 6 settembre 1414, si legge come fosse stato concesso ad un certo Francesco Caratario di erigere un mulino sotto il ponte di Pondares, la cui acqua andava a sfociare nel torrente Klutz.
Al N. T. 1161 di questa via si trovava l'antico cimitero abbandonato e la cappella mortuaria dei Serbo-illirici, la quale è servita anche a depositario dei poveri morti all'Ospedale.
Con contratto in data 24 giugno 1785 i Serbo-illirici acquistarono da Domenico Perinello per la somma di fior. 5.000 un "predio", confinante con il terreno che era già dei PP. Minoriti di Montuzza, un campo da Francesco Lazzarich ed un altro fondo da Lorenzo Bisiak, e convertirono quei terreni ad uso cimitero, che acquistò il N. 1161, sul quale eressero la cappella mortuaria.
La via Pondares si stacca dalla via Barriera vecchia e va a terminare in quella [i]della Madonnina.

Ciau, sempre con simpatia, Fabiana.
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Re: TS - descrision ed origine dei nomi de qualchiduna de le sue vie, androne e palazi

Messaggio Da borin il Lun 5 Ott 2009 - 5:08

Fabiana ha scritto:
(C. N.) della Pietà



Nel luogo dove stava quella ruota, esiste ancora la lapide con l'iscrizione:
Perché il padre mio e la madre mia mi hanno abbandonato?
Ma il Signore si è preso cura di me.

Salmo XXIV, v. 10.

difficile intervegnir con foto nel tuo fiume de notizie, e sum Culex ga un archivio de strade miglior del mio, ma intanto qua te ga questa dela finestra dove che iera la ruota dei esposti, via Pietà a metà del ospedal
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