Addio o arrivederci al Caffè degli Specchi?

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Addio o arrivederci al Caffè degli Specchi?

Messaggio Da Giacomin il Mer 26 Ott 2011 - 12:54

Addio Caffè degli Specchi Cancellato dai debiti

Costi altissimi: quasi 40mila euro d’affitto a trimestre, manutenzione e personale Il titolare: ho tentato di tutto, ora porto i libri in Tribunale. In strada 13 dipendenti
ESERCIZI PUBBLICI»LOCALE STORICO
«Ormai contento chi riesce a stare in pareggio»
SITUAZIONE E PROSPETTIVE Sessa: solo una cordata di investitori o una grande catena potrebbero portare avanti un locale simile. Io con questo settore ho chiuso
I PRIMI COMMENTI Paoletti: segnale della crisi in cui versano il Paese e la città. Pellaschiar: va riconquistato il comparto congressuale



«Se ha chiuso il Caffè degli Specchi significa che la crisi del settore è più grave di quanto pensiamo». Beniamino Nobile, presidente provinciale delle Fipe, da tempo denuncia un malessere del comparto dei pubblici esercizi. «A fine del terzo trimestre il settore a Trieste registra 33 attività in meno – riferisce – e a soffrire non sono solo i piccoli locali, magari gestiti da gente poco esperta, ma pure attività storiche, ubicate anche in punti strategici dal punto di vista commerciale. Ormai – sostiene – può stare contento chi riesce a pareggiare i bilanci». Negli ultimi anni il settore ha registrato la chiusura di diversi locali noti come Il Ponchielli (che ha poi riaperto), Galleria Fabris, Il Nastro Azzurro, le gelaterie Arnoldo o del Bar Maggio. di Laura Tonero Nel salotto buono di Trieste, in quella piazza dell'Unità d'Italia attraversata ogni giorno da migliaia di persone, ha chiuso lo storico Caffè degli Specchi. «Nelle prossime ore – spiega Andrea Giacomo Sessa, titolare del locale - porterò i libri contabili in tribunale». Prenderà così il via oggi il procedimento giudiziario che ufficializzerà il fallimento. Nessuno ha presentato un decreto ingiuntivo, né banche né fornitori hanno chiesto il fallimento. E' lo stesso Andrea Sessa che, vista la situazione economica della società “Specchi srl”, ha deciso di gettare la spugna. «Tutto quello che potevo l'ho investito – ammette – ho tentato il tutto per tutto, ho puntato a rilanciare l'attività proponendo anche diverse iniziative ma non ci sono riuscito. Ho messo anche il locale in vendita – rivela - però gli interessati sono scappati di fronte agli elevati costi di gestione». Solo per l'affitto del locale che, come l'intero palazzo, dal 1946 è di proprietà delle Assicurazioni Generali, la “Specchi Srl” doveva sborsare in media 38 mila euro, iva inclusa, ogni tre mesi. Si aggiungono poi i costi per l' occupazione del suolo pubblico dei tavolini sistemati all'esterno, quelli da destinare alla manutenzione nonché quelli per il personale che in media, a seconda delle stagioni, contava di 13 persone. Chi passa lì davanti oggi resta disorientato. Vedere il Caffè degli Specchi chiuso, con le sedie all'esterno buttate un po' come capita, non fa di certo un bell'effetto. Sbirciando dalle grandi vetrate si scorgono i tavolini con le tovaglie azzurre e ocra. La grande macchina del caffè che per anni non ha mai smesso di servire migliaia di ristretti e cappuccini ai triestini ma pure ai turisti provenienti da tutto il mondo è ferma, spenta. Il lungo bancone di fronte al quale ogni giorno scambiavano due chiacchiere sorseggiando un caffè o un aperitivo anche i vertici comunali, regionali e i rappresentanti di governo ora è vuoto. La scorsa domenica il titolare ha comunicato ai dipendenti la sua triste decisione. E da lunedì mattina il grande locale è chiuso. «Ci scusiamo con la clientela – si legge sui cartelli affissi alle porte d'ingresso – ma il locale è chiuso per manutenzione». Ma purtroppo adesso lo storico caffè rimarrà sbarrato per lungo tempo. «I dipendenti che domenica sera erano presenti all'incontro sono stati liquidati anche degli straordinari – riferisce Sessa – ora formalmente sono tutti in ferie. Immagino sarà il curatore fallimentare a gestire in seguito la loro posizione». Andrea Sessa conduceva il Caffè degli Specchi dal 2003. Prima a gestirlo era il padre, Angelo, che aveva rilevato l'attività nel 1994 e che nel 2001 era stato l'artefice della ristrutturazione. «Io ho ereditato una situazione economica già difficile – ammette il giovane Sessa – mio padre aveva fatto delle scelte imprenditoriali sbagliate. Io ho cercato di risollevare l'azienda ma la crisi, la concorrenza e il venir meno dei congressisti non hanno facilitato le cose». Ma che ne sarà ora del Caffè degli Specchi? «Solo una cordata di investitori o una catena nazionale o internazionale – valuta il gestore - potrebbero portare avanti un simile locale. Io ora sono alla ricerca di un lavoro – ammette - sono disposto a fare di tutto ma non a lavorare nuovamente in un bar: per ora con questo settore ho chiuso». Basito di fronte alla notizia il presidente della Camera di Commercio, Antonio Paoletti. «Mi dispiace molto – ammette – quella del Caffè degli Specchi è una chiusura che dà il senso della profonda crisi che colpisce il nostro paese e di conseguenza anche la nostra città. Se non ce la fa un locale così, in quella posizione privilegiata, - valuta – mi domando se era il caso di fare delle azioni di intervento diverse». «Spero che qualche imprenditore rilevi l'attività al più presto – auspica Paoletti – tenere quel locale chiuso è un vero peccato». «La notizia mi sconforta – sostiene Elena Pellaschiar, assessore comunale al commercio – è un ulteriore segnale del fatto che stiamo perdendo la tradizione commerciale della città. Come amministrazione cercheremo di stare più vicini alle imprese puntando anche ad un'inversione di tendenza che miri alla riconquista del comparto congressuale»

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Re: Addio o arrivederci al Caffè degli Specchi?

Messaggio Da Giacomin il Gio 27 Ott 2011 - 6:17

.....di bene in meglio




Alza bandiera bianca anche l’Audace Cafè «Più spese che ricavi»
Il titolare Centassi: «Mi fermo prima di poter fallire» Tra via Malcanton e piazza della Borsa ci sono 27 locali



di Laura Tonero Piazza dell’Unità d’Italia perde un altro pezzo. Dopo il Caffè degli Specchi, tra meno di un mese, chiude anche l’Audace Cafè. «Getto anche io la spugna – ammette Roberto Centassi che dal 2007 gestisce il locale – le spese per mantenere questo locale superano gli incassi». L’attività, a differenza di quella del Caffè degli Specchi, non fallirà. E sembra ci sia già qualcuno pronto a portare avanti l’affitto d’impresa. Quegli spazi che nell’800 erano occupati dallo storico Caffè Flora, poi trasformato in “Nazionale” e negli anni ’60 nel locale notturno “Piccolo Mondo”, oggi sono di proprietà delle assicurazioni Allianz mentre la licenza è della Carpe Diem srl, la società che gestisce anche il rinnovato California. A mettere in difficoltà i locali nel cuore di Trieste sono le spese d’affitto ma pure l’elevata concentrazione di bar, gelaterie, trattorie e ristoranti. La concorrenza è troppa e la fetta di mercato da spartire è sempre la stessa. Basti pensare che nel perimetro tra piazza della Borsa e via Malcanton ci sono ben 27 esercizi pubblici, a due passi l’uno dall’altro. Senza contare tutte le attività del settore aperte in via Cassa di Risparmio, San Nicolò, in Cavana o sulle Rive. Nella sola piccola via Malcanton, a fianco del palazzo municipale, ci sono cinque locali: uno appiccicato all’altro e anche lì il costo delle locazione raggiunge livelli particolarmente elevati. «Noi paghiamo 4 mila euro al mese per 150 metri quadrati – sostiene il gestore di uno dei locali – abbiamo dovuto fare un mucchio di lavori ma ormai resistere a questa pressione economica è impossibile». Nella zona di piazza della Borsa ci sono la Portizza, il Rex, l’Urbanis e la Gelateria Siciliana. In via del Pane convivono invece l’Osteria da Marino, La Pescada, la Piadineria e la Taverna del Ghetto. «I locali ormai sono troppi e la clientela negli anni non è aumentata – osserva Centassi – i turisti non portano ai bar il giro d’affari che ci si aspetta. All’Audace Cafè la maggior parte di loro arriva a gruppetti, ordina un solo caffè e poi a turno usufruisce del bagno. Qui non c’è il turismo di alto livello che può avere Venezia». E gli affitti tagliano le gambe. «Noi paghiamo quasi 6 mila euro al mese per 130 metri quadrati – precisa Centassi – ai quali vanno aggiunti 7 mila euro al mese, iva inclusa, per la licenza e 12 mila all’anno per l’occupazione del suolo pubblico dei tavolini sistemati all’aperto». Per sostenere questi costi pagando anche il personale, la Siae per trasmettere un po’ di musica, le bollette di acqua, luce e gas uno di caffè, bisogna vendere aperitivi e tramezzini a tonnellate. Restando nei pressi di piazza dell’Unità, indiscrezioni riferiscono che sia appena stato siglato l’accordo di vendita della discoteca Mandracchio. Il locale sarebbe stato venduto a una cordata di liberi professionisti.

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Re: Addio o arrivederci al Caffè degli Specchi?

Messaggio Da margherita il Ven 28 Ott 2011 - 8:55

Nessun problema tutti e due i bar i riaprirà con una nuova gestione.
Rinunciar al Caffè degli Specchi comunque saria stado come per
Venezia chiuder i Quadri.!
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Re: Addio o arrivederci al Caffè degli Specchi?

Messaggio Da orca il Gio 8 Nov 2012 - 7:15

Bona gente, vardavo l'aqua alta dove il caffe degli specchi e il resto de piaza unita xe coverta de aqua, ma come se pol gaver ste aque alte ''che penso no le xe tanto rare'' e a gaver pavimenti normali, o se rifa tuto de novo ogni volta che sta marea xe alta?? el mar va su e zo xa de sai tempo, alora Trieste cala come Venezia o xe robe de no criticar...i veci ingenieri un poco de futuro doveria anticipar, almeno a tenir le cantine umide ma no alagade... alora me se dir perche sta anomalita che devi costar sai soldi no se pol riimediar... a mi vardar la florida ogni ano con i uragani e la gente che insisti a costruir in spiagia xe robe un pol dir ''coste vol i xe americani'' Very Happy Very Happy dai che a Trieste semo piu sgaji. alze i moli dio santo.

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Re: Addio o arrivederci al Caffè degli Specchi?

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